Il Conservatorio di Venezia porta a teatro due produzioni operistiche d'eccezione
Al Goldoni andranno in scena "L'Adelaide" di Sartorio, capolavoro barocco in prima esecuzione dopo 350 anni, e una rilettura de "Il giudizio universale" di Ambrosini. Il progetto è finanziato con Pnrr
Una prima esecuzione in tempi moderni di un capolavoro barocco “perduto” e la messa in scena di un'opera contemporanea multimediale: sono le due importanti produzioni curate dal Conservatorio “B. Marcello” di Venezia nell'ambito di un progetto finanziato con fondi Pnrr, ora pronte per essere portate in scena al Teatro Goldoni.
Quello che si svolgerà il 28 febbraio e il 1° marzo è considerato un evento di portata storica per il patrimonio musicale europeo: l'opera L’Adelaide (1672) di Antonio Sartorio, a distanza di oltre tre secoli dalla sua unica messa in scena al Teatro San Salvador, torna in vita grazie a un ambizioso progetto di ricerca e produzione coordinato dal Conservatorio, che ha curato l'edizione critica del manoscritto.
Sotto la direzione del Maestro Diego Fasolis, tra i massimi interpreti mondiali del repertorio barocco, e la regia di Emanuele Gamba, la produzione si avvale di un cast e di un'orchestra di giovani studenti e studentesse, capace di restituire il colore e la magnificenza della Venezia del Seicento. «Quest'opera merita di tornare protagonista nelle scene europee - commenta il Maestro Diego Fasolis -. Siamo di fronte a un lavoro di importanza capitale, una partitura ricca di arie esemplari che hanno influenzato la storia del dramma per musica». Dopo il debutto al Goldoni, la produzione approderà il 18 marzo 2026 al Theater Mönchengladbach di Krefeld.
“Il giudizio universale” a 30 anni dalla prima
Il 16 e 17 marzo 2026, invece, il Goldoni di Venezia ospiterà una rilettura attuale di una delle partiture più suggestive del panorama musicale veneziano: il ritorno de "Il giudizio universale", opera di Claudio Ambrosini. Ambientata in un non-luogo eterno e immobile, mette in scena un Dio capriccioso e annoiato che decide di affidare il destino di tutte le anime a una sfida enigmatica tra un angelo e un diavolo.
Sotto la direzione del Maestro Filippo Perocco e con la regia di Bepi Morassi, questa ripresa – a trent'anni dalla prima rappresentazione del 1996 – permette ai giovani interpreti e all’orchestra del Conservatorio di confrontarsi con una scrittura vocale e strumentale di estrema complessità, valorizzata da scene e costumi evocativi.
«Riproporre quest'opera oggi significa esplorare un linguaggio sonoro che non ha perso la sua forza visionaria - spiega la direzione del Conservatorio -. Attraverso la sfida tra l'Angelo e il Diavolo, i nostri studenti mettono a nudo la natura stessa dell'espressività musicale». Il progetto si inserisce in una rete didattica d’eccellenza che coinvolge l’Accademia Teatro alla Scala, l’Accademia Nazionale d'Arte Drammatica "Silvio d'Amico" e l’Accademia di Belle Arti di Venezia.
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Il Conservatorio di Venezia porta a teatro due produzioni operistiche d'eccezione
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