venerdì 20 febbraio 2026

Trump: la Corte suprema ha bocciato i miei dazi, e io ne metto altri, tiè ( da Open online)

 Il presidente risponde alla Corte Suprema con un'altra legge. Ma intanto i governatori si muovono: «A nome del popolo dell'Illinois, chiedo un rimborso di 1.700 dollari per ogni famiglia»

«È un grande onore aver appena firmato, nello Studio Ovalenuovi dazi globali del 10% su tutti i paesi che entreranno in vigore quasi immediatamente». Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump risponde alla Corte Suprema con nuove tasse sul commercio che entreranno in vigore alla mezzanotte del 24 febbraio e resteranno in vigore per 150 giorni. Non si applicheranno a un’ampia gamma di prodotti, inclusi i minerali essenziali e i beni già soggetti a dazi separati non toccati dalla sentenza. Ma intanto il Wall Street Journal dice che il presidente deve chiedere scusa ai giudici. E soprattutto, il governatore Dem dell’Illinois JB Pritzker ha chiesto il rimborso di 8,6 miliardi di dollari a 5,1 milioni di famiglie dello stato, circa 1.700 dollari ognuna. Mentre Gavin Newsom, governatore della California, è pronto a fare la stessa cosa.

Il rilancio di Trump sui dazi

Trump ha dichiarato in un briefing di aver ordinato nuovi dazi ai sensi della Sezione 122 del Trade Act del 1974. Questi dovrebbero sostituire in parte i dazi dal 10% al 50% previsti dall‘International Emergency Economic Powers Act del 1977 che la Corte Suprema aveva dichiarato illegali. Intanto il Segretario al Tesoro Scott Bessent ha affermato che i nuovi dazi del 10% e le tariffe potenzialmente maggiorate previste dalla Sezione 301 dello statuto sulle pratiche sleali e dalla Sezione 232 dello statuto sulla sicurezza nazionale si tradurranno in entrate tariffarie praticamente invariate nel 2026. «Torneremo allo stesso livello tariffario per i Paesi. Sarà solo in modo meno diretto e leggermente più complicato», ha dichiarato Bessent a Fox News, aggiungendo che la decisione della Corte Suprema ha ridotto la capacità negoziale di Trump con i partner commerciali.

I rimborsi

«Ho la sensazione che gli americani non vedranno i rimborsi dei dazi», ha aggiunto Bessent. Secondo alcuni calcoli in ballo ci sono quasi 200 miliardi di rimborsi, per l’esattezza nell’ordine di 175 miliardi. Altre stime invece parlano di 133 miliardi. In media gli Stati Uniti hanno incassato 30 miliardi di dollari al mese con i dazi. Grazie alla legge il presidente può imporre dazi fino al 15% per un massimo di 150 giorni a qualsiasi paesi. Ma poi il Congresso dovrà approvare l’estensione. «Abbiamo delle alternative, delle ottime alternative», ha detto Trump. «Potrebbero essere più soldi. Riceveremo più soldi e ne saremo molto più forti», ha detto Trump a proposito degli strumenti alternativi. I dazi della Sezione 122 decadranno prima che possa essere presa una decisione definitiva, ha affermato Josh Lipsky, presidente dell’Atlantic Council, un think tank di Washington.

L’aumento

Alla domanda se i dazi finiranno per essere più alti dopo ulteriori indagini, Trump ha risposto: «Potenzialmente più alti. Dipende. Qualunque cosa vogliamo che siano». Ha affermato che alcuni paesi «che ci hanno trattato davvero male per anni» potrebbero vedere dazi più alti, mentre per altri «sarà molto ragionevole». Il destino di decine di accordi commerciali per ridurre i dazi basati sull’IEEPA e dei negoziati con i principali partner commerciali degli Stati Uniti rimane incerto dopo la sentenza. La sentenza della Corte Suprema pone circa 175 miliardi di dollari di entrate tariffarie riscosse nell’ultimo anno soggette a potenziali rimborsi, secondo le stime fornite a Reuters dagli economisti del Penn-Wharton Budget Model.

Due anni di contenzioso

Alla domanda se avrebbe rimborsato i dazi IEEPA, Trump ha risposto: «Immagino che la questione debba essere oggetto di contenzioso per i prossimi due anni». Una risposta che indica che il processo di rimborso rapido e automatico è improbabile. Parlando a Dallas, Bessent ha detto ai leader aziendali che, poiché la Corte Suprema non ha fornito alcuna istruzione sui rimborsi, questi sono «in discussione», aggiungendo: «La mia sensazione è che potrebbero essere trascinati per settimane, mesi, anni».

Le scuse alla Corte

Donald Trump deve alla Corte Suprema delle «scuse». «Sicuramente non lo farà», ma le accuse e critiche ai giudici sui dazi sono «probabilmente il momento peggiore della sua presidenza», fa sapere il board editoriale del Wall Street Journal sottolineando come la decisione sui dazi sia una «monumentale rivendicazione della separazione dei poteri sancita dalla Costituzione. Potremmo definirla il vero Liberation Day dalle tariffe».

«La retorica del presidente contro i saggi potrebbe spingere qualche suo seguace a ricorrere alla violenza contro i giudici», ha messo in evidenza ancora il Wall Street Journal. La decisione «smentisce l’accusa dei democratici secondo cui la Corte sarebbe un mero strumento di Trump. La Corte ora ha dimostrato di essere disposta a bloccare gli abusi di potere da parte dei presidenti di entrambi i partiti. Questo è esattamente quello che la Costituzione richiede».

I governatori

Intanto il governatore dell’Illinois Pritzker ha inviato a Trump una fattura da 8,6 miliardi di dollari con la quale quantifica i danni subiti dai suoi concittadini dall’applicazione dei dazi. «Le vostre tasse tariffarie hanno devastato gli agricoltori, fatto infuriare i nostri alleati e fatto schizzare alle stelle i prezzi dei generi alimentari. Stamattina, i giudici della Corte Suprema da voi personalmente nominati vi hanno notificato che sono anch’esse incostituzionali. A nome del popolo dell’Illinois, chiedo un rimborso di 1.700 dollari per ogni famiglia dell’Illinois. Ci sono 5.105.448 famiglie nel mio Stato, il che porta il totale dei danni da voi dovuti a 8.679.261.600 dollari», scrive Pritzker in una missiva pubblicata su X.

La lettera

«La Corte Suprema ha stabilito che questo è l’ennesimo atto incostituzionale da parte vostra e della vostra amministrazione. Questa lettera e la fattura allegata costituiscono una notifica ufficiale che il risarcimento è dovuto al popolo dell’Illinois e, se non ottemperate, procederemo con ulteriori azioni». Newsom, che governa la California, è pronto a imitarlo: «Da oltre un anno Donald Trump tassa illegalmente generi alimentari, mobili e automobili. È il momento di chiedere un rimborso».

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