La premier Giorgia Meloni, a seguito dell’invito ricevuto per la riunione del Board od Peace presieduto da Donald Trump, ha confermato la partecipazione dell’Italia. Tuttavia, a causa della “incompatibilità costituzionale” l’Italia non aderirà all’organismo, ma vi prenderà parte come osservatore. Pur essendo stata presentata come la soluzione migliore, l’opposizione critica fortemente la scelta della premier.
Giorgia Meloni considera necessaria la presenza al Board of Peace
La premier ha confermato la partecipazione dell’Italia al Consiglio di pace istituito dal Donald Trump. La riunione, attesa per il prossimo 19 febbraio, vedrà la partecipazione di almeno venti Paesi. Alcuni di questi affermano di essere pronti a fornire migliaia di soldati alla forza di stabilizzazione che dovrebbe essere schierata nella Striscia. Inoltre, New York ha riportato che Stati Uniti e Kuwait hanno promesso un miliardo di dollari da destinare al board. Il tema centrale del Consiglio, infatti, sarà un piano di ricostruzione multimiliardario per Gaza. Secondo la Meloni la partecipazione dell’Italia “è una buona soluzione rispetto al problema della guerra in Medio Oriente”. Aggiunge poi che, dopo tutto il lavoro che lo stato italiano ha fatto per la stabilizzazione in Medio Oriente, “una presenza italiana ed europea è necessaria”.
Perché l’opposizione critica la scelta di Giorgia Meloni?
Le reazioni nate dall’annuncio della presidente del consiglio sono state tutt’altro che positive. Elly Schlein, segretaria del Partito democratico, ha accusato la Meloni di subalternità politica a Trump. “Altro che guida, Meloni si colloca ai margini del progetto europeo, inseguendo le imposizioni di Trump invece di rafforzare i legami dell’Unione e di battersi per l’autonomia europea superando l’unanimità e rilanciando gli Eurobond”, ha affermato Schlein. La segretaria del partito ha successivamente ribadito che entrare in un organismo sovranazionale in assenza di condizioni di parità “significa tentare di aggirare la Costituzione”.
Il deputato di Alleanza Verdi Sinistra e co-portavoce di Europa Verdi, Angelo Bonelli, ha affermato: “Meloni ha trasformato l’Italia in un protettorato politico di Donald Trump”. Il deputato ha poi aggiunto che parlare di “compatibilità costituzionale” per giustificare la propria scelta non cambia la sostanza. “Questa non è autonomia strategica, è subalternità”, ha evidenziato Bonelli. Stefano Patuanelli, capogruppo del Movimento 5 stelle, ha invece richiesto una “informativa urgente”, affinché possa esserci “un passaggio parlamentare, trasparente e formale”. Carlo Calenda, segretario di Azione, ha affermato che tra Maga e Merz, la Meloni “ha scelto la parte sbagliata”.
Il riferimento di Calenda concerne i commenti della premier in merito alle parole del cancelliere tedesco Friederich Merz. Il cancelliere ha discusso sui rapporti con gli Stati Uniti e la cultura MAGA (Make America Great Again), azioni etichettati come non europee. Giorgia Meloni ha definito le relazioni internazionali con gli Stati Uniti in una fase complessa ma che, nonostante ciò, comprende le parole di Merz. Malgrado concordi con il concetto secondo cui l’Europa deve occuparsi di se stessa e della sicurezza, ritiene che sia necessario lavorare sul rapporto con Washington. L’obiettivo, secondo la premier, è di integrare maggiormente Europa e Usa, lavorando “per valorizzare quello che ci unisce piuttosto che quello che può dividerci”.
Stefania Cirillo
Nessun commento:
Posta un commento