Ci sono domande che sembrano innocue ma nascondono una trappola. Quella rivolta a Eileen Gu in conferenza stampa, a margine delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026, era di questo tipo: “Vedi queste due medaglie come argenti conquistati o come ori persi?”. La risposta della sciatrice freestyle cino-americana ha fatto il giro del mondo nel giro di poche ore, diventando uno dei momenti più commentati e condivisi dell’intera edizione dei Giochi.
Prima ancora di rispondere, Gu ha riso. Una risata spontanea, quasi incredula, che ha fatto da preludio a una replica lucidissima.
“Sono la freeskier più titolata della storia. Credo che la tua domanda si risponda da sola. Vincere una medaglia olimpica è un’esperienza che cambia la vita. Farlo cinque volte è esponenzialmente più difficile, perché ogni medaglia è ugualmente dura da conquistare, ma le aspettative degli altri crescono in maniera sproporzionata. Questa storia dei due ori persi è, a mio avviso, una prospettiva un po’ ridicola“.
Nata a San Francisco il 3 settembre 2003 da madre cinese e padre americano, Gu ha scritto la storia dello sci freestyle ai Giochi di Pechino 2022, dove a soli 18 anni ha conquistato tre medaglie, due ori nel big air e nell’halfpipe, e un argento nello slopestyle, diventando la prima atleta di sempre a riuscirci in discipline diverse nella stessa edizione olimpica. A Milano-Cortina 2026 ha aggiunto altri due argenti, uno nel big air e uno nello slopestyle, portando il suo bottino personale a cinque medaglie olimpiche in carriera, un record assoluto per la sua disciplina.
La sua storia è anche quella di una scelta controcorrente: nel 2019 ha deciso di gareggiare sotto la bandiera della Repubblica Popolare Cinese, il Paese di origine di sua madre, rinunciando alla maglia degli Stati Uniti con cui aveva partecipato ai Mondiali del 2018 e del 2019. Una decisione che le ha attirato critiche feroci in patria — persino il vicepresidente americano JD Vance (fischiatissimo alla cerimonia inaugurale) ha preso posizione, ma che lei ha sempre difeso con fermezza. “Gli Stati Uniti hanno già la loro squadra”, ha dichiarato al Time. “A me piace costruire il mio spazio”.
Gu non è solo neve e medaglie. Studentessa alla Stanford University, modella, ambasciatrice di brand internazionali, nel 2022 Time l’ha inclusa tra le 100 persone più influenti al mondo. Secondo Forbes, nell’ultimo anno ha guadagnato circa 23 milioni di dollari grazie agli accordi commerciali con marchi come Anta, Bosideng e Luckin Coffee. Una cifra che la colloca tra le sportive più pagate a livello globale.
Tutto questo, però, non sembra aver scalfito la sua concentrazione. A Milano-Cortina, tra condizioni meteo difficili e la pressione di un’Olimpiade vissuta in diretta da milioni di spettatori, Gu ha mantenuto una compostezza che ha colpito osservatori e avversari. L’halfpipe, la terza e ultima gara in programma, rappresenta ancora un’opportunità per aggiungere un ulteriore capitolo a una carriera già da manuale.
Quello che ha reso virale la risposta di Eileen Gu non è tanto la battuta in sé, quanto ciò che rappresenta. In pochi secondi, la campionessa ha ribaltato una narrativa che tende a sminuire qualsiasi risultato che non sia il massimo assoluto. Come quando Elisa Di Francisca “smontò” il quarto posto olimpico di Benedetta Pilato, accolto dalla giovanissima nuotatrice azzurra come un successo.
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