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giovedì 15 settembre 2016

Vergnano, secolare sovrintendente del Teatro Regio di Torino, si rivolge alla commissione Musica del MIBAC, presieduta da Toniolo.Toniolo chi? Ancora lui!

Alla vigilia della riunione della Commissione centrale Musica del Mibac che dovrà valutare a chi dare il restantel 25 per cento del FUS ( che per il 50 %  viene assegnato in base alla produzione, e per un altro 25% in base alla capacità dell'istituzione di procacciarsi sponsor e soldi, autonomamente) valutando la qualità della programmazione, Walter Vergnano, sovrintendente  già diciassettenne - ora basta! - del Teatro Regio di Torino, si rivolge ai membri di detta commissione e chiede giustizia.
Chi sono i componenti? Presidente Valerio Toniolo - del quale raccontiamo di seguito vita e miracoli - poi due onesti professionisti, ma  forse a digiuno della materia sulla quale  consigliare il ministro e permeabili a qualunque decisione altra - al ministro i consigli che contano li dà qualcun altro, un tempo era  Nastasi -  come  Angelo Licalsi e Anna Menichetti ( di cui gesta da raccontare non ne abbiamo);  e poi il direttore di Musica Jazz, Filippo Bianchi (che forse di teatri e di opera lirica poco sa) e Antonio Princigalli (del clan dei pugliesi, portato al ministero da Bray, occupato in Puglia Sound, che non sappiamo cosa sia, ma sappiamo che con teatri, festival - che non sia la taranta- e istituzioni concertistiche niente ha a che fare).
 A questi illustri incompetenti (non per loro colpa) ma soprattutto ubbidienti, Vergnano si rivolge perchè esaminino bene le carte e decidano in base ad una valutazione accurata e nient'altro.  Come non sapesse che Franceschini ed il suo clan le decisioni che contano le hanno già prese e che la riunione della commissione è solo una foglia di fico - in balia dei venti che spirano di volta in volta al Ministero - che copre le vergogne che sono abituati a praticare.
  Vergano si fa sentire dopo che è rimasto scottato dagli stanziamenti dell'anno scorso che, a suo modo di vedere, non hanno valutato a dovere la qualità della programmazione del Teatro Regio, con  conseguenti riflessi negativi sull'attribuzione del FUS. La qual cosa preoccupa oggi più  di ieri Vergano, dopo che la nuova sindaca di Torino ha dichiarato di voler smantellare la 'Fondazione per la cultura ecc.'. di Torino di cui era domina la signora Larotella, moglie di Vergnano, che aveva come compito precipuo quello di procurare soldi alle istituzione culturali torinesi, compresa quella al cui vertice, da troppi anni, è suo marito: il Teatro Regio di Torino. Ora che i protettori del Sovrintendente non comandano più - Fassino - Vergnano teme che la sua poltrona, come  già quella di sua moglie non si regga più in piedi.

E, comunque, Vergnano come tutti gli altri sovrintendenti delle Fondazioni liriche, hanno di che preoccuparsi. Della commissione abbiamo scritto, abbastanza male, già su questo blog, come anche sul presidente Toniolo.  Altrimenti non si spiegherebbe come mai Silvia Colasanti , membro di quella commissione, si  sia dimessa, rimpiazzata da Anna Menichetti.  Su Toniolo e sulla Commissione, a seguire, riproponiamo quanto abbiamo scritto nei mesi scorsi in  questo blog. Abbastanza esauriente per capire l'aria che tira al Ministero, con tutti i ministri.

