giovedì 12 febbraio 2026

Venezia, Carcere della Giudecca. Ad accompagnare B.V. - direttrice d'orchestra, neanche tanto brava - uno stuolo di autorità: sottosegretario, sindaco ministro presidente Biennale. Nessuno della Fenice.( Venezia Today) Commento

 Si è tenuta questa mattina nella casa di reclusione femminile della Giudecca la “lectio magistralis” di Beatrice Venezi sul va' pensiero di Giuseppe Verdi. Un evento dedicato alle detenute, ma anche di grosso rilievo per la città tutta, dato che Venezi è da settembre il direttore musicale in pectore del Teatro La Fenice di Venezia (dovrebbe assumere l'incarico a ottobre 2026), e da allora non era mai stata né a Venezia né a Mestre. 


Nessuna contestazione fuori dal carcere, solo una folta schiera di cronisti interessati a porre domande a Venezi: sono rimasti delusi, né prima, né dopo l'evento, la direttrice ha rilasciato dichiarazioni. Dentro il carcere, non essendo possibile fare né video né foto, i giornalisti hanno potuto registrare quanto accaduto solo per iscritto. 

E quanto accaduto è rilevante, perché Venezi è arrivata accompagnata dal presidente della Biennale Pietrangelo Buttafuoco, e all'evento c'erano, in posizione d'onore, il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro e il sottosegretario del ministero della Cultura Gianmarco Mazzi. C'è stato anche un intervento d'apertura della consigliera regionale Laura Besio che ha portato i saluti del presidente Alberto Stefani, c'era il prefetto Darco Pellos, e in collegamento con un video c'era il ministro della giustizia Carlo Nordio. Per cui, considerando anche che Mazzi ha presentato Beatrice Venezi come «il direttore musicale della Fenice», si notava più che altro un'assenza: quella della Fenice, e del suo sovrintendente Nicola Colabianchi (che ha nominato Venezi a settembre 2025), mai menzionato, né direttamente, né indirettamente durante l'evento. 

La musica e l'arte come spazio di sollievo. Le celebrazioni, Nordio: «Mai esistite direttrici d'orchestra donne»

L'evento è stato voluto dalla direttrice del carcere Maurizia Campobasso, che ha detto, in apertura, di averla invitata per creare uno «spazio di sospensione del giudizio». E per donare uno strumento alle detenute. «La direzione d’orchestra è, per sua natura, un atto di governo del caos. Portare questo gesto dentro il carcere significa offrire alle detenute un’immagine concreta di trasformazione: non la rimozione del dolore, ma la sua organizzazione in un linguaggio condiviso». L'evento era una grande occasione per il carcere: alcune recluse hanno letto poesie sulla musica, o sulla libertà, in un raro momento di riflettori accesi. 
 
Nel corso della presentazione si è visto e sentito tutto il sostegno del sindaco Luigi Brugnaro, che ha salutato caldamente Venezi. «Sono orgoglioso che tu sia qui» ha detto, rimarcando la necessità di sperimentare nuovi percorsi. Nel suo intervento registrato il ministro Nordio ha esagerato, probabilmente nel tentativo di esaltare la figura della direttrice presente, spiegando alle detenute che «non ci sono mai state direttrici d'orchestra donne» prima di Venezi: non è così, tanto che anche il sottosegretario Mazzi ha sentito il bisogno di correggerlo
 
La lezione di Venezi in sé è stata un appassionato racconto di come e perché Giuseppe Verdi abbia musicato il "va' pensiero", una scelta legata anche al messaggio che si voleva dare alle detenute, private della libertà. «In un coro il singolo conta solo se fa parte di un tutto» ha detto Venezi, che citando Ildegarda di Bingen (santa vissuta nel XI secolo) ha parlato della musica come «medicina dell'anima». «Mi auguro che la musica vi porti sollievo, l'umanità non si sospende con una sentenza» ha detto alle detenute. Venezi si è poi fermata a dialogare privatamente con alcune di loro.
 
Era atteso un breve punto con la stampa fuori dal carcere, ma non è andata così: Venezi è uscita da una porta laterale, con un copricapo leopardato, scortata da diversi agenti della polizia penitenziaria, e salita su una barca per andarsene. Il sindaco Brugnaro assicura che non c'è nessuna tensione tra la città e il maestro Venezi, solo tra la direttrice e una parte dei lavoratori del teatro, ma dato che lei in altre città ha risposto alle domande dei cronisti, e qui ha scelto un evento a porte chiusissime per il suo “debutto”, forse qualche tensione c'è. 


COMMENTO
Vi rendete conto? Si è mosso mezzo Veneto, Governo e Istituzioni, per accompagnare la beniamina della Premier, la direttrice d'orchestra B.V. , in missione a Venezia, nel carcere non in teatro, quasi fosse una visita di stato. Massima serietà.
 Per fortuna, c'è stato un ministro ignorante che ha portato un buonumore. 
Nel suo messaggio registrato, fatto pervenire al carcere veneziano, il ministro Nordio ha detto testualmente: non ci sono mai state direttrici d'orchestra donne prima di B.V. ( P.A.)

Nessun commento:

Posta un commento