Miseria e Nobiltà, la celebre commedia di Scarpetta, che ebbe addirittura tre versioni cinematografiche ed una con Totò, sarà la nuova opera di Marco Tutino, commissionatagli dal Carlo Felice di Genova. E mentre lui lavora a questa, a Cagliari, in novembre andrà in scena Le due donne ( titolo americano), ovvero, La ciociara (Moravia), andata in scena a San Francisco, coprodotta dal Regio di Torino, che poi non l'ha più messa in scena, ed ora approdata a Cagliari, nel Teatro di Orazi e Meli.
L'abbiamo scritto altre volte di come Tutino, buon secondo, faccia il paio con Battistelli che sul cinema di successo s'è avventato come un'aquila rapace quando avvista la sua preda. E, infatti, nel suo catalogo d'opera, più numerosi che in quello di Tutino, che comunque si difende, compaiono titoli notissimi al pubblico di teatro e cinema.
Non più tardi di un paio di stagioni fa, Battistelli ha presentato Il medico dei pazzi, dell'ora anche 'tutiniano' Scarpetta, sia all'estero che in Italia, alla Fenice. Non sappiamo ancora se gli ultimi due titoli del suo già lungo catalogo d'opera, e cioè CO2 e Le figlie di Lot, possano realmente rappresentare una svolta, senza ritorno.
Ci sono ragioni per questo accanimento operistico nei confronti del teatro e del cinema, almeno in alcuni compositori? Sicuramente ve ne sono, perché trovare una storia già 'sceneggiata' e che ha superato la prova del palcoscenico o del grande schermo è come una manna dal cielo per un musicista. E' come scommettere sul sicuro, anche se, a lungo andare, ricorrere sempre alla stessa duplice fonte, può stancare o indurre sospetti di poca fantasia ed invenzione.
Del resto, le alternative in circolazione non sono poi tante. Una delle tante, e recenti, è stata forse l'opera con cui La Fenice ha inaugurato la passata stagione, e cioè Aquagranda di Perocco, che si è rifatta ad uno dei tanti episodi di acqua alta - quella cui fa riferimento l'opera di Perocco, di cinquant'anni fa, fu particolarmente alta - cui ha dato una mano per la riuscita, la immaginifica regia di Michieletto. L'altro appiglio preferito, negli ultimi tempi, la cronaca, specie quella nera, nerissima (pensiamo ai naufragi dei migranti, alle esplosioni atomiche e via distruggendo). Chi ha paura di misurarsi con l'opera, che ha esigenze di vario genere, dall'argomento, al libretto ( oggi di complicata gestazione) ai personaggi, alla durata, al peso economico che la rappresentazione comporta, si attacca a queste operazioni di sicuro impatto, oppure opta per quelle cosette che chiamano in gergo 'melologhi', ma che in realtà melologhi veri e propri non sono (pensiamo, ad esempio, alla compositrice Colasanti, che in questi ultimi anni, ne produce almeno un paio a stagione, nella terra d'Umbria: anche quest'anno per Spoleto e per la Sagra, in coppia con una nota poetessa con la quale sembra fare coppia fissa, divenendo la sua 'Da Ponte', e che lei sfrutta anche come recitante, il che aggiunge altro valore al lavoro).
Perchè pensiamo che melologhi veri e propri non siano? Perchè ci sembrano l'equivalente, preorganizzato, della prassi assai comune che vede un attore che sta per recitare un testo, domandare ad un musicista di 'fargli sotto due note', senza disturbare troppo. nel caso dei melologhi cosiddetti nostrani, magari la musica deve disturbare, per mostrare che esiste.
Ci sono naturalmente anche musicisti, come Sciarrino, che di opere ne scrivono in continuazione, senza magari appoggiarsi a storie vere e proprie, alle quali tuttavia fanno riferimento come pretesto ( pensiamo a Luci mie traditrici ( Gesualdo da Venosa) o alla prossima opera per la Scala, che discende dalla storia tragica di un altro celebre musicista (Stradella), oppure a testi letterari (La porta della legge da Kafka) ecc...
In tutto questo fiorire di opere musicali per il teatro, sorprende che proprio il Teatro dell'Opera di Roma, che da anni, per bocca del suo acuto sovrintendente, va predicando che senza opera 'contemporanea' il melodramma non può esistere, non bastando la tradizione ottocentesca, e che missione di un grande teatro d'opera è anche quella di battezzarne regolarmente di nuove; sorprende dicevamo che proprio in quel teatro - che aveva anche un direttore artistico ad hoc, Battistelli, ora dimesso - di opere nuove non se ne rappresentino ( ve ne è addirittura una, Un romano a Marte, di Montalti-Compagno, che ha vinto un concorso di composizione e che attende ormai da qualche stagione che il teatro mantenga l'impegno di rappresentarla) contentandosi egli, Fuortes, di supplirvi con registi d'avanguardia, che sicuramente possono contribuire al successo di un'opera ( come Michieletto ha dimostrato a Venezia) ma che non possono costituirvi la ragione fondamentale, che è e resta la musica, anche più della storia, sebbene si sappia che la musica in palcoscenico, di questi tempi, ha qualche problema.
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domenica 9 luglio 2017
Miserie e Nobiltà. Marco Tutino riprova ancora con il teatro e cinema
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martedì 20 settembre 2016
Salone del LIbro Milano -Torino o Torino - Milano, addio. Ognuno a suo modo farà guerra al libro
Noi avevamo scommesso, osando e contro ogni nostra fondatissima convinzione, che, per una volta, Franceschini, il 'mezzodisastro' del governo italiano, l'avrebbe avuta vinta con la sua proposta riappacificatrice ai due fronti, milanese e torinese, sul futuro della mostra del libro in Italia.
Ieri la rappresentante dell'AIE - gli editori con i soldi che vogliono fare la 'loro' festa del ( al ) Libro a Rho, nella Fiera di Milano - ha voluto smentire le voci di una rottura delle trattative fra i due fronti; e sembrava convincente, quando negava ogni credibilità alle rivelazioni giornalistiche.
