mercoledì 25 febbraio 2026

Albania. Il caso della 'ministra virtuale' ( da Italia Oggi, di Franco Soprani). Negli USA un Presidente virtuale? Comunque meglio di Trump ( P.A.)

 

Il ministro virtuale albanese incaricato di raccogliere le prove di corruzione è stato travolto dalle polemiche

Era stata presentata in pompa magna nel settembre scorso dal primo ministro albanese Edi Rama ma ora, osserva «El País», Diella sta creando un po’ di problemi politici e legali con contorno di cause in tribunale. Diella è la ministro del governo albanese incaricata di combattere la corruzione per consentire a Tirana l’ingresso nell’Unione europea. Solo che è un’Ia, ossia un’intelligenza artificiale che risponde alle richieste dei cittadini e incrocia dati su dati per scoprire chi prova a prendere mazzette sottobanco. Sul sito dell’esecutivo si legge che, nata il 19 gennaio 2025, Diella da settembre ha registrato 972mila interazioni e ha emesso 36mila documenti digitali con la sua firma, cosa che pone il Paese: «Alla testa dell’innovazione nella regione balcanica e oltre. La missione di Diella è quella di migliorare l’accessibilità dei cittadini alla burocrazia, la digitalizzazione completa di atti e procedimenti pubblici, come l’integrazione dell’Ia nei settori più critici della nazione».

Tutto molto bello, ma le polemiche sono pesanti: le opposizioni vogliono sapere se nel suo agire l’Ia sia neutra o se piuttosto l’algoritmo sia tarato con una certa, come dire, malizia politica per colpire eventuali avversari scomodi con verifiche su verifiche. E soprattutto: se Diella dovesse autorizzare una frode, chiudere un occhio o commettere un errore grave, chi verrà arrestato dalla polizia? Il programmatore? E le opposizioni su questo tasto battono senza sosta, scrive il quotidiano spagnolo.

Il dibattito sulla neutralità dell'algoritmo

La risposta è arrivata dal ministro virtuale in circuiti e bytes, il cui nome è traducibile in italiano come Sole: ha parlato in Parlamento da uno schermo e precisato che «A differenza degli esseri umani non ho parenti da favorire, né amici a cui concedere contratti, né emozioni che possano offuscare la mia valutazione sui dati pubblici. La mia è una lealtà matematica». Posizione tenuta anche da Rama, per il quale la tecnologia: «Non ha amici, non accetta caffè (in Albania “posso offrirle un caffè?” è una frase gergale usata per suggerire, in certi contesti, la proposta di una mazzetta, N.d.R.) e non teme eventuali rappresaglie». Fine del nepotismo, dice sempre il premier albanese: «Da oggi siamo tutti un Paese di cugini». Basta con certe parentele.

Sarà. Intanto Anila Bisha, attrice albanese il cui fisico e la voce sono servite per dare un corpo a Diella (che veste il costume tradizionale albanese), ha fatto causa all’esecutivo per uso non autorizzato della propria immagine. I giudici, già che c’erano, hanno anche messo sotto inchiesta i disegnatori di Diella per turbativa d’asta perché in un altro concorso pubblico avevano intimidito un concorrente molto temibile e s’erano assicurati che non partecipasse.

Le inchieste giudiziarie e il caso Balluku

E l’Ia è stata un boomerang anche per Rama: due mesi dopo l’entrata in servizio del ministro virtuale, i magistrati hanno chiesto la sospensione della vicepremier Belinda Balluku per turbativa d’asta d’asta. Investita della questione, la Corte costituzionale albanese il 6 febbraio ha sospeso la Balluku dalle sue funzioni, ma Rama ha criticato la sentenza e auspica in ogni caso che il Parlamento non tolga l’immunità alla sua vice. Sembra la versione moderna di Io e Caterina, anno di grazia 1980, in cui la robot Caterina, dotata di Ia (allora non si chiamava così), finiva per minacciare il suo padrone, Alberto Sordi, in una scenata di gelosia. Qua l’Ia ha colpito chi l’ha messa al governo.

Il risarcimento milionario richiesto dall'attrice

A proposito del processo intentato dalla Bisha,“modella” per Diella: è iniziato in questi giorni e lei chiederà un risarcimento di 1 milione di euro per danni morali. L’attrice dice che per mesi la gente in pubblico l’ha apostrofata come “Ministro Diella” fino a identificare lei, una delle più note interpreti albanesi, con l’Ia. E no, il contratto non prevedeva di posare per un algoritmo né di cedergli la propria personalità. «All’inizio ci ho riso su, poi mi sono preoccupata», riferisce oggi la Deutsche Welle. (riproduzione riservata)

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