La Slc Cgil denuncia per diffamazione l'editorialista Ruggieri che ha definito l'orchestra «quattro pippe». La dirigenza del Teatro non risponde agli attacchi, i sostenitori: «Definito un nuovo concetto di comunità»
Manifestazione dei lavoratori della Fenice
Non c'è pace al Teatro La Fenice, in settimane in cui attacchi più o meno diretti, e più o meno voluti, a lavoratori e abbonati dello stesso arrivano da sostenitori della nuova direttrice musicale Beatrice Venezi e anche, in un'intervista in Argentina, da Venezi stessa.
La Slc Cgil Veneto infatti ha attivato i propri legali per presentare querela, a nome di 13 professori d'orchestra del Teatro, contro Andrea Ruggieri, editorialista de Il Giornale ed ex deputato che il 12 febbraio, in un intervento pubblico a Milano alla presenza di Beatrice Venezi, ha definito i lavoratori della Fenice «quattro pippe che, senza avere loro un curriculum dove magari figurano titoli di studio tipo “battesimo”, decretano che Beatrice Venezi, è in realtà una sega colossale e che dunque non si può nominare al vertice di nessuna istituzione musicale perché altrimenti è lottizzazione».
L'intervento di Ruggieri era chiaramente ironico, ma non era stato presentato come tale.
«Abbiamo atteso che il Sovrintendente Colabianchi intervenisse in difesa del teatro e dei Professori d’Orchestra dei quali lui stesso è responsabile, ci saremmo anche aspettati che la stessa Beatrice Venezi, salendo sul palco dopo quelle parole ne prendesse le distanze, ma siccome tutto ciò non è successo, la Slc Cgil Veneto ha preso l’iniziativa di supportare 13 professori d’orchestra.
È ora di finirla con questo gioco al massacro della politica sul Teatro la Fenice, la sua orchestra, il coro e le sue maestranze» dichiara il segretario della Slc Cgil del Veneto Nicola Atalmi.
«Se il Teatro non risponde, prendiamo l'iniziativa da soli»
Intanto ieri il neo-costituito comitato Fenice Viva, che raccoglie abbonati e sostenitori del Teatro, ha scelto di rispondere alle dichiarazioni di Beatrice Venezi al quotidiano argentino Clàrin, dove ha ribadito di essere vittima di attacchi politici e maschilisti, ma soprattutto ha aggiunto che il problema alla Fenice sarebbe la «paura del nuovo» anche perché «gli abbonati hanno più di 80 anni».
«Non solo non corrisponde a verità (per smentire tale inconsistente dichiarazione è sufficiente analizzare i dati degli abbonati di cui gli over 80 rappresentano solo una piccola percentuale) - dichiara il comitato - ma risulta profondamente lesivo nei confronti di un pubblico che è ed è stato parte viva, attiva e vibrante della vita di questa istituzione».
Anche questa seconda risposta arriva in assenza di una presa di posizione ufficiale del Teatro, che si trova in una evidente situazione di difficoltà, con la direttrice musicale già nominata che da un mese sta criticando, per motivi non del tutto chiari, sia la dirigenza, sia le maestranze, sia gli abbonati. «Vero che la non risposta del sovrintendente è grave, ma questo sta facendo apparire un nuovo concetto di comunità intorno al Teatro La Fenice, che si rinnova nonostante le imposizioni» spiega Giorgio Peloso Zantaforni, nel direttivo del nuovo comitato.
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