                                         Ne ' I Borghi' si gioca ai tre ladroni

Un nostro assiduo lettore ci invia un articolo di ieri ( Il Tempo) assicurandoci che 'ci interesserà'. Ha ragione. Che dice l'articolo?
Dice di un triplo finanziamento  fatto dalla Regione, guidata dalla Polverini, per lo stesso avvenimento musicale  che riguardava i giovani - nel cui nome troppi misfatti ed imbrogli si compiono - e al quale partecipava anche Ennio Morricone, che naturalmente è del tutto estraneo alla storia, e semmai ne sarebbe vittima.
L'avvenimento cui si fa riferimento ebbe luogo all'Auditorium Conciliazione (siamo nel 2014) che è gestito dalla società ' I Borghi srl' di proprietà dei Cesa - sì, loro che dicono di essere scesi in politica per il bene della 'ggente, della quale fa parte anche la loro famiglia - passata poi di mano e finita in quelle di tale Carducci, il quale a sua volta, divenuto presidente del Consiglio regionale , sotto Polverini, cede l'impresa a Valerio Toniolo, altro Rutelli boy's, come il Carducci, Dal che si deduce che il Rutelli con la sua 'margherita' ne ha allevati di procacciatori di affari per sè...
 A Valerio Toniolo, Rutelli  e poi i Cesa non si sono accontentati di fargli amministrare  la società che gestisce l'Auditorium,  ristrutturato con i soldi Arcus, e finanziato negli anni dalla Polverini( in tre anni gli ha destinato quasi 1.500.000 Euro) ed anche , prima, da Marrazzo ( quasi 500.000 Euro in due anni - i quali volevano un auditorium ' nella disponibilità della Regione' per le loro manifestazioni - ma lo hanno infilato in organi di gestione della cosa pubblica. Toniolo è passato , dai tempi di Rutelli ministro, in tutte le Commissioni del Ministero della Cultura, commissioni di teatro, musica, danza, circhi: le commissioni che consigliano al ministro chi finanziare con il FUS ed anche di quanto finanziare gli idonei.
 Non bastasse, nella stessa società ed anche in alcune delle tre associazioni destinatarie del finanziamento di cui scrive 'Il tempo', c'è anche una signora Toniolo, evidentemente moglie o sorella o figlia...  o qualcosa che ha a che fare con il Toniolo, Valerio, che siede anche nel consiglio di Presidenza dell'AGIS - non si capisce se a titolo personale, come esperto di musica, danza teatro e circhi - come lo avrebbe laureato Rutelli -  come rappresentante del ministero nelle cui commissioni egli siede da  subito dopo l'esame di maturità, o come amministratore de 'I Borghi srl' , rappresentando anche sua sorella o moglie o figlia, con il che si vede che si occupa anche di trovare lavoro a chi non ne ha, ed in tempi come i nostri è una sacrosanto compito che va comunque compensato.
 Di Valerio Toniolo e dell'affaire ' I Borghi srl' abbiamo scritto altre volte, ed una volta ricevemmo una risposta da parte dell'interessato che voleva spiegarci come era tutto regolare. Sì, ha ragione, tutto regolare, come conferma anche quest'ultima storia.


                                               *************

Qualche anno fa su Music@ ( n. 7, marzo-aprile 2008) in un articolo intitolato ‘ una vera schifezza’ raccontavamo l’orrore dell’ultimo regalo fatto dal ministro Rutelli  al mondo della cultura italiano, prima di abbandonare definitivamente il Ministero: nelle commissioni  consultive per musica e danza aveva nominato persone senza competenza in materia, oppure vecchi mammasantissima ai quali  erano addebitabili  disastri  nei bilanci delle istituzioni che avevano in precedenza presieduto. Nella commissione musica, all’epoca, sedeva Valerio Toniolo,  e non era la prima volta che Rutelli lo sceglieva come suo ‘aiutante di campo’: prima era stato anche nella commissione cinema. Evidentemente non poteva farne a meno. Toniolo ci contattò, promettendoci che ci avrebbe mostrato le sue credenziali in fatto di musica. Non lo incontrammo allora.

