mercoledì 18 febbraio 2026

Roma. Miss Hitler a processo. E' sempre solo un gioco? ( da Leggo, di Mario Antoni)

 

Post inneggianti al nazismo in rete: a processo anche "Miss Hitler"© Redazione

Sei rinvii a giudizio, tre patteggiamenti e tre condanne con rito abbreviato. È il bilancio l'udienza davanti al Gip del tribunale di Roma, per il sodalizio neonazista finito sotto la lente della Procura capitolina. Tra gli imputati figura anche Francesca Rizzi, milanese di 43 anni, già sottoposta all’obbligo di firma, per la quale inizierà il processo. Il provvedimento è stato disposto dal giudice per le indagini preliminari, che contesta agli imputati la propaganda e l’istigazione a delinquere per motivi di odio razziale, etnico e religioso. Secondo l’accusa, i sei avrebbero diffuso online contenuti di matrice neonazista e antisemita attraverso piattaforme come Facebook, VK e WhatsApp.

Tre imputati hanno scelto di definire la propria posizione con il patteggiamento, per uno è stata concordata una pena di un anno e mezzo, per gli altri due di sette mesi. Altri tre sono stati condannati a due anni ciascuno con giudizio abbreviato. In tutti i casi la pena è stata sospesa. È invece caduta l’accusa di associazione per delinquere. Rizzi era salita alla ribalta per essere stata proclamata 'Miss Hitler' sul social russo VK e per i tatuaggi con simboli nazisti ostentati, tra cui un’aquila del Reich sulle spalle sotto una svastica, oltre a post intrisi di odio antiebraico.

Con lei sono finiti a giudizio altri appartenenti al gruppo denominato Ordine Ario Romano, realtà definita dagli inquirenti di «spiccata matrice ideologica neonazista». L’organizzazione era stata smantellata nel giugno 2021 dai carabinieri del Ros con dodici gli indagati. Nel procedimento si sono costituiti parte civile la senatrice Liliana Segre, l’Associazione Nazionale Partigiani d'Italia e l’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane.

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