Sul podio più alto. Michele Mariotti
guiderà l’Orchestra della Rai. È il primo
italiano
Nomina prestigiosa per il direttore pesarese cresciuto dentro il Rof.
La sue parole: "Questa formazione è un gioiello, peraltro con tanti giovani".
I vertici della tv di Stato: "Confermiamo l’attenzione per l’eccellenza".

Michele Mariotti sale sul podio più alto. Da ieri infatti la bacchetta pesarese è il nuovo direttore principale dell’Orchestra sinfonica nazionale della Rai, una delle più prestigiose istituzioni musicali italiane. Si tratta del primo italiano a ricoprire questo incarico dall’anno di fondazione dell’Orchestra: 1994. Una nomina che in poche ore ha fatto il giro della città e che è stata accolta con grande entusiasmo non solo negli uffici del Rof ma anche nel mondo della cultura che ha salutato l’incarico come un giusto e meritato riconoscimento alla qualità. L’annuncio ieri a Torino, sede dell’Orchestra, con cui il maestro ha un rapporto quindicennale come direttore ospite. Il contratto triennale di Mariotti inizierà ad ottobre, quando succederà ad Andrès Orozco-Estrada. Per il pesarese si tratta di un altro prestigioso incarico dopo quello di direttore musicale dell’Opera di Roma e dopo aver ricoperto (dal 2008 al 2018), quello di direttore musicale del Teatro Comunale di Bologna. Ma nomine e riconoscimenti per il talentuoso direttore ormai si sprecano. Insignito del 36° Premio Abbiati come miglior direttore d’orchestra è da anni ospite dei principali teatri e festival italiani ed internazionali. Fra questi, La Scala di Milano, l’Opéra di Parigi, la Wiener Staatsoper, la Royal Opera House Covent Garden di Londra, la Deutsche Oper di Berlino, il Festival di Salisburgo, il Metropolitan di New York e, ovviamente, il Rossini Opera Festival.
Ed è proprio dal Rof, festival ideato, fondato e diretto dal padre Gianfranco, che è iniziato tutto. Appollaiato sulla barcaccia del teatro Rossini l’allora giovanissimo Michele si è appassionato al mondo dell’opera stregato sin da subito dai direttori d’orchestra e dai loro gesti. Movimenti che ha lungo studiato e di cui ha fatto tesoro per quel sogno coltivato e perseguito con passione e tenacia fino ai risultati di oggi. L’ultima apparizione in televisione per il Concerto di Capodanno al Teatro La Fenice di Venezia ed ora la nomina alla guida della Sinfonica della Rai, per anni orchestra principale anche al Rossini Opera Festival.
"Questa orchestra – ha detto ieri Mariotti – è un gioiello; un’orchestra italiana nel mondo e la mia nomina è l’ultimo anello di un percorso iniziato tanti anni fa. Ogni concerto qui è stato una crescita e un arricchimento grazie alla conoscenza reciproca con l’orchestra". Ed ancora "Un’orchestra con tanti giovani e questo vuol dire attenzione, nuove aperture nell’affrontare il lavoro, vuol dire forza e futuro". Ma a tessere le lodi per il direttore pesarese ci ha pensato anche il direttore di Rai Cultura, Fabrizio Zappi, "con l’ingresso di Mariotti Rai Cultura ribadisce l’attenzione alla qualità e all’eccellenza. Il lavoro che lo attende dalla prossima stagione sarà intenso e sostenuto con investimenti che non vengono ridotti".
"Questo nuovo incarico – ha aggiunto l’amministratore delegato della Rai Giampaolo Rossi – è l’evoluzione di un rapporto già molto proficuo, che viene ora proiettato verso nuovi traguardi artistici". Insomma annunci e attestati di fiducia senza precedenti che salutano questa nomina come un vero e proprio salto di qualità artistico per la Sinfonica della Rai.
NOSTRO COMMENTO
La nomina di Michele Mariotti a direttore principale fino al 2029, dell'Orchestra
Nazionale della Rai - che negli ultimi anni ha guadagnato in prestigio e notorietà,
merito dei nuovi dirigenti - a partire dal prossimo ottobre, arriva a pochi giorni dalla
sua conferma a direttore musicale dell'Opera di Roma fino al 2030. Coincidenza di
interessi per un direttore che si sta facendo apprezzare nel repertorio sinfonico ed in
quello operistico.
Una prima curiosità, dopo aver rilevato che due incarichi prestigiosi nel medesimo
paese son forse troppi, senza dimenticare che Mariotti non disdegna di dirigere
anche altrove, cosa del tutto normale invece.
L'avvio del suo incarico a Torino è fissato per ottobre 2026, il mese nel quale, salvo
rinuncia (che sarebbe sacrosanta per il teatro e onorevole per lei), B.V. dovrebbe
insediarsi al Teatro La Fenice come direttrice musicale, contestatissima.
Seconda curiosità. Mariotti ha diretto a Venezia il Concerto di capodanno 2026, e
non è detto che, provocatoriamente, Colabianchi spalleggiato da Mazzi e da tutto il
codazzo ministeriale fino a Palazzo Chigi, non decida di affidare il prossimo
Concerto di Capodanno, proprio alla direttrice scarsa ma protettissima.
Il Concerto di
Capodanno , come sa bene chi segue questo blog ,rientra nei nostri interessi
semplicemente per il fatto che ce ne siamo occupati ufficialmente per oltre
un decennio, mantenendo alto il suo prestigio ed il suo appeal popolare e televisivo.
Terza ed ultima curiosità. Mariotti Michele è figlio di Gianfranco, benemerito ma
anche attento alle sorti della sua famiglia, cui si deve il felice destino del Festival
Rossini di Pesaro. Lì si è 'fatto le ossa', lì è cresciuto.
Da poco, alla presidenza della Fondazione rossiniana di Pesaro è arrivato Michele
dall'Ongaro, già sovrintendente dell'Orchestra Nazionale della Rai ed altro ancora...
Delle sue, imprese e soprattutto della sua ascesa (non del tutto regolare in ogni
passaggio) abbiamo più volte scritto, MALE, in questo blog). Chissà se in
questa nomina c'è anche il suo zampino, senza voler dire che per questo
Mariotti non sia all'altezza del compito. Al contrario della
sua collega B.V. che 'si intigna' a voler sbarcare al Teatro La Fenice, dove - glielo
hanno detto in tutte le lingue - nessuno la vuole. ( Pietro Acquafredda)

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