I giornali ( La Repubblica, con una dettagliata ricostruzione) a seguito dello scandalo alla regione Lazio,  hanno tirato fuori anche il nome di Toniolo,  in relazione all’Auditorium Conciliazione,  concesso in gestione dal Vaticano  alla società ‘I Borghi’( di Lorenzo Cesa e Matteo, suo figlio) ristrutturato con i soldi di ARCUS ( vi dice qualcosa?),  con la quale la Regione ha  stipulato un contratto milionario (1.300.000  Euro circa) per tre anni, a partire dal 2010,  per avere un  luogo di ‘rappresentanza’. Il 2010 è l’anno in cui la Polverini arriva alla Regione e con Lei anche Francesco Artemisio Carducci, già assessore del sindaco Rutelli,  che  alla Regione è capogruppo UDC. Naturalmente Carducci, nonostante il cognome illustre, deve lasciare al momento dell’incarico in Regione,  quello di amministratore de ‘I Borghi’ che gli era stato passato da Cesa, quando anche la sua presenza come amministratore si era resa incompatibile con le sue cariche politiche. Da Cesa a Carducci,  e da Carducci a Toniolo,  suo fedelissimo, che ancora oggi siede in una di quelle Commissioni  ministeriali ( Danza. Dal cinema alla musica, alla danza!) ed amministra, attraverso la società ‘ I borghi’ dei Cesa, l’Auditorium Conciliazione che fra breve ospiterà l'ennesima edizione del 'Concerto di Natale' e che non è stato concesso al Nobel Dario Fo.

                                                    ************                             Commis 
                                +++++                      sione Musica. Cercansi candidati
Il criticatissimo ministro Franceschini, che al 'Salone del libro' di Torino, forse per dire ' io esisto', se ne è uscito con una boutade  sul contrasto libri/tv, che gli ha meritato i fischi dei presenti e, all'indomani, di tutta la stampa, se ne è inventata un'altra che potrebbe mettere a soqquadro l'addormentato ed inattivo suo ministero, non sappiamo se in accordo con Nastasi, indicato da tutti come  fonte e causa di molti casini nel settore dello spettacolo dal vivo.
Franceschini ha fatto un bando, leggibile sul sito del Ministero, con il quale  mette a concorso, per titoli, i posti di membri delle varie commissioni consultive del Ministero, quelle che danno pareri al Ministro per l'assegnazione dei fondi alle varie istituzioni. Un ruolo niente affatto ininfluente: nella nostra lunga carriera di giornalista abbiamo visto tanta gente inutile e squalificata, emergere dalla palude, solo perchè componente di una di quelle commissioni.
La cosa non ci sembra malvagia, a patto che a presiedere la commissione che esaminerà le candidature non  ci sia Nastasi  che, sebbene conosca l'ambiente dello spettacolo dal vivo, ama  circondarsi  - come è sempre  accaduto per le commissioni passate - di servi fedelissimi; e che  se raggiunto da una raccomandazione per tizio o caia, mettiamo da parte di Letta suo sponsor ed anche testimone di nozze, non può certo dirgli di no.
Nastasi, in passato, ha messo  di tutto e di più nella commissione musica, che naturalemente conosciamo meglio delle altre. Ci ha messo persone vicino a Rutelli, come quel Toniolo, del quale sembrava non potersi fare a meno, al punto che gli ha fatto fare il giro di tutte le commissioni, senza che per nessuna fosse un esperto; oppure ci ha infilato amministratori che avevano lasciato istituzioni rinomate in una voragine di debiti chiamati poi come esperti a valutare l'operato di altre consimili istituzioni ed a  suggerirne l'ammontare del contributo statale, vedi il caso di Tutino; o raccomandati di varia natura ed incompetenza. Nastasi, tanta è la sua spocchia,  che s'è spinto in qualche occasione a lodare pubblicamente amministratori che per cattiva amministrazione lui avrebbe dovuto pubblicamente accusare; lo ha  fatto - vergogna!- con Gioacchino Lanza Tomasi, definendolo uno dei migliori amministratori che le fondazioni liriche abbiano mai avuto. E il buco nero del San carlo, per citare solo l'ultimo fatto sotto la gestione del principe?
Perché Nastasi, da quello che qualche volta è filtrato dalle stanze segrete delle commissioni, avrebbe fatto fare il lavoro ai commissari, ma poi avrebbe deciso lui, costringendoli a firmare  decisioni non condivise, senza che mai nessuno - che servi sarebbero altrimenti - avesse denunciato apertamente l'accaduto o si fosse dimesso per protesta. In quelle commissioni , insomma ,  sarebbe accaduto  tutto il peggio che si possa pensare. E perciò Nastasi, deve essere tenuto fuori dalla commissione giudicatrice.
La formi il Ministro, con persone di  sicura autonomia e comprovata professionalità - valli a trovare - senza che il grande, grosso direttore generale si impicci. Se Nastasi invece la presiederà, vuol dire che quel concorso è una FARSA.
 Lo sapremo presto se è una farsa, semplicemente leggendo i nomi dei  soli componenti, anche se riteniamo  opportuno che venissero rese note anche le candidature. Noi stessi abbiamo deciso di inviare la nostra candidatura. Ma temiamo che il grande grosso direttore generale, difficilmente farà scegliere i membri delle commissioni, nell'elenco ristrettissimo dei giornalisti che lo hanno criticato, quando  non si sono trovati d'accordo con le sue decisioni. E noi siamo fra quei pochissimi.