Il gruppo di lavoro (tavolo, si direbbe nel gergo sindacal politico) istituito per trattare la faccenda era costituito da Gorgani ( per l'AIE, i milanesi per essere chiari), da Bray (presidente in pectore della Fondazione del libro torinese), e dai due emissari/rappresentanti dei ministeri interessati ( MIBAC e MIUR) rispettivamente Rummo e Colasanti. Insomma tre contro una e i tre si son fatto fregare. Almeno a leggere i soli titoli dei giornali di questa mattina dagli schermi televisivi.
E se decisione c'è stata, contro la proposta del ministro, questa ci fa capire ancora una volta quanto Franceschini, oltre che a sparare successi su successi non suoi, ed a presenziare a inaugurazioni e convegni, non conti un tubo proprio nei settori che riguardano direttamente il suo dicastero, e non abbia alcun peso politico - ce l'ha più sua moglie nell'aula consigliare del Comune di Roma, nella fossa dei feroci pentastellati che non le mettono paura, e, nonostante i denti affilati lei continui a sbraitare.
Stesso discorso si può fare anche per la Giannini che, nel bel mezzo delle polemiche sui trasferimenti degli insegnanti immessi in ruolo, e sugli inizi disastrosi del nuovo anno scolastico ( dal costo dei libri, alle polemiche su alcuni casi particolari, alle sedi scolastiche non a norma o inagibili e bisognosi di lavori urgenti di messa in sicurezza, alle cattedre ancora scoperte) mette a tacere tutto, riportando l'attenzione su questioni irrilevanti alle quali ricorrono tutti i ministri nel suo dicastero ogni volta che desiderano alzare polveroni: riforma dell'esame di maturità, giudizi espressi con lettere e non più con i voti nella scuola dell'obbligo ( si dovrebbe scrivere: italiano A, matematica C, Scienze B, Giannini D, che equivale a 'insufficiente') modifica dei criteri di formazione delle commissioni d'esame ecc.... Anche la Giannini, che con il mondo dell'editoria dovrebbe avere a che fare, se non altro per il vasto mercato dei libri scolastici, conta nulla e si vede.
Insomma in questa partita a quattro, si è arrivati al paradosso che i tre dell'ala torinese perdono contro l'unica rappresentante di quella milanese, quantomeno non riescono a convincerla su nulla. E fu rottura.
In questo bailamme di confusioni ed impotenze evidenti, su una altro tavolo la Lorenzin gioca alle 'figurine' sulla faccenda della 'fertilità' sulla quale, dopo le polemiche della sua insulsa campagna, ha cambiato linea, anzi figurina.
Ieri la rappresentante dell'AIE - gli editori con i soldi che vogliono fare la 'loro' festa del ( al ) Libro a Rho, nella Fiera di Milano - ha voluto smentire le voci di una rottura delle trattative fra i due fronti; e sembrava convincente, quando negava ogni credibilità alle rivelazioni giornalistiche.
Il gruppo di lavoro (tavolo, si direbbe nel gergo sindacal politico) istituito per trattare la faccenda era costituito da Gorgani ( per l'AIE, i milanesi per essere chiari), da Bray (presidente in pectore della Fondazione del libro torinese), e dai due emissari/rappresentanti dei ministeri interessati ( MIBAC e MIUR) rispettivamente Rummo e Colasanti. Insomma tre contro una e i tre si son fatto fregare. Almeno a leggere i soli titoli dei giornali di questa mattina dagli schermi televisivi.
E se decisione c'è stata, contro la proposta del ministro, questa ci fa capire ancora una volta quanto Franceschini, oltre che a sparare successi su successi non suoi, ed a presenziare a inaugurazioni e convegni, non conti un tubo proprio nei settori che riguardano direttamente il suo dicastero, e non abbia alcun peso politico - ce l'ha più sua moglie nell'aula consigliare del Comune di Roma, nella fossa dei feroci pentastellati che non le mettono paura, e, nonostante i denti affilati lei continui a sbraitare.
Stesso discorso si può fare anche per la Giannini che, nel bel mezzo delle polemiche sui trasferimenti degli insegnanti immessi in ruolo, e sugli inizi disastrosi del nuovo anno scolastico ( dal costo dei libri, alle polemiche su alcuni casi particolari, alle sedi scolastiche non a norma o inagibili e bisognosi di lavori urgenti di messa in sicurezza, alle cattedre ancora scoperte) mette a tacere tutto, riportando l'attenzione su questioni irrilevanti alle quali ricorrono tutti i ministri nel suo dicastero ogni volta che desiderano alzare polveroni: riforma dell'esame di maturità, giudizi espressi con lettere e non più con i voti nella scuola dell'obbligo ( si dovrebbe scrivere: italiano A, matematica C, Scienze B, Giannini D, che equivale a 'insufficiente') modifica dei criteri di formazione delle commissioni d'esame ecc.... Anche la Giannini, che con il mondo dell'editoria dovrebbe avere a che fare, se non altro per il vasto mercato dei libri scolastici, conta nulla e si vede.
Insomma in questa partita a quattro, si è arrivati al paradosso che i tre dell'ala torinese perdono contro l'unica rappresentante di quella milanese, quantomeno non riescono a convincerla su nulla. E fu rottura.
In questo bailamme di confusioni ed impotenze evidenti, su una altro tavolo la Lorenzin gioca alle 'figurine' sulla faccenda della 'fertilità' sulla quale, dopo le polemiche della sua insulsa campagna, ha cambiato linea, anzi figurina.
mercoledì 4 febbraio 2015
Lettera di escluso dalla dirigenza del Regio di Parma che si legge nel sito di Luigi Boschi
Giusta lamentela di chi interpellato da un bando e presentatosi, viene escluso dopo che, a detta di chi aveva presieduto la commissione incaricata di esaminare i curriculum dei 'manifestanti interesse' ad occupare la poltrona di vertice del Regio di Parma, ritenne il suo nome fra quelli in possesso di professionalità e titoli idonei per quell'incarico.
E' bene, sacrosanto che chi si sente escluso per ragioni che nulla hanno a che fare con le sue capacità, competenze e professionalità acclarate, manifesti pubblicamente il suo disappunto e denunci i 'falsi' bandi di molte amministrazioni che fingono di attenersi alla legge , fottendosene poi, in barba a qualunque decenza.
Che è l'accusa che l'escluso muove a Pizzarotti artefice delle nomine contestate. Ma Pizzarotti non è che l'ultimo pesciolino fra i pescioni che sguazzano nell'acquario italiano. Perchè quando il pesce puzza è dalla testa che bisogna intervenire per eliminarla.
