«Ti chiedo però... senza scuorno (vergogna, ndr)... ma possiamo prendere anche qualche elettrodomestico? " Così Luigi Cembalo, professore ordinario alla facoltà di Scienze Agrarie dell'Università di Napoli «Federico II», indagato dalla Procura Europea per corruzione insieme ad altre 15 persone, chiedeva, non sapendo di essere intercettato, di poter usare parte dei fondi Ue ricevuti dall'Ateneo per scopi personali. Interlocutore del docente era il titolare della società Databroker Claudio Caloia. Per entrambi i pm, che indagano sull'uso illecito delle somme, hanno chiesto gli arresti domiciliari. Il docente, che insieme a un assistente, curava gli acquisti di materiale informatico del dipartimento, attraverso preventivi gonfiati, avrebbe accumulato un «tesoretto» a cui attingere per avere dispositivi elettronici per sè, la moglie e la figlia. «Ho chiesto a questo.. tizio di.. di portarci questa settimana... ehm... i telefoni..lui è disponibile a farlo.. però ci stanno solo colore.. diciamo così silver», diceva alla moglie Daniela Pirro. «Bleah - rispondeva lei disgustata - prendi il tuo… io lo voglio di quel colore là... blu...».
Le intercettazioni
In un'altra intercettazione Cembalo chiede alla moglie se la figlia avesse acceso il pc nuovo, sempre ricevuto grazie al credito accumulato presso la società con il raggiro. Per gli inquirenti il pc «rientrava verosimilmente proprio tra quelli che componevano l'ordine evaso da Databroker (ovvero i 3 Pc Omen consegnati il giorno precedente), giunto al dipartimento di Portici, prelevato dalla moglie poco prima e portato a casa». Sempre grazie alle intercettazioni i pm ascoltano il docente raccontare di aver installato dei giochi esclusivi Microsoft e di aver collegato anche il visore al pc vantandosi, tra l'altro, di aver vinto una sfida con il figlio. «Ho installato Horizon cinque... è un gioco esclusivo... poi ieri... allora questo «zombie Land»... vabbè il visore è una... è una figata. La tipologia di gioco che è così... che... il fatto che si spari sempre è quello che piace a me, però una tensione addosso... comunque ieri poi ci siamo fatti un po' una sfida io e mio figlio ed ho vinto io... perché sono migliorato) . «Quanto sopra fugava ogni ragionevole dubbio - scrivono i magistrati - circa la reale ubicazione e l'utilizzo del computer in questione che, seppur acquistato con fondi universitari stanziati per la ricerca e consegnato presso la sede dell'ateneo a Portici, di fatto era stato installato dal docente presso la sua abitazione di San Giorgio a Cremano».
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