mercoledì 4 febbraio 2015

Lettera di escluso dalla dirigenza del Regio di Parma che si legge nel sito di Luigi Boschi

Giusta lamentela di chi interpellato da un bando e presentatosi, viene escluso dopo che, a detta di chi aveva presieduto la commissione incaricata di esaminare i curriculum dei 'manifestanti interesse' ad occupare la poltrona di vertice del Regio di Parma, ritenne il suo nome fra quelli in possesso di  professionalità e titoli  idonei per quell'incarico.
 E' bene, sacrosanto che chi si sente escluso per ragioni che nulla hanno a che fare con le sue capacità, competenze e professionalità acclarate, manifesti pubblicamente il suo disappunto e denunci i 'falsi' bandi di molte amministrazioni che fingono di attenersi alla legge , fottendosene poi, in barba a qualunque decenza.
Che è l'accusa che l'escluso muove  a Pizzarotti  artefice delle nomine contestate. Ma Pizzarotti non è che l'ultimo pesciolino fra i pescioni che sguazzano nell'acquario italiano. Perchè quando il pesce puzza è dalla testa che bisogna intervenire per eliminarla.
 All'escluso vorrei dire che, non molti mesi fa, anche il Ministero di Franceschini  fece un bando per la nomina dei componenti la Commissione centrale musica. Noi inviammo il nostro curriculum, forti della presunzione che pochi altri in Italia hanno la stessa competenza delle cose del mondo musicale italiano e, in aggiunta, la totale estraneità a giochi di  congreghe e lobby.
 Bene, a noi non fu data nemmeno la comunicazione dell'esclusione. In quella commissione il pesce puzzolente dalla testa bicefala (Franceschini e Nastasi) ci mise persone gradite ubbidienti e certamente molto meno competenti e malleabili di noi. Persone oneste, per carità, come  la Colasanti o Licalsi, ed anche Toniolo. più addentro nei meandri della politica ministeriale, ma persone addomesticabili - come dimostrerebbero  i recenti finanziamenti aggiuntivi del ministero ad alcune fondazioni liriche sulla base dei pareri di detta commissione (vedi articolo sul sito di Luigi Boschi) Finanziamenti ovviamente decisi, in realtà, dalla testa bicefala del pesce puzzolente; i quali finanziamenti, alla semplice lettura gridano vendetta, a cominciare da quelli attribuiti ad un teatro per la sua 'produttività ', mentre si sa che in un anno fa magari una trentina o poco più di alzate di sipario.
 Noi ci candidammo per la nostra competenza indiscutibile, in relazione alle richieste del bando.E il  Ministero ( Nastasi) preferì altri.
 Veniamo, invece, all'escluso che scrive a Pizzarotti. La sua pregressa competenza a dirigere un teatro, a fare insomma il sovrintendente e magari nello stesso tempo il direttore artistico non è acclarata, non risulta da nessuna sua precedente esperienza - anche quella al Teatro Reale di Madrid non è così chiara ed esplicita. Chiara è invece la sua direzione dell'Istituto di cultura italiano nella capitale spagnola. Nulla a che vedere con la  direzione generale di un teatro, per quanto 'di tradizione'.
 L'escluso, laureato in scienze politiche, ha avuto una discreta carriera come giornalista di cose musicali e, sempre in ambito musicale, come autore di testi non privi di pregio. Ma l'esercizio della critica musicale, concesso che se ne abbiano le professionalità, quali garanzie può offrire  in relazione alla gestione di un teatro? E' la stessa domanda che rivolgiamo a coloro i quali, chiamati da Pizzarotti ad esaminare i curriculum degli aspiranti alla direzione del Regio di Parma, inclusero l'escluso fra quelli che ne avrebbero avuto diritto, in base ai titoli richiesti.
 All'escluso, infine, consigliamo modestamente di restarsene a Madrid, facendosi riconfermare come direttore dell'Istituto di cultura; in caso contrario, si faccia spostare di sede,  istituti di cultura nel mondo ve ne sono tanti. E come ha avuto accesso al primo potrebbe averne anche agli altri.