All'escluso vorrei dire che, non molti mesi fa, anche il Ministero di Franceschini fece un bando per la nomina dei componenti la Commissione centrale musica. Noi inviammo il nostro curriculum, forti della presunzione che pochi altri in Italia hanno la stessa competenza delle cose del mondo musicale italiano e, in aggiunta, la totale estraneità a giochi di congreghe e lobby.
Bene, a noi non fu data nemmeno la comunicazione dell'esclusione. In quella commissione il pesce puzzolente dalla testa bicefala (Franceschini e Nastasi) ci mise persone gradite ubbidienti e certamente molto meno competenti e malleabili di noi. Persone oneste, per carità, come la Colasanti o Licalsi, ed anche Toniolo. più addentro nei meandri della politica ministeriale, ma persone addomesticabili - come dimostrerebbero i recenti finanziamenti aggiuntivi del ministero ad alcune fondazioni liriche sulla base dei pareri di detta commissione (vedi articolo sul sito di Luigi Boschi) Finanziamenti ovviamente decisi, in realtà, dalla testa bicefala del pesce puzzolente; i quali finanziamenti, alla semplice lettura gridano vendetta, a cominciare da quelli attribuiti ad un teatro per la sua 'produttività ', mentre si sa che in un anno fa magari una trentina o poco più di alzate di sipario.
Noi ci candidammo per la nostra competenza indiscutibile, in relazione alle richieste del bando.E il Ministero ( Nastasi) preferì altri.
Veniamo, invece, all'escluso che scrive a Pizzarotti. La sua pregressa competenza a dirigere un teatro, a fare insomma il sovrintendente e magari nello stesso tempo il direttore artistico non è acclarata, non risulta da nessuna sua precedente esperienza - anche quella al Teatro Reale di Madrid non è così chiara ed esplicita. Chiara è invece la sua direzione dell'Istituto di cultura italiano nella capitale spagnola. Nulla a che vedere con la direzione generale di un teatro, per quanto 'di tradizione'.
L'escluso, laureato in scienze politiche, ha avuto una discreta carriera come giornalista di cose musicali e, sempre in ambito musicale, come autore di testi non privi di pregio. Ma l'esercizio della critica musicale, concesso che se ne abbiano le professionalità, quali garanzie può offrire in relazione alla gestione di un teatro? E' la stessa domanda che rivolgiamo a coloro i quali, chiamati da Pizzarotti ad esaminare i curriculum degli aspiranti alla direzione del Regio di Parma, inclusero l'escluso fra quelli che ne avrebbero avuto diritto, in base ai titoli richiesti.
All'escluso, infine, consigliamo modestamente di restarsene a Madrid, facendosi riconfermare come direttore dell'Istituto di cultura; in caso contrario, si faccia spostare di sede, istituti di cultura nel mondo ve ne sono tanti. E come ha avuto accesso al primo potrebbe averne anche agli altri.
E' bene, sacrosanto che chi si sente escluso per ragioni che nulla hanno a che fare con le sue capacità, competenze e professionalità acclarate, manifesti pubblicamente il suo disappunto e denunci i 'falsi' bandi di molte amministrazioni che fingono di attenersi alla legge , fottendosene poi, in barba a qualunque decenza.
Che è l'accusa che l'escluso muove a Pizzarotti artefice delle nomine contestate. Ma Pizzarotti non è che l'ultimo pesciolino fra i pescioni che sguazzano nell'acquario italiano. Perchè quando il pesce puzza è dalla testa che bisogna intervenire per eliminarla.
All'escluso vorrei dire che, non molti mesi fa, anche il Ministero di Franceschini fece un bando per la nomina dei componenti la Commissione centrale musica. Noi inviammo il nostro curriculum, forti della presunzione che pochi altri in Italia hanno la stessa competenza delle cose del mondo musicale italiano e, in aggiunta, la totale estraneità a giochi di congreghe e lobby.
Bene, a noi non fu data nemmeno la comunicazione dell'esclusione. In quella commissione il pesce puzzolente dalla testa bicefala (Franceschini e Nastasi) ci mise persone gradite ubbidienti e certamente molto meno competenti e malleabili di noi. Persone oneste, per carità, come la Colasanti o Licalsi, ed anche Toniolo. più addentro nei meandri della politica ministeriale, ma persone addomesticabili - come dimostrerebbero i recenti finanziamenti aggiuntivi del ministero ad alcune fondazioni liriche sulla base dei pareri di detta commissione (vedi articolo sul sito di Luigi Boschi) Finanziamenti ovviamente decisi, in realtà, dalla testa bicefala del pesce puzzolente; i quali finanziamenti, alla semplice lettura gridano vendetta, a cominciare da quelli attribuiti ad un teatro per la sua 'produttività ', mentre si sa che in un anno fa magari una trentina o poco più di alzate di sipario.
Noi ci candidammo per la nostra competenza indiscutibile, in relazione alle richieste del bando.E il Ministero ( Nastasi) preferì altri.
Veniamo, invece, all'escluso che scrive a Pizzarotti. La sua pregressa competenza a dirigere un teatro, a fare insomma il sovrintendente e magari nello stesso tempo il direttore artistico non è acclarata, non risulta da nessuna sua precedente esperienza - anche quella al Teatro Reale di Madrid non è così chiara ed esplicita. Chiara è invece la sua direzione dell'Istituto di cultura italiano nella capitale spagnola. Nulla a che vedere con la direzione generale di un teatro, per quanto 'di tradizione'.
L'escluso, laureato in scienze politiche, ha avuto una discreta carriera come giornalista di cose musicali e, sempre in ambito musicale, come autore di testi non privi di pregio. Ma l'esercizio della critica musicale, concesso che se ne abbiano le professionalità, quali garanzie può offrire in relazione alla gestione di un teatro? E' la stessa domanda che rivolgiamo a coloro i quali, chiamati da Pizzarotti ad esaminare i curriculum degli aspiranti alla direzione del Regio di Parma, inclusero l'escluso fra quelli che ne avrebbero avuto diritto, in base ai titoli richiesti.
All'escluso, infine, consigliamo modestamente di restarsene a Madrid, facendosi riconfermare come direttore dell'Istituto di cultura; in caso contrario, si faccia spostare di sede, istituti di cultura nel mondo ve ne sono tanti. E come ha avuto accesso al primo potrebbe averne anche agli altri.
