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venerdì 27 gennaio 2017

Buon compleanno, Mozart. Tony Pappano non dice come sono andate le cose su Cecilia Bartoli

Questa sera, all'Auditorium di Roma, sala Santa Cecilia, si celebra il compleanno di Mozart con un concerto cui prendono parte Orchestra e Coro dell'Accademia, Pappano, nella duplice veste di direttore e pianista, e una delle più celebrate cantanti di oggi, Cecilia Bartoli, le cui presenze sono rese più preziose dalle prolungate assenze. L'ultima volta che l'abbiamo sentita, proprio in quella sala, fu in occasione dell'uscita di un suo disco. La più preziosa, ed anche esosa ( ! ) fra le cantanti, si fa ascoltare ormai, solo quando esce un suo disco, per ragioni di promozione. E in Italia, in particolare, le occasioni  sono rarissime. Ricordiamo la penultima volta alla Scala con  Barenboim - quando la sua esibizione fu accompagnata da qualche contestazione.

Ma non è di questo che vogliamo parlarvi, bensì della singolare conformazione del programma del concerto di stasera e di alcune dichiarazioni di Pappano palesemente non veritiere.
Nel programma del concerto, assai simile a quello di tante 'accademie' del passato', appaiono curiosamente anche 'tempi' di sinfonie, accanto ad arie d'opera o Lied, e brani di musica sacra,  sempre di Mozart. Sicuramente faranno storcere il naso a tanti puristi ed a semplici osservatori, che faranno fatica a pensare come si possa eseguire un solo tempo di sinfonia, mentre  nulla da dire  per le arie d'opera che, espunte dal contesto, in molti casi non perdono in bellezza ed efficacia.
A noi questo tipo di programma, per quanto singolare ed inusuale ai nostri giorni, nè piace nè dispiace, lo consideriamo un modo come un altro per formulare un programma, in un giorni di festa.

Non condividiamo invece le frasi di circostanza che a proposito del programma ha detto Pappano, in presenza di Cecilia Bartoli, alla presentazione del concerto.
Pappano ha detto che per cantare il repertorio che figura nel concerto ci sarebbero volute più di una cantante, se non ci fosse stata Cecilia.  E' questa la menzogna che Pappano avalla sapendo di non dire il vero, perché le cose stanno esattamente all'opposto di quello che lui ha detto.
E cioè. Cecilia Bartoli, e non da oggi, quando formula il programma di un concerto o di un disco va a cercarsi i brani che la fanno ben figurare. Perché lei può cantare - e difatti canta - solo alcuni brani, con determinate caratteristiche. E perciò nello scegliere i brani vocali, è stata  Lei a dire a Pappano: canto questo e quello. E non il contrario: non è stato Pappano a scegliere il programma e poi a sfidare il pubblico a individuare un'altra cantante che avrebbe potuto prendere il posto della Bartoli. E ciò è tanto vero che, in altra occasione, volendosi proporre in un' opera intera, avanzando strane teorie musicologiche, Cecilia, 'pro voce sua', ha modificato il diapason dell'opera.
 Concludendo, Cecilia Bartoli è padronissima di scegliersi, ogni volta, un programma il più adatto alla sua condizione vocale  ed anche per soddisfare i suoi fans  adoranti - più insopportabili della peggiore claque - basta ammetterlo, perché oggi c'è poca gente disposta ancora a  farsi prendere per il naso.

giovedì 29 dicembre 2016

Frozen, con la musica dal vivo all'Auditorium, non è un furto come lo è stato Harry Potter alla Conciliazione

Vi ricordarte? Solo poche settimane fa, denunciammo a più riprese l'esosità del costo dei biglietti per assistere al 'cineconcerto' nell'Auditorium 'Conciliazione', retto da quel Valerio Toniolo che tutti i ministri della cultura vogliono al loro fianco perchè s'è fatto il nome di  difensore e propagatore di cultura, ed intanto fotte soldi ai cittadini con biglietti il cui costo è un vero furto.
Per quel cineconcerto - spieghiamo: proiezione di un film della famosa saga con la musica eseguita dal vivo - i biglietti andavano da 43 Euro a 188. E i bambini pagavano biglietto intero come gli adulti. Una sola riduzione era prevista, per famiglie, ma con un minimo di quattro persone.  Insomma per andarsi a vedere un film stranoto ci si doveva impegnare il 'quinto' dello stipendio o far scivolare direttamente nelle casse 'sante' dell'Auditorium vaticano (gestito da una società di proprietà della famiglia Cesa - vi dice qualcosa questo cognome?) parte della tredicesima, di là da riscuotere.

In quell'occasione, a dimostrare come i prezzi dei biglietti fossero fuori mercato, ricordammo che anche Santa Cecilia aveva fatto analoghe operazioni, ma come per tutti gli altri concerti i biglietti più cari costavano intorno ai 50 Euro, e quelli più economici  15 Euro circa.
Ma forse Toniolo contava sul fatto che gli analoghi cineconcerti di Santa Cecilia, s'erano svolti molti mesi prima e i più se ne erano dimenticati.

Ora, a mettere nuovamente sul banco degli imputati Toniolo e il suo cineconcerto dedicato a Harry Potter, viene l'analoga iniziativa di Musica per Roma, prevista per oggi e domani, con Frozen e le musiche eseguite dal vivo da un'orchestra né meglio né peggio di quella che suonò alla Conciliazione, perché ambedue orchestre raccogliticce. Ma, guarda caso i biglietti all'Auditorium Parco della Musica costano da 34 a 45 Euro. Una bella differenza.
Capito Toniolo? allora a lei, tanto furbo e tanto bravo,  hanno rifilato una bufala pure con  la cresta; se dobbiamo - ma non possiamo! - credere alla sua giustificazione: l'alto il costo dell'operazione.  Perchè con quei biglietti si va ad ascoltare un concerto dei Wiener a Vienna o dei Berliner a Berlino, e avanza anche qualche soldo per la cena, dopo il concerto.