martedì 27 gennaio 2015

L'italietta dura a morire

L'altro giorno sul sito di Luigi Boschi ( Parma) un lungo articolo segnalava l'ennesimo imbroglio del ministero di Franceschini, relativamente al FUS, a causa del quale, una quota non irrilevante viene ora elargita dal ministero ( NASTASIIIIIIIIIIII1) secondo criteri  qualitativi apparentemente oggettivi, realmente alla mercé del Ministero medesimo che valuta qualità, ma prima ancora schieramenti, amicizie ecc... complice la cosiddetta Commissione centrale Musica (Toniolo, Licalsi, Colasanti) della quale  più di una volta abbiamo segnalato, da una parte la non profonda conoscenza della materia, e dall'altra l'assoluta dipendenza da Nastasi che l'ha nominata, chiedendone preventivamente obbedienza gesuitica 'perinde ac cadaver'. Da tali criteri risultano premiati per 'produttività' teatri che stanno chiusi 300 giorni su 365 e via tacendo....
 Giunge ora  una notizia inquietante da uno dei teatri che si vuole rimesso in riga, quello di Firenze, il 'teatro del principe', affidato ad un suo funzionario, un banchiere dalla cui famiglia il principe ha attinto più d'una forza lavoro. La notizia è che ' a causa di uno sciopero indetto per il giorno... dalle 20 alle 21. la recita di .... prevista per le 20.30, potrà subire qualche ritardo nell'ora di inizio.
 Ora da Firenze, dopo l'uscita della Colombo le cose, a detta della corte del principe, sembravano essersi messe a posto, gli stipendi pagati ecc... ( mancano solo un pò di milioni per completare la faraonica nuova sede del teatro). E allora perché lo sciopero? E soprattutto perché a subirne gli effetti deve essere il pubblico che paga il biglietto, con i cui ricavi si pagano anche gli stipendi? Non sembri un discorso superficiale. Occorre cambiare mentalità.
 Come mentalità devono cambiare anche quei pochi delegati CGIL che, il prossimo primo maggio, vorrebbero far saltare alla Scala la prima di 'Turandot', in coincidenza con l'apertura dell'EXPO, quando migliaia di altri lavoratori milanesi di ogni settore saranno impegnati per l'apertura della esposizione milanese.  e solo quella decina di delegati sente l'imperativo morale di partecipare, invece, alle manifestazioni per la festa dei lavoratori. Sembra una burla ordita dalla Camusso.
 E, infine, l'Italietta di sempre che è dura a morire. A Davos, dove si  sono riuniti i grandi del mondo, concerto di Andrea Bocelli. All'inaugurazione dell'EXPO di Milano, concerto di Andrea Bocelli. Alla chiusura del semestre di presidenza  italiana dell'Unione Europea, concerto di Bocelli?  No, concerto dei Solisti veneti diretti da Scimone. E non si sa  qual è peggio; ma ambedue dipingono alla perfezione l'Italietta, agli occhi del mondo e per colpa di  quelli che ci comandano.

venerdì 16 gennaio 2015

Il caso Teatro di Cagliari. Nastasi punta a destabilizzare. E intanto ne affonda uno.