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martedì 27 gennaio 2015
L'italietta dura a morire
L'altro giorno sul sito di Luigi Boschi ( Parma) un lungo articolo segnalava l'ennesimo imbroglio del ministero di Franceschini, relativamente al FUS, a causa del quale, una quota non irrilevante viene ora elargita dal ministero ( NASTASIIIIIIIIIIII1) secondo criteri qualitativi apparentemente oggettivi, realmente alla mercé del Ministero medesimo che valuta qualità, ma prima ancora schieramenti, amicizie ecc... complice la cosiddetta Commissione centrale Musica (Toniolo, Licalsi, Colasanti) della quale più di una volta abbiamo segnalato, da una parte la non profonda conoscenza della materia, e dall'altra l'assoluta dipendenza da Nastasi che l'ha nominata, chiedendone preventivamente obbedienza gesuitica 'perinde ac cadaver'. Da tali criteri risultano premiati per 'produttività' teatri che stanno chiusi 300 giorni su 365 e via tacendo....
Giunge ora una notizia inquietante da uno dei teatri che si vuole rimesso in riga, quello di Firenze, il 'teatro del principe', affidato ad un suo funzionario, un banchiere dalla cui famiglia il principe ha attinto più d'una forza lavoro. La notizia è che ' a causa di uno sciopero indetto per il giorno... dalle 20 alle 21. la recita di .... prevista per le 20.30, potrà subire qualche ritardo nell'ora di inizio.
Ora da Firenze, dopo l'uscita della Colombo le cose, a detta della corte del principe, sembravano essersi messe a posto, gli stipendi pagati ecc... ( mancano solo un pò di milioni per completare la faraonica nuova sede del teatro). E allora perché lo sciopero? E soprattutto perché a subirne gli effetti deve essere il pubblico che paga il biglietto, con i cui ricavi si pagano anche gli stipendi? Non sembri un discorso superficiale. Occorre cambiare mentalità.
Come mentalità devono cambiare anche quei pochi delegati CGIL che, il prossimo primo maggio, vorrebbero far saltare alla Scala la prima di 'Turandot', in coincidenza con l'apertura dell'EXPO, quando migliaia di altri lavoratori milanesi di ogni settore saranno impegnati per l'apertura della esposizione milanese. e solo quella decina di delegati sente l'imperativo morale di partecipare, invece, alle manifestazioni per la festa dei lavoratori. Sembra una burla ordita dalla Camusso.
E, infine, l'Italietta di sempre che è dura a morire. A Davos, dove si sono riuniti i grandi del mondo, concerto di Andrea Bocelli. All'inaugurazione dell'EXPO di Milano, concerto di Andrea Bocelli. Alla chiusura del semestre di presidenza italiana dell'Unione Europea, concerto di Bocelli? No, concerto dei Solisti veneti diretti da Scimone. E non si sa qual è peggio; ma ambedue dipingono alla perfezione l'Italietta, agli occhi del mondo e per colpa di quelli che ci comandano.
Giunge ora una notizia inquietante da uno dei teatri che si vuole rimesso in riga, quello di Firenze, il 'teatro del principe', affidato ad un suo funzionario, un banchiere dalla cui famiglia il principe ha attinto più d'una forza lavoro. La notizia è che ' a causa di uno sciopero indetto per il giorno... dalle 20 alle 21. la recita di .... prevista per le 20.30, potrà subire qualche ritardo nell'ora di inizio.
Ora da Firenze, dopo l'uscita della Colombo le cose, a detta della corte del principe, sembravano essersi messe a posto, gli stipendi pagati ecc... ( mancano solo un pò di milioni per completare la faraonica nuova sede del teatro). E allora perché lo sciopero? E soprattutto perché a subirne gli effetti deve essere il pubblico che paga il biglietto, con i cui ricavi si pagano anche gli stipendi? Non sembri un discorso superficiale. Occorre cambiare mentalità.
Come mentalità devono cambiare anche quei pochi delegati CGIL che, il prossimo primo maggio, vorrebbero far saltare alla Scala la prima di 'Turandot', in coincidenza con l'apertura dell'EXPO, quando migliaia di altri lavoratori milanesi di ogni settore saranno impegnati per l'apertura della esposizione milanese. e solo quella decina di delegati sente l'imperativo morale di partecipare, invece, alle manifestazioni per la festa dei lavoratori. Sembra una burla ordita dalla Camusso.
E, infine, l'Italietta di sempre che è dura a morire. A Davos, dove si sono riuniti i grandi del mondo, concerto di Andrea Bocelli. All'inaugurazione dell'EXPO di Milano, concerto di Andrea Bocelli. Alla chiusura del semestre di presidenza italiana dell'Unione Europea, concerto di Bocelli? No, concerto dei Solisti veneti diretti da Scimone. E non si sa qual è peggio; ma ambedue dipingono alla perfezione l'Italietta, agli occhi del mondo e per colpa di quelli che ci comandano.
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mercoledì 7 gennaio 2015
E 'grande e grosso' Nastasi continuerà a fare il buono e cattivo tempo.
L'autonomia di Scala e Santa cecilia prevede che il finanziamento statale, cioè il suo ammontare, sia triennale.La sua determinazione la decide il direttore generale, 'grande e grosso', sentita la Commissione Musica che lui steso ha fatto nominare scegliendo fra i candidati quelli più malleabili ed ubbidienti. In questa commissione che dovrebbe essere composta prevalentemente da esperti, con libertà ed autorevolezza ed indipendenza di giudizio, siedono Valerio Toniolo - lunga carriera all'ombra del Ministero, da Rutelli in poi, passando per tutte le Copmmissioni, finito negli ultimi anni ad amministrare l'Auditorium Conciliazione di proprietà della famiglia Cesa... inutile cotinuare - Silvia Colasanti, brava compositrice ma forse a digiuno delle storie relative alla vita musicale italiana ed alle sue principali istituzioni, e Angelo Licalsi , siciliano, maestro di coro, che vede la sua cooptazione in Commissione musica come un miracolo dal ciel piovuto.
E poi ci sono i rappresentanti istituzionali, Filippo Bianchi e Antonio Princigalli.
