PADOVA - L'oro di una vita e i sogni di chi non ce l'ha fatta. Una storia che arriva da riviera Tito Livio, Padova. Dietro il bancone del negozio «Compro oro e preziosi da Chiara» c’è Chiara Guaglione, 39 anni, sedici anni di esperienza nel settore e da tre in centro città. Nel giro di pochi giorni, due donne oltre gli 80 anni si sono presentate. Con intenti a dir poco originali. Non si conoscevano, non avevano appuntamento. Avevano però la stessa intenzione: vendere gioielli custoditi per anni e devolvere l’intero ricavato in beneficenza. «Nel mio lavoro vedo spesso passare vite intere», racconta Chiara al Corriere della Sera. «C’è chi aiuta un nipote, chi realizza un sogno, chi affronta un momento difficile. Io lo vivo come un processo di rigenerazione: qualcosa che è fermo, chiuso in una cassaforte, può tornare utile a qualcuno».
La borsa piena
La prima nziana arriva con una borsa piena di gioielli in oro, importanti, di qualche decennio fa. «Era una donna molto acculturata, elegante. Mi ha detto: “Chiara, questi gioielli non li uso da anni. E ho anche paura a indossarli, sono troppo vistosi”». Il valore complessivo è di circa 40 mila euro. «Solo dopo che le ho comunicato l’importo mi ha detto che li avrebbe devoluti alla ricerca pediatrica. Mi ha detto: “Tu hai fatto un’opera di bene, perché questi soldi aiuteranno dei bambini”». La donazione è destinata all’ospedale pediatrico di Padova.
Save the Children
Pochi giorni dopo, un’altra cliente ancora più anziana, quasi vicina ai 90. Anche lei con un piccolo pacchetto. Anche lei con un’idea chiara. «Mi ha spiegato che i figli sono già sistemati, che non hanno bisogno di altro. Nella loro famiglia hanno sempre fatto beneficenza». Il ricavato qui è di circa 20 mila euro, destinati a Save the Children, scrive sempre il Corriere. Due storie simili, maturate separatamente. «Sono venute tramite passaparola», spiega Chiara. «Avevano già girato altri negozi, ma alla fine hanno scelto me per la fiducia e per la quotazione. In questo settore la correttezza è tutto».
Figli e nipoti
Le emozioni non sono mancate. «Si sono commosse mentre mi raccontavano cosa avrebbero fatto di quei soldi. E mi sono emozionata anch’io. Porto rispetto a tutte le storie che entrano qui». Secondo Chiara, non è raro che siano proprio le persone più anziane a compiere scelte di questo tipo. «Arrivano dopo aver fatto il loro percorso di vita. Hanno già destinato l’eredità, hanno sistemato figli e nipoti. A un certo punto cambiano prospettiva: si chiedono che senso abbia tenere oggetti che non usano più». Non è un episodio isolato. «Anni fa una coppia di anziani vendette gioielli ereditati per finanziare la costruzione di una scuola in Africa. Parliamo di 25 mila euro. C’è più umanità di quanto si pensi», continua Chiara. Sessantamila euro complessivi, in pochi giorni, partiti da due case private del centro di Padova e trasformati in un aiuto concreto per bambini e famiglie fragili. Senza annunci, senza fotografie. Solo una decisione presa in autonomia e portata fino in fondo. «Fare del bene, per alcune persone, è una scelta naturale», conclude Chiara. «Soprattutto quando capiscono che si può vivere benissimo anche senza quei gioielli. E che, invece, per qualcun altro quei soldi possono fare la differenza».

Nessun commento:
Posta un commento