Mauro Meli è tornato alla Sovrintendenza del Teatro Lirico di Cagliari, da poco più di sei mesi e già, alla tornata della nomina di nuovi consigli di indirizzo, parte contro di lui un tiro incrociato da parte del sindaco Zedda e del Mibact: da Natasi, per essere chiari e concisi.
Zedda non vuole Meli, Nastasi gli spara contro un siluro 'legale', evidentemente pensando al ritorno possibile della Crivellenti che proprio lui e Gianni Letta vollero insediare alla sovrintendenza, con un triplo salto mortale, direttamente dalla gestione della biglietteria - come rivelò all'epoca della  seconda promozione della signora, il sovrintendente in carica, appena smesso.
Sia chiaro che non saremo noi a difendere Meli, visto che ne abbiamo sempre criticato l'operapo sia a Cagliari che a Parma, e dai tempi in cui tutti lo osannavano mentre lui prosciugava la cassa del teatro sardo; ma lui diceva che era un'accusa ingiusta e falsa.
 Ora chi vuole  e fa di tutto per averlo, un cambiamento così radicale - in un teatro da poco affidato, nuovamente, a Meli - ma noto alle cronache soprattutto per  problemi di gestione ed economici ,  quale  reale obiettivo si pone?
Zedda certamente vuole eliminare un dirigente messo lì contro il suo volere ed approfitta dell'insediamento del nuovo 'Consiglio di indirizzo' dal quale solo dovrebbe uscire la terna di nomi da proporre l Ministero per la nomina del nuovo sovrintendente; Nastasi vuole fare le prove generali della 'declassazione' di una fondazione lirica, dopo aver tentato un analogo esperimento ma con mezzi diversi all'Opera di Roma, fiancheggiando Fuortes nel folle progetto di 'esternalizzare' orchestra e coro.
 Il progetto di Zedda è certamente folle, ma quello di Nastasi lo è di più, specie se si dà un'occhiata alla già lunga lista dei possibili candidati, fra i quali c'è un oscuro dirigente ministeriale ed un altrettanto oscuro - ma onesto, s'intende - musicista di Caltanisetta, Angelo Licalsi, che Nastasi ha voluto nella 'Commissione Centrale Musica', rifiutando la preziosa collaborazione di qualche giornalista a conoscenza dei fatti del mondo della musica in Italia. Nastasi non l'ha voluto, preferendo dei  servitori di provata fedeltà. Ambedue dovrebbero reggere un  teatro difficile, senza avere nessuna  esperienza in proposito. E' chiaro che lo i vuole affossare, almeno che lo voglia affossare Nastasi, anche per conto di Franceschini che dorme e forse accarezza propositi di salita al Quirinale con una bella moglie che farebbe concorrenza alla regina di Giordania.
 C'è poi un altro nome che da tempo circola per qualunque incarico di vertice nelle fondazioni italiane, quello di Carmelo Di Gennaro, attualmente a capo dell'Istituto italiano di cultura a Madrid e che, evidentemente, starebbe per rientrare,  ed è dunque in cerca di una nuova collocazione.
 Questi nomi sarebbero per Cagliari, teatro già martoriato da mille problemi, una vera sciagura. Ma questo forse è ciò che Nastasi intende perseguire: la riduzione di numero delle Fondazioni liriche,  cominciando a mandarne a picco qualcuna.

mercoledì 7 gennaio 2015

E 'grande e grosso' Nastasi continuerà a fare il buono e cattivo tempo.

L'autonomia di Scala e Santa cecilia prevede che il finanziamento statale, cioè il suo ammontare, sia triennale.La sua determinazione la  decide il direttore generale, 'grande e grosso', sentita la Commissione Musica che lui steso ha fatto nominare scegliendo fra i candidati quelli più malleabili ed ubbidienti. In questa commissione che dovrebbe essere composta prevalentemente da esperti, con libertà ed autorevolezza ed indipendenza di giudizio, siedono Valerio Toniolo - lunga carriera all'ombra del Ministero, da Rutelli in poi, passando per tutte le Copmmissioni, finito negli ultimi anni ad amministrare l'Auditorium Conciliazione di proprietà della famiglia Cesa... inutile cotinuare - Silvia Colasanti, brava compositrice ma forse a digiuno delle storie relative alla vita musicale italiana ed alle sue principali istituzioni, e Angelo Licalsi , siciliano, maestro di coro, che vede la sua cooptazione in Commissione musica come un miracolo dal ciel piovuto.
 E poi ci sono i rappresentanti  istituzionali, Filippo Bianchi e Antonio Princigalli.
 I membri delle Commissioni, chi non lo sa, negli anni passati, da oscuri  ed insignificanti personaggi della vita musicale italiana, si imponevano alla attenzione ed al rispetto generale per quel loro ruolo, per il quale osavano anche pretendere favori in cambio di chissà quale  millantato intervento  a favore di questa o quella istituzione. E, comunque, nulla si faceva per niente.
Nastasi prosegue sulla medesima linea per avere mano libera su tutto, anche dal Ministro che invece di comandarlo si fa comandare da Nastasi, perché deve necessariamente credere a tutto quello che gli dice, non avendo nessun elemento proprio per giudicare, senza suggerimenti.
 Ecco il marcio della politica, sul quale prospera 'grande e grosso' che continua  a fare il buono e cattivo tempo.

