giovedì 19 febbraio 2026

Torino. Teatro Regio. Macbeth di Giuseppe Verdi con la coppia Muti , padre e figlia (Comunicato)

 

...Gli eterni temi del bardo, riletti dal genio di Verdi e interpretati da Muti

Quando Verdi mette in musica Shakespeare nel 1847, trasforma la materia teatrale in materia sonora, dando alla tragedia una forza nuova e visionaria, che già anticipa il suo linguaggio futuro. Macbeth è il più tenebroso: una storia di potere e usurpazione resa fisica e concreta, dove il sangue e la colpa dilagano fino a travolgerci, mentre l’avidità del male — che tanto affascinò Verdi lettore di Shakespeare — mostra le sue conseguenze più estreme. Riccardo Muti ne indica il cuore segreto e la schiacciante attualità: «Uccidere per il potere è purtroppo molto attuale, però Macbeth è spinto verso l’omicidio dalla Lady, che lo domina in senso materiale ed erotico: sa che è grande sul campo di battaglia, ma come uomo lo maltratta e lo svilisce» (dall’intervista di Giangiorgio Satragni per La Stampa). E ancora, nel catalogo verdiano «Macbeth è un unicum, anticipa l’espressionismo. Lo sto ristudiando dall’inizio come se non l’avessi mai diretto. Oggi alla mia età, con tanta musica che ho interpretato, scopro particolari di caratteri dinamici, armonici, strumentali che sorprendono, e si ripresentano con occhio diverso» (dall’intervista di Valerio Cappelli per Corriere della Sera).

 

Nella lettura di Chiara Muti Macbeth è il dramma dell’antitesi

Chiara Muti scava nei tormenti dei protagonisti e nel “rosso” più oscuro: quello del sangue versato per sete di dominio, della colpa che non si lava, del desiderio che si tramuta in condanna. «Macbeth è il dramma dell’antitesi – afferma la regista – in scena assistiamo a un capovolgimento dei valori. Sotto i nostri occhi, l’eroe della storia, da positivo, diventa negativo. Sceglie il male, mascherandolo per un bene. Un re da difendere si trasforma in un ostacolo da sormontare. Ecco la straordinaria lezione che racchiude il testo di Shakespeare, in cui le streghe ci prendono per mano all’inizio del dramma, sussurrando una frase che custodisce la chiave di lettura: Bello è il brutto e brutto è il bello. Per sostenere emotivamente le conseguenze dei propri atti, bisogna giustificarne le scelte. Quindi il male diventa un bene e il bene un male. Macbeth non incontra le streghe le genera. Sono l’indicibile materia grigia del suo inconscio confuso, avvelenato da una febbre di onnipotenza» (dall’intervista di Guido Andruetto per d la Repubblica).

 

Il palcoscenico globale del Regio

Macbeth sarà registrato dal Teatro Regio e trasmesso in Italia dalla Rai, per essere successivamente distribuito in tutto il mondo... 

 


 

Biglietteria e Informazioni

biglietti sono esauriti. Informazioni e aggiornamenti: www.teatroregio.torino.it

Nessun commento:

Posta un commento