I membri delle Commissioni, chi non lo sa, negli anni passati, da oscuri ed insignificanti personaggi della vita musicale italiana, si imponevano alla attenzione ed al rispetto generale per quel loro ruolo, per il quale osavano anche pretendere favori in cambio di chissà quale millantato intervento a favore di questa o quella istituzione. E, comunque, nulla si faceva per niente.
Nastasi prosegue sulla medesima linea per avere mano libera su tutto, anche dal Ministro che invece di comandarlo si fa comandare da Nastasi, perché deve necessariamente credere a tutto quello che gli dice, non avendo nessun elemento proprio per giudicare, senza suggerimenti.
Ecco il marcio della politica, sul quale prospera 'grande e grosso' che continua a fare il buono e cattivo tempo.
E poi ci sono i rappresentanti istituzionali, Filippo Bianchi e Antonio Princigalli.
I membri delle Commissioni, chi non lo sa, negli anni passati, da oscuri ed insignificanti personaggi della vita musicale italiana, si imponevano alla attenzione ed al rispetto generale per quel loro ruolo, per il quale osavano anche pretendere favori in cambio di chissà quale millantato intervento a favore di questa o quella istituzione. E, comunque, nulla si faceva per niente.
Nastasi prosegue sulla medesima linea per avere mano libera su tutto, anche dal Ministro che invece di comandarlo si fa comandare da Nastasi, perché deve necessariamente credere a tutto quello che gli dice, non avendo nessun elemento proprio per giudicare, senza suggerimenti.
Ecco il marcio della politica, sul quale prospera 'grande e grosso' che continua a fare il buono e cattivo tempo.
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lunedì 4 agosto 2014
Trionfa Franceschini e gongola. Una vittoria di Pirro?
Non ha aspettato neanche la fine del mese, per sparare 'file interminabili e entrate record' dai cannoni dalla nave ministeriale che torna vincitrice in porto, il suo ammiraglio Franceschini. E' accaduto che , dopo quella che lui chiama la 'rivoluzione' nel settore dei beni culturali - e cioè l'apertura anche serale, una domenica al mese con ingressi gratuiti, cambio di logica nei costi dei biglietti (gli anziani devono pagare, agevolazioni per gli altri, come i ragazzi e le scolaresche, ci pare) - sì è verificato il miracolo che tutti i fogli distribuiti nelle edicole raccontano fin nei minimi particolari, dimenticando di dirci solo una piccola cosa e cioè le cifre di partenza e quelle di arrivo, mentre si limitano, per le cifre, a fornirci le sole percentuali che viste così ci costringerebbero ad unirci al coro dei laudatores.
E' accaduto che con una domenica al mese in cui si entra gratis in tutti i musei, con il prolungamento dell'orario delle aperture, e con l'estate che porta in giro italiani e non nel nostro paese, i 430 musei e siti archeologici siano stati presi d'assalto. Così pare. Con alcuni casi sbalorditivi,secondo le dichiarazioni del ministro. Gli scavi di Ostia superano quelli di Pompei. Ma i fogli informativi ed il ministro stesso dimenticano di dirci che la conta degli ingressi prima e dopo la rivoluzione ministeriale di quei casi apparentemente sbalorditivi, si sgonfia. Ci spieghiamo. Se a Pompei ogni giorno arrivano circa 100.000 visitatori, con un aumento nel mese di luglio del solo 6% avremo 106.000; mentre se a Ostia Antica,i visitatori giornalieri sono appena 20.000, il 15% di aumento li porta a 23.000, certo un bel balzo in avanti, ma sempre pochi restano per un sito archeologico di quella importanza. Lo stesso discorso merita la percentuale di aumento per il Colosseo che come si sa è il monumento più visitato di Roma e d'Italia, dove, perciò, basta una piccola percentuale di aumento per far salire di molto la cifra complessiva degli ingressi. Sarebbe stato più prudente da parte del ministro attendere qualche mese prima di cantare vittoria. nel frattempo,magari, poteva stare più attento alle nomine dei componenti delle commissioni centrali consultive, in una delle quali, quella musicale, siedono per sua volontà - ( Nastasi, c'entra qualcosa? Nel suo entourage, ministro, c'è bisogno di una vera rivoluzione!) Toniolo, Colasanti, Licalsi. Chi sono e che competenza hanno per fornire pareri sulla congruità delle richieste di finanziamento inviate al ministero? Ma forse a questo ci pensa Nastasi, come sempre. Altro che rivoluzione
E' accaduto che con una domenica al mese in cui si entra gratis in tutti i musei, con il prolungamento dell'orario delle aperture, e con l'estate che porta in giro italiani e non nel nostro paese, i 430 musei e siti archeologici siano stati presi d'assalto. Così pare. Con alcuni casi sbalorditivi,secondo le dichiarazioni del ministro. Gli scavi di Ostia superano quelli di Pompei. Ma i fogli informativi ed il ministro stesso dimenticano di dirci che la conta degli ingressi prima e dopo la rivoluzione ministeriale di quei casi apparentemente sbalorditivi, si sgonfia. Ci spieghiamo. Se a Pompei ogni giorno arrivano circa 100.000 visitatori, con un aumento nel mese di luglio del solo 6% avremo 106.000; mentre se a Ostia Antica,i visitatori giornalieri sono appena 20.000, il 15% di aumento li porta a 23.000, certo un bel balzo in avanti, ma sempre pochi restano per un sito archeologico di quella importanza. Lo stesso discorso merita la percentuale di aumento per il Colosseo che come si sa è il monumento più visitato di Roma e d'Italia, dove, perciò, basta una piccola percentuale di aumento per far salire di molto la cifra complessiva degli ingressi. Sarebbe stato più prudente da parte del ministro attendere qualche mese prima di cantare vittoria. nel frattempo,magari, poteva stare più attento alle nomine dei componenti delle commissioni centrali consultive, in una delle quali, quella musicale, siedono per sua volontà - ( Nastasi, c'entra qualcosa? Nel suo entourage, ministro, c'è bisogno di una vera rivoluzione!) Toniolo, Colasanti, Licalsi. Chi sono e che competenza hanno per fornire pareri sulla congruità delle richieste di finanziamento inviate al ministero? Ma forse a questo ci pensa Nastasi, come sempre. Altro che rivoluzione
sabato 26 luglio 2014
La vergogna di Nastasi coperta da Franceschini. Nomina commissione consultiva musica 2014
L'avevamo detto pubblicamente, e scritto nero su bianco, che anche questa volta, finché Nastasi metteva bocca, quel concorso per titoli, diciamo così, per i membri delle commissioni consultive del Ministero sarebbe stata un FARSA.