lunedì 4 agosto 2014

Trionfa Franceschini e gongola. Una vittoria di Pirro?

Non ha aspettato neanche la fine del mese, per sparare 'file interminabili e entrate record' dai cannoni dalla nave ministeriale che torna  vincitrice in porto, il suo  ammiraglio Franceschini. E' accaduto che , dopo quella che lui chiama la 'rivoluzione' nel settore dei beni culturali - e cioè l'apertura anche serale, una domenica al mese con ingressi gratuiti,  cambio di logica  nei costi dei biglietti (gli anziani devono pagare, agevolazioni per gli altri, come i ragazzi e le scolaresche, ci pare) - sì è verificato il miracolo che tutti i fogli distribuiti nelle edicole raccontano fin nei minimi particolari, dimenticando di dirci solo una piccola cosa e cioè le cifre di partenza e quelle di arrivo, mentre si limitano, per le cifre, a fornirci le sole percentuali  che viste così ci costringerebbero ad unirci al coro dei laudatores.
 E' accaduto che con una domenica al mese in cui si entra gratis in tutti i musei, con il prolungamento dell'orario delle aperture, e con l'estate che porta in giro italiani e non nel nostro paese, i 430 musei e siti archeologici siano stati presi d'assalto. Così pare.  Con alcuni casi sbalorditivi,secondo le dichiarazioni del ministro. Gli scavi di Ostia superano quelli di Pompei. Ma  i fogli  informativi ed il ministro stesso dimenticano di dirci che la conta degli ingressi prima e dopo la rivoluzione ministeriale di quei casi apparentemente sbalorditivi, si sgonfia. Ci spieghiamo. Se a Pompei ogni giorno arrivano  circa 100.000 visitatori, con un aumento nel mese di luglio del solo 6% avremo 106.000; mentre se a Ostia Antica,i visitatori giornalieri sono appena 20.000, il 15% di aumento li porta a 23.000, certo un bel balzo in avanti, ma sempre pochi restano per un sito archeologico di quella importanza. Lo stesso discorso merita la percentuale di aumento per il Colosseo che come si sa è il monumento più visitato di Roma e d'Italia, dove, perciò, basta una piccola percentuale di aumento per far salire di molto la cifra complessiva degli ingressi. Sarebbe stato più prudente da parte del ministro attendere qualche mese prima di cantare vittoria. nel frattempo,magari, poteva stare più attento alle nomine dei componenti delle commissioni centrali consultive, in una delle quali, quella musicale, siedono per sua volontà - ( Nastasi, c'entra qualcosa?  Nel suo entourage, ministro, c'è bisogno di una vera rivoluzione!) Toniolo, Colasanti, Licalsi. Chi sono e che competenza hanno per fornire pareri  sulla congruità delle richieste di finanziamento inviate al ministero? Ma forse a questo ci pensa Nastasi, come sempre. Altro che rivoluzione

sabato 26 luglio 2014

La vergogna di Nastasi coperta da Franceschini. Nomina commissione consultiva musica 2014

