giovedì 19 febbraio 2026

Petrecca a Sanremo, e Meloni/ La Russa al Quirinale. Il caso Sea Watch e Carola Rackete

 Petrecca si è dimesso e, come aveva anche anticipato qualcuno,  forse potrà andare al festival Sanremo, come super ospiter, o in sostituzione di Pucci, magari in compagnia di sua moglie, cantante soubrette, in nome del motto: - dio, patria, FAMIGLIA, ci interessa la famiglia, lasciando da parte dio e patria. Anzi no. Perchè è stato proprio il diretto interessato a chiamarli in causa,  il primo quando ha citato il passo del Vangelo di Matteo sul traditore, mascherato da Gesù; il secondo, la patria, quando ha detto, speriamo l'abbia detto: per il bene del paese mi dimetto. Perchè in effetti, dopo la figura di merda della sua telecronaca dell'inaugurazione delle olimpiadi, non poteva che dimettersi per onorare il paese che non se la meritava per colpa sua. Si potrebbe anche aggiungere che forse lui, inadeguato a raccontare l'incipiente olimpiade, non avrebbe dovuto avere, sempre per l'onore del suo paese, l'incarico di direttore,  patrocinato dalla sua vicinanza meloniana - sempre si torna al punto di partenza. Le Fratelle d'Italia, assetate di potere&poltrone,  dopo essersi giocate le due o tre carte di valore,  ora hanno in mano solo 'scartine', come dicono i giocatori, quando non barano, e quelle sono costrette a giocare, finchè non decidono di alzarsi dal tavolo verde. Le scartine gettate lì in ogni occasione, sono ormai a tutti note. Ma le Fratelle d'Italie imperterrite continuano a giocarsi queste carte della vergogna.


Nelle stesse ore in cui arriva l'attesa  notizia delle sacrosante dimissioni di Petrecca ( c'è comunque sempre da temere che Meloni ci metta un altro di pari grado di fedeltà e pari mancanza di merito), e all'indomani dell'intervento di Matterella al CSM  - che il vice direttore de 'La Verità' De Manzoni, ha letto come 'intervento politico', diretto contro Nordio, al quale il Governo risponde a sua volta con  altro intervento politico, facendo le orecchie da mercante e continuando ad accusare  e delegittimare la magistratura) - il presidente del consiglio Meloni, con un video torna a dire che la sentenza del tribunale di Palermo sul sequestro della nave della ong, per la quale il governo è stato condannato a risarcire il fermo, è incomprensibile e viene da una certa magistratura politicizzata che impedisce al governo di governare. Ha fatto eco a tale inusuale intervento anche La Russa, seconda carica dello Stato, sottolineando che si risarcisce una nave ong che ha speronato una motovedetta della Guardia costiera italiana.

 In linguaggio marittimo, la  nave ong di destra, attualmente 'proprietaria' ( come si definisce  essa medesima) del Governo ( ma che non salva il paese dal naufragio cui lo sta condannano) va a speronare  l'ammiraglia del Quirinale, tentando di affondarla. Sperando, insanamente, che l'intera marina del popolo italiano non salvi l'ammiraglia ed il suo comandante in capo, dall'affondamento.

                                                                    (Pietro Acquafredda)


                              *****

             Il caso Sea Watch e Carola Rackete

Diverso è il caso della Ong Sea Watch, non direttamente legato al governo Meloni ma a uno dei suoi esponenti di spicco, Matteo Salvini, ministro dell'Interno all'epoca dei fatti. I fatti sono quelli del giugno 2019. La nave Sea Watch 3 aveva soccorso 53 persone in mare e cercava un porto sicuro per farle sbarcare. Aveva rifiutato di andare a Tripoli, ritenuta una destinazione non sicura per le continue, dimostrate violazioni dei diritti umani.

I porti italiani, però, erano ‘chiusi' per effetto del decreto Sicurezza bis di Salvini. Dopo più di due settimane passate al largo di Lampedusa in attesa, con una situazione critica a bordo, la capitana della nave Carola Rackete aveva deciso di forzare il blocco del porto e attraccare comunque. Nel farlo, aveva urtato una nave della Guardia di finanza. Era poi stata arrestata, ma le accuse erano state archiviate (su indicazione del giudice per le indagini preliminari, mentre il procuratore si era opposto facendo ricorso in Cassazione; a dimostrare che giudice e pm non sono sempre allineati nelle decisioni).

Il rimborso però non ha a che fare con questi eventi, ma con quello che è seguito. La nave è stata sottoposta a sequestro il 12 luglio 2019. Il 21 settembre, Sea Watch ha fatto opposizione al sequestro rivolgendo al prefetto di Agrigento, come prevedevano le norme. Qui c'è stato il problema.

Il silenzio della prefettura e la decisione obbligata dei giudici

La legge che regola i sequestri e risale al 1981 mette dei paletti chiari. L'autorità competente – in questo caso la prefettura – deve rispondere all'opposizione entro dieci giorni. Può confermare il sequestro, spiegando perché, oppure respingere la richiesta. Una frase della legge, inequivocabile, recita: "Se non è rigettata entro questo termine, l'opposizione si intende accolta". È il cosiddetto silenzio-accoglimento: se non rispondi, il sequestro finisce.

La prefettura di Agrigento, però, non ha mai risposto. I dieci giorni sono passati. Dal 1° ottobre, quindi, il sequestro era formalmente illegale, ma le autorità hanno continuato a negare la restituzione della barca. Solo il 19 dicembre è intervenuto il tribunale di Palermo, con un ricorso d'urgenza che ha messo fine al sequestro.

La causa è iniziata nel 2022, ed è stata piuttosto lineare. Non c'è dubbio che il sequestro tecnicamente fosse scaduto a inizio ottobre. Dunque i giudici hanno stabilito un rimborso calcolando le spese per i costi portuali e il carburante per i tre mesi tra ottobre e fine dicembre.

Insomma, nessuna valutazione politica da parte dei giudici. Si è trattato semplicemente di un provvedimento amministrativo che ha applicato norme sul sequestro che sono le stesse da circa quarantacinque anni. Il processo non ha chiarito perché il sequestro sia stato prolungato illegalmente (non era questo il suo obiettivo), ma la responsabilità più evidente sembrerebbe quella della prefettura di Agrigento. Un organo che fa capo al ministero dell'Interno, all'epoca presieduto da Salvini.

                                                                       ( Fanpage.it)

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