E puntualmente il decreto di nomina dei componenti firmato ieri dal ministro sta a dimostrarlo. La presiede detta Commissione VALERIO TONIOLO, un campione di trasformismo, senza specifica competenza in nessuno dei campi nei quali l'hanno fatto girare al Ministero nei tempi passati ed ancora oggi. Toniolo gestisce l'Auditorium Conciliazione, della famiglia Cesa, al quale la Polverini, per avere un teatro di rappresentanza, aveva fatto un contratto di qualche milione di Euro.
Ma il Toniolo era stato allevato al tempo del Giubileo nel seno di Rutelli e da allora, con la levatrice Cesa, è cresciuto in ogni campo, divenendo esperto per decreto e volontà di Nastasi ed i suoi soci ministri, con competenze in campo teatrale, danza e musica.
Evidentemente Franceschini ha affari suoi da coltivare perchè non si sveglia per sventare la oscure manovre che Nastasi mette in atto, con il tacito consenso di chi dovrebbe metterlo in riga, fottendosene dei suoi padrini eccellenti, in primis GIANNI LETTA, suo testimone di nozze. Sempre lui.
Poi viene nominata anche Silvia Colasanti, esperta in melodramma. Chi la protegge per scrivere una simile fesseria? La Colasanti è una compositrice, anche brava, che ha scritto qualche lavoro di teatro musicale. Per questo diventa esperta in melodramma?
C'è poi Licalsi, ritenuto anch'egli particolarmente competente in campo musicale dal ministro Franceschini, si legge nel decreto. E che solo a noi è sconosciuto, specie per la sua prestigiosa attività di direttore, espletata con un coro di Caltanisetta.
E, solo per il 2014, farà parte della commissione, come membro aggiunto - si legge sempre nel decreto - il direttore generale Nastasi che evidentemente deve addestrare i pulcini; Toniolo no, l'ha già fatto nei trienni precedenti.
Nel decreto si legge che 57 sono state le candidature.
Dal ministero, ministro compreso, poichè non conoscono ciò di cui devono occuparsi e quindi non capiscono bene quel che dicono, può uscire qualunque cosa. La solita vergogna italiana.
Sarebbe stato opportuno conoscere anche l'elenco di coloro i quali avevano manifestato l'interesse a partecipare a detta gara; siamo convinti che sia Toniolo che la Colasanti non avevano neanche inviato i loro curriculum, e più facile pensare che li abbia scritti ed infilati nelle domande Nastasi, dopo che nella lista dei concorrenti non aveva trovato nessuno di suo gradimento, via i giornalisti. Sarebbe in fondo un imbroglietto da poco ed un gioco da ragazzi per una volpe come Nastasi. Invece quell'elenco resta segreto. Per quale motivo? Sarebbe stato opportuno.
Di Valerio Toniolo abbiamo scritto già a novembre scorso. Ecco il testo
Qualche anno fa su Music@ ( n. 7, marzo-aprile 2008) in un articolo intitolato ‘ una vera schifezza’ raccontavamo l’orrore dell’ultimo regalo fatto dal ministro Rutelli al mondo della cultura italiano, prima di abbandonare definitivamente il Ministero: nelle commissioni consultive per musica e danza aveva nominato persone senza competenza in materia, oppure vecchi mammasantissima ai quali erano addebitabili disastri nei bilanci delle istituzioni che avevano in precedenza presieduto. Nella commissione musica, all’epoca, sedeva Valerio Toniolo, e non era la prima volta che Rutelli lo sceglieva come suo ‘aiutante di campo’: prima era stato anche nella commissione cinema. Evidentemente non poteva farne a meno. Toniolo ci contattò, promettendoci che ci avrebbe mostrato le sue credenziali in fatto di musica. Non lo incontrammo allora.
renderlo noto con i rispettivi curriculum per leggere quante cazzate alcuni possono aver scritto, dei 57 che hanno fatto richiesta di partecipazione, sapendo che al ministero, per i loro giochi, le avrebbero bevute. Ne leggiamo di continuo. Più gli interessati sono delle nullità e più lungo è il loro curriculum. Tanto gli esaminatori, quando gli conviene, fingono di credere a quel che leggono, quando sanno che per metà quei curriculum sono monnezza. In passato qualcuno della commissione riferiva, in segreto, che la commissione aveva espresso i suoi giudizi ma che poi Nastasi se ne sarebbe fottuto ed avrebbe agito diversamente. Fino a quando Nastasi grazierà con le nomine persone non proprio all'altezza del compito, lui potrà fare ciò che vuole, e mai nessusno denuncerà l'accaduto nè si dimetterà.
Il quale Nastasi, giacchè ci siamo, continua a finanziare i cosiddetti 'Cantieri dell'immaginario' aquilani, da anni, nonostante incontrino poco seguito, con un bel gruzzolo; solo perchè nella prima edizione incontrò lì il suo amore, Giulia Minoli che poi ha sposato, ed anche perchè quella è zona di Gianni Letta, suo padrino, che bisogna foraggiare anche quando non ce ne sarebbe la necessità.
E puntualmente il decreto di nomina dei componenti firmato ieri dal ministro sta a dimostrarlo. La presiede detta Commissione VALERIO TONIOLO, un campione di trasformismo, senza specifica competenza in nessuno dei campi nei quali l'hanno fatto girare al Ministero nei tempi passati ed ancora oggi. Toniolo gestisce l'Auditorium Conciliazione, della famiglia Cesa, al quale la Polverini, per avere un teatro di rappresentanza, aveva fatto un contratto di qualche milione di Euro.
Ma il Toniolo era stato allevato al tempo del Giubileo nel seno di Rutelli e da allora, con la levatrice Cesa, è cresciuto in ogni campo, divenendo esperto per decreto e volontà di Nastasi ed i suoi soci ministri, con competenze in campo teatrale, danza e musica.
Evidentemente Franceschini ha affari suoi da coltivare perchè non si sveglia per sventare la oscure manovre che Nastasi mette in atto, con il tacito consenso di chi dovrebbe metterlo in riga, fottendosene dei suoi padrini eccellenti, in primis GIANNI LETTA, suo testimone di nozze. Sempre lui.
