venerdì 20 febbraio 2026

Giorgia che imita Donald che imita Giorgia che imita Donald che imita Giorgia

 Giorgia e l'amico Donald parlano la stessa lingua, si ripetono e si imitano a vicenda al punto che nessuno sa  più  distinguere chi dei due sta parlando.  E parlano a tal punto la stessa lingua, imitandosi  anche nelle parole, che non è impossibile anticiapre ciò che diranno su determninanti argomenti,. specie se curciali. 

Prendiamo ad esempio il settore della giustizia. Non erano trascorse neanche 24 ore da quando Giorgia, nonostante l'invito del Presidente Mattarella ad abbassare i toni nel confronto sulla giustizia, ha bollato la sentenza del Tribunale di Palermo che ingiungeva al governo il risarcimento alla ong. la cui nave è stata trattenuta in porto, in stato di fermo, per mesi senza offrirne le ragioni, che Trump per non essere secondo all'amica italiana, ha definito la sentenza della Corte suprema che ha bollato come illegali dazi da lui imposti, e che hanno creato quel casino che sappiamo in tutto il mondo, 'UNA VERGOGNA'; e sono i giudici nominati da Trump per la maggior parte che non hanno potuto tacere sull'abuso di potere del presidente 'bullo',  come l'ha definito Antonio Caprarica nel suo ultimo libro. 

 E lui che fa, imitando Giorgia, dice di avere una legge di riserva che gli consentirà, aggirando la sente4nza della Corte suprema, di mantenerli quei dazi, mentre già dalle cancellerie di mezzo mondo arrivano agli USA  richieste di chiarimenti sul da farsi.

 E nel bel mezzo di un simile terremoto mondiale i cui effetti  disastrosi forse non si possono neppure ipotizzare, che ti fa  il 'bullo' con il nido di canarini gialli in testa? proclama: sto pensando ad una azione mirata contro l'Iran. Capite, lui pensa! e gli americani? gli credono o fanno finta di credergli, forse per farlo, a questo punto, autodeflagrare!

 Siamo  forse all'inizio della fine di Donald, se presto si abbatterà su di lui un vero tsunami, il Caso Epstein, nel quale lui è dentro fino ai capelli, i capelli gialli del nido che si porta appresso. Senza contare che fra meno di un anno ci saranno anche le elezioni di 'medio termine'.

 Addio Donald. E Giorgia?

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