L’arresto di Andrea Mountbatten-Windsor, avvenuto lo scorso giovedì mattina, ha riportato sotto i riflettori dell’opinione pubblica un episodio risalente a sette anni fa che coinvolge direttamente re Carlo III, allora ancora Principe di Galles. Secondo un’esclusiva del Mail on Sunday, il sovrano sarebbe stato a conoscenza dei legami finanziari segreti che il fratello intratteneva con il controverso uomo d’affari britannico David Rowland. A informarlo sarebbe stata una serie di email inviate da un informatore anonimo.
Chi è David Rowland, «uomo di fiducia» di Andrea
Dopo aver esaminato il materiale, il giornale sostiene che Andrea avrebbe consentito a Rowland di partecipare attivamente alle sue attività ufficiali. Il duca di York parlò di lui anche a Jeffrey Epstein, definendolo il suo «uomo di fiducia in fatto di denaro». Insieme al figlio Jonathan, Rowland accompagnò Andrea in diversi viaggi in Cina e negli ex Stati sovietici tra il 2001 e il 2011, quando ricopriva il ruolo di inviato commerciale del Regno Unito.
Nelle email si fa riferimento a presunti «abusi di David Rowland nei confronti della famiglia reale». Da un lato, Andrea avrebbe sfruttato la propria posizione per fini personali; dall’altro, il banchiere avrebbe beneficiato di una connessione privilegiata con gli Windsor. In uno dei messaggi si afferma: «Le azioni di Sua Altezza Reale il Duca di York suggeriscono che considera il suo rapporto con David Rowland più importante di quello con la sua famiglia». Rowland avrebbe «pagato il Duca di York per ottenere una licenza bancaria in Lussemburgo per la sua banca privata, Banque Havilland», includendo presunti dettagli del conto bancario di Andrea.
Le rivelazioni sulle attività economiche di Andrea
La corrispondenza fa parte di una più ampia serie di rivelazioni sulle attività economiche del duca di York pubblicate dal Mail on Sunday. In una conversazione con Jonathan Rowland, il fratello del sovrano avrebbe parlato di colloqui incoraggianti con importanti leader politici britannici, lasciando intendere la possibilità di sfruttare i propri contatti istituzionali anche per scopi privati. Avrebbe inoltre utilizzato il suo ruolo ufficiale per negoziare accordi personali sulla vendita di petrolio alla Cina, con l’obiettivo di ottenere profitti insieme a Jeffrey Epstein. Le email riportano anche che avrebbe invitato Jonathan Rowland a partecipare a incontri ufficiali a Buckingham Palace, facilitando i suoi contatti con funzionari governativi, e condiviso informazioni riservate sui propri viaggi, consentendogli di trarre vantaggio dalle missioni diplomatiche.
La proposta di legge
Intanto si moltiplicano le richieste affinché il governo escluda Andrea dalla linea di successione al trono, dove attualmente occupa l’ottavo posto. Secondo il ministro della Difesa Luke Pollard, «è la cosa giusta da fare». Sulla vicenda è intervenuta anche Gloria Allred, l’avvocata che ha rappresentato 27 vittime di Epstein, dichiarando alla BBC: «Re Carlo e tutti i membri della famiglia reale hanno affermato di sostenere le vittime. Il modo migliore per dimostrarlo è sottoporsi a interrogatori della polizia, se richiesto, o offrirsi volontariamente di farlo. Chiedo rispettosamente che raccontino ciò che Andrew potrebbe aver loro detto sul suo rapporto con Jeffrey Epstein».
Anche diversi esponenti politici britannici hanno sollecitato un intervento delle autorità. Il ministro dell’Interno ombra Chris Philp ha dichiarato: «Queste nuove rivelazioni del Mail on Sunday sono scioccanti, ma non sorprendenti. La polizia dovrebbe indagare immediatamente. Andrea ha agito in modo vergognoso e deve essere chiamato a rispondere delle sue azioni. Nessuno è al di sopra della legge». Il ministro degli Esteri ombra Priti Patel ha aggiunto: «Ogni giorno emergono nuove rivelazioni, ed è urgente che la polizia indaghi». Robert Jenrick, portavoce del Tesoro di Reform UK, ha infine affermato: «Non si deve lasciare nulla di intentato per stabilire la verità. Andrea ha gravemente danneggiato la reputazione della Gran Bretagna sulla scena internazionale attraverso la sua associazione con Epstein».
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