Poi viene nominata anche Silvia Colasanti, esperta in melodramma. Chi la protegge per scrivere una simile fesseria? La Colasanti è una compositrice, anche brava, che ha scritto qualche lavoro di teatro musicale. Per questo diventa esperta in melodramma?
C'è poi Licalsi, ritenuto anch'egli particolarmente competente in campo musicale dal ministro Franceschini, si legge nel decreto. E che solo a noi è sconosciuto, specie per la sua prestigiosa attività di direttore, espletata con un coro di Caltanisetta.
E, solo per il 2014, farà parte della commissione, come membro aggiunto - si legge sempre nel decreto - il direttore generale Nastasi che evidentemente deve addestrare i pulcini; Toniolo no, l'ha già fatto nei trienni precedenti.
Nel decreto si legge che 57 sono state le candidature.
Dal ministero, ministro compreso, poichè non conoscono ciò di cui devono occuparsi e quindi non capiscono bene quel che dicono, può uscire qualunque cosa. La solita vergogna italiana.
Sarebbe stato opportuno conoscere anche l'elenco di coloro i quali avevano manifestato l'interesse a partecipare a detta gara; siamo convinti che sia Toniolo che la Colasanti non avevano neanche inviato i loro curriculum, e più facile pensare che li abbia scritti ed infilati nelle domande Nastasi, dopo che nella lista dei concorrenti non aveva trovato nessuno di suo gradimento, via i giornalisti. Sarebbe in fondo un imbroglietto da poco ed un gioco da ragazzi per una volpe come Nastasi. Invece quell'elenco resta segreto. Per quale motivo? Sarebbe stato opportuno.
Di Valerio Toniolo abbiamo scritto già a novembre scorso. Ecco il testo
Qualche anno fa su Music@ ( n. 7, marzo-aprile 2008) in un articolo intitolato ‘ una vera schifezza’ raccontavamo l’orrore dell’ultimo regalo fatto dal ministro Rutelli al mondo della cultura italiano, prima di abbandonare definitivamente il Ministero: nelle commissioni consultive per musica e danza aveva nominato persone senza competenza in materia, oppure vecchi mammasantissima ai quali erano addebitabili disastri nei bilanci delle istituzioni che avevano in precedenza presieduto. Nella commissione musica, all’epoca, sedeva Valerio Toniolo, e non era la prima volta che Rutelli lo sceglieva come suo ‘aiutante di campo’: prima era stato anche nella commissione cinema. Evidentemente non poteva farne a meno. Toniolo ci contattò, promettendoci che ci avrebbe mostrato le sue credenziali in fatto di musica. Non lo incontrammo allora.
I giornali ( La Repubblica, con una dettagliata ricostruzione) a seguito dello scandalo alla regione Lazio, hanno tirato fuori anche il nome di Toniolo, in relazione all’Auditorium Conciliazione, concesso in gestione dal Vaticano alla società ‘I Borghi’( di Lorenzo Cesa e Matteo, suo figlio) ristrutturato con i soldi di ARCUS ( vi dice qualcosa?), con la quale la Regione ha stipulato un contratto milionario (1.300.000 Euro circa) per tre anni, a partire dal 2010, per avere un luogo di ‘rappresentanza’. Il 2010 è l’anno in cui la Polverini arriva alla Regione e con Lei anche Francesco Artemisio Carducci, già assessore del sindaco Rutelli, che alla Regione è capogruppo UDC. Naturalmente Carducci, nonostante il cognome illustre, deve lasciare al momento dell’incarico in Regione, quello di amministratore de ‘I Borghi’ che gli era stato passato da Cesa, quando anche la sua presenza come amministratore si era resa incompatibile con le sue cariche politiche. Da Cesa a Carducci, e da Carducci a Toniolo, suo fedelissimo, che ancora oggi siede in una di quelle Commissioni ministeriali ( Danza. Dal cinema alla musica, alla danza!) ed amministra, attraverso la società ‘ I borghi’ dei Cesa, l’Auditorium Conciliazione che fra breve ospiterà l'ennesima edizione del 'Concerto di Natale' e che non è stato concesso al Nobel Dario Fo.
Il quale Nastasi, giacchè ci siamo, continua a finanziare i cosiddetti 'Cantieri dell'immaginario' aquilani, da anni, nonostante incontrino poco seguito, con un bel gruzzolo; solo perchè nella prima edizione incontrò lì il suo amore, Giulia Minoli che poi ha sposato, ed anche perchè quella è zona di Gianni Letta, suo padrino, che bisogna foraggiare anche quando non ce ne sarebbe la necessità.
sabato 14 giugno 2014
CLASSIC VOICE o del SONDAGGISMO
C'è un organo, di stampa s'intende, che non passa numero senza sondaggi, che sono la sua fortuna. E del resto i sondaggi, con numeri e cantonate, sono assai di moda in Italia. Il pubblico dei lettori italiani di riviste musicali, come lo è l'organo di stampa in questione, si sa ammonta ad almeno un paio di milioni, poco sotto quello dei quotidiani messi insieme. Ma mentre sui quotidiani - ed è per questo che i lettori lì non crescono - ci si occupa di tante cose, e mancano i veri sondaggi giornalieri, circoscritti ai soli trafiletti sui segni zodiacali, la rivista musicale della quale anche noi siamo lettori accaniti, aumenta ogni mese la sua tiratura e raddoppia,anzi triplica le vendite, proprio a causa dei mensili sondaggi che occupano oltre che la copertina buona parte delle sue pagine. La rivista è ovviamente Classic Voice - e chi non la conosce - ed il sondaggio di questo mese riguarda 'donne e musica'. Finora l'unico sondaggio capace di fargli concorrenza era stato quello su 'donne e motori', apparso su una famosa rivista automobilistica, che però risale a qualche mese fa. Insomma la rivista ogni mese mette insieme un 'parterre di roi', una ventina di critici dei nostri quotidiani, dove i critici sono più numerosi dei quotidiani, volgarmente detti: 'i sondati'. Questi eletti sono gli stessi che vengono interpellati ogni mese dal mensile, scrivono anche sul mensile e poi sui quotidiani anticipano o commentano i sondaggi apparsi sul mensile. Insomma 'Classic Voice' ha messo su una catena di sant'Antonio niente male.
Dal sondaggio di questo mese sul tema, come abbiamo detto, 'donne e musica' i sondati hanno reso noto che le donne in campo musicale contano poco ed ancora troppo esigua è la loro presenza, in ogni campo dell'attività musicale, da quello imprenditoriale ed organizzativo a quello esecutivo e direttoriale. Non si sono arrischiati a comprendere nel sondaggio anche i cantanti perché in quel settore, da quando hanno graziato i castrati, le donne, almeno una per opera vi sono incluse e neppure il settore danza, dove le ballerine sono così tante e tanto famose che si usa spesso dire di qualcuno in vista: figlio di ballerina!
Per noi, tutto quello che abbiamo letto, pagina dopo pagina, sulla materia del sondaggio, è stato rivelatore. Credevamo di vivere in un mondo musicale nel quale la parità dei sessi era stata finalmente raggiunta, per via del merito delle donne, come è sempre stato nel settore maschile. Che il sondaggio fosse limitato alla musica era chiaro a tutti giacchè, nel settore della politica, ad esempio, le cose sono forse all'avanguardia, dopo il celebre caso 'Minetti&Olgette' e quello renziano delle donne capoliste ( scelte fra le belline), ministre ( estratte a sorte fra angiolette e maestrine severe), segretarie (della categoria' frangettine'), portavoci (specialiste in scioglilingua e filastrocche). Insomma ora che sono state fatte entrare, nessuno più le donne se le leva di torno.
Nella musica, invece, sottolinea il sondaggio del glorioso mensile, le cose stanno diversamente: al timone del comando di istituzioni di prestigio, zero donne, appena due (Valencia, Salisburgo); nella composizione musicale, qualche unità come fumo negli occhi, e perciò sfuggite alla vista acutissima dei sondati ( in Italia, Colasanti e Ronchetti; in Russia, Gubaidulina e Ulstwoskaja e ; nel nord Europa Saariaho) in campo strumentale forse nessuna ( salvo, in Italia, Marzadori, Dego; fuori: Jansen, Moreno e qualche altra unità soprattutto di violiniste, ma anche pianiste oltre che arpiste ed altro). E infine sul podio, dove la presenza femminile è praticamente nulla. Ed è per questo, per movimentare cioè il panorama, che la stagione dello Sferisterio di Macerata, che sta per cominciare, è dedicata a tre donne (Tosca, Aida, Violetta) che saranno dirette, dal podio, da tre donne, non vi sono in cartellone registe e costumiste, perchè in questo settore donne non ve ne sono, riassume acutamente 'Classic Voice'. I cui sondati saranno invitati dall'anfitrione Micheli, per un convegno sul tema a Macerata, dove seguire l'evoluzione della specie femminile, e,contemporaneamente presentare sia il loro sondaggio che le eroine del melodramma ivi ospitate e delle quali , subito dopo, scriveranno sui loro giornali e, dopo qualche mese, anche sulla loro rivista nelle poche pagine che il sondaggio del mese lascerà loro. Insomma tutto questo costosissimo sondaggio per darci la notizia che lo Sferisterio di Macerata quest'anno è femmina. Buon sondaggio a tutti.
Dal sondaggio di questo mese sul tema, come abbiamo detto, 'donne e musica' i sondati hanno reso noto che le donne in campo musicale contano poco ed ancora troppo esigua è la loro presenza, in ogni campo dell'attività musicale, da quello imprenditoriale ed organizzativo a quello esecutivo e direttoriale. Non si sono arrischiati a comprendere nel sondaggio anche i cantanti perché in quel settore, da quando hanno graziato i castrati, le donne, almeno una per opera vi sono incluse e neppure il settore danza, dove le ballerine sono così tante e tanto famose che si usa spesso dire di qualcuno in vista: figlio di ballerina!
Per noi, tutto quello che abbiamo letto, pagina dopo pagina, sulla materia del sondaggio, è stato rivelatore. Credevamo di vivere in un mondo musicale nel quale la parità dei sessi era stata finalmente raggiunta, per via del merito delle donne, come è sempre stato nel settore maschile. Che il sondaggio fosse limitato alla musica era chiaro a tutti giacchè, nel settore della politica, ad esempio, le cose sono forse all'avanguardia, dopo il celebre caso 'Minetti&Olgette' e quello renziano delle donne capoliste ( scelte fra le belline), ministre ( estratte a sorte fra angiolette e maestrine severe), segretarie (della categoria' frangettine'), portavoci (specialiste in scioglilingua e filastrocche). Insomma ora che sono state fatte entrare, nessuno più le donne se le leva di torno.
Nella musica, invece, sottolinea il sondaggio del glorioso mensile, le cose stanno diversamente: al timone del comando di istituzioni di prestigio, zero donne, appena due (Valencia, Salisburgo); nella composizione musicale, qualche unità come fumo negli occhi, e perciò sfuggite alla vista acutissima dei sondati ( in Italia, Colasanti e Ronchetti; in Russia, Gubaidulina e Ulstwoskaja e ; nel nord Europa Saariaho) in campo strumentale forse nessuna ( salvo, in Italia, Marzadori, Dego; fuori: Jansen, Moreno e qualche altra unità soprattutto di violiniste, ma anche pianiste oltre che arpiste ed altro). E infine sul podio, dove la presenza femminile è praticamente nulla. Ed è per questo, per movimentare cioè il panorama, che la stagione dello Sferisterio di Macerata, che sta per cominciare, è dedicata a tre donne (Tosca, Aida, Violetta) che saranno dirette, dal podio, da tre donne, non vi sono in cartellone registe e costumiste, perchè in questo settore donne non ve ne sono, riassume acutamente 'Classic Voice'. I cui sondati saranno invitati dall'anfitrione Micheli, per un convegno sul tema a Macerata, dove seguire l'evoluzione della specie femminile, e,contemporaneamente presentare sia il loro sondaggio che le eroine del melodramma ivi ospitate e delle quali , subito dopo, scriveranno sui loro giornali e, dopo qualche mese, anche sulla loro rivista nelle poche pagine che il sondaggio del mese lascerà loro. Insomma tutto questo costosissimo sondaggio per darci la notizia che lo Sferisterio di Macerata quest'anno è femmina. Buon sondaggio a tutti.
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