L'avevamo detto pubblicamente, e scritto nero su bianco, che anche questa volta, finché Nastasi metteva bocca, quel concorso per titoli, diciamo così, per i membri delle commissioni consultive del Ministero sarebbe stata un FARSA.
E puntualmente il decreto di nomina dei componenti firmato ieri dal ministro sta a dimostrarlo. La presiede detta Commissione VALERIO TONIOLO, un campione di trasformismo, senza  specifica competenza in nessuno dei campi nei quali l'hanno fatto girare al Ministero nei tempi passati ed ancora oggi. Toniolo gestisce l'Auditorium Conciliazione, della famiglia Cesa,  al quale la Polverini, per avere un teatro di rappresentanza, aveva fatto un contratto di qualche milione di Euro.
Ma il Toniolo era stato allevato al tempo del Giubileo nel seno di Rutelli e da allora, con la levatrice Cesa, è cresciuto in ogni campo, divenendo esperto per decreto e volontà di Nastasi ed i suoi soci ministri,  con competenze in campo teatrale, danza e musica.
 Evidentemente Franceschini ha affari suoi da coltivare perchè non si sveglia per sventare la oscure manovre che Nastasi mette in atto, con il tacito consenso di chi dovrebbe metterlo in riga, fottendosene dei suoi padrini eccellenti, in primis GIANNI LETTA, suo testimone di nozze. Sempre lui.
 Poi viene nominata anche Silvia Colasanti, esperta in melodramma. Chi la protegge per scrivere una simile fesseria? La Colasanti è una compositrice, anche brava, che ha scritto  qualche lavoro di teatro musicale. Per questo diventa esperta in melodramma?
 C'è poi Licalsi, ritenuto anch'egli particolarmente competente in campo musicale dal ministro Franceschini, si legge nel decreto. E che solo a noi è sconosciuto, specie per la sua prestigiosa attività di direttore, espletata con un coro di Caltanisetta.
E, solo per il 2014, farà parte della commissione, come membro aggiunto - si legge sempre nel decreto - il direttore generale Nastasi che evidentemente deve addestrare i pulcini; Toniolo no, l'ha già fatto nei trienni precedenti.
 Nel decreto si legge che 57 sono state le candidature.
 Dal ministero,  ministro compreso, poichè non conoscono ciò di cui devono occuparsi e quindi non capiscono bene quel che dicono, può uscire qualunque cosa. La solita vergogna italiana.
 Sarebbe stato opportuno conoscere anche l'elenco di coloro i quali avevano manifestato l'interesse a partecipare a detta gara; siamo convinti che sia Toniolo che la Colasanti non avevano neanche inviato i loro curriculum, e più facile pensare che li abbia scritti  ed infilati nelle domande Nastasi, dopo che  nella lista dei concorrenti non aveva trovato nessuno di suo gradimento, via i giornalisti. Sarebbe in fondo un imbroglietto da poco ed un gioco da ragazzi per una volpe come Nastasi.  Invece quell'elenco resta segreto. Per quale motivo? Sarebbe stato opportuno.

                  Di  Valerio Toniolo abbiamo scritto già a novembre scorso. Ecco il testo

Qualche anno fa su Music@ ( n. 7, marzo-aprile 2008) in un articolo intitolato ‘ una vera schifezza’ raccontavamo l’orrore dell’ultimo regalo fatto dal ministro Rutelli  al mondo della cultura italiano, prima di abbandonare definitivamente il Ministero: nelle commissioni  consultive per musica e danza aveva nominato persone senza competenza in materia, oppure vecchi mammasantissima ai quali  erano addebitabili  disastri  nei bilanci delle istituzioni che avevano in precedenza presieduto. Nella commissione musica, all’epoca, sedeva Valerio Toniolo,  e non era la prima volta che Rutelli lo sceglieva come suo ‘aiutante di campo’: prima era stato anche nella commissione cinema. Evidentemente non poteva farne a meno. Toniolo ci contattò, promettendoci che ci avrebbe mostrato le sue credenziali in fatto di musica. Non lo incontrammo allora.
I giornali ( La Repubblica, con una dettagliata ricostruzione) a seguito dello scandalo alla regione Lazio,  hanno tirato fuori anche il nome di Toniolo,  in relazione all’Auditorium Conciliazione,  concesso in gestione dal Vaticano  alla società ‘I Borghi’( di Lorenzo Cesa e Matteo, suo figlio) ristrutturato con i soldi di ARCUS ( vi dice qualcosa?),  con la quale la Regione ha  stipulato un contratto milionario (1.300.000  Euro circa) per tre anni, a partire dal 2010,  per avere un  luogo di ‘rappresentanza’. Il 2010 è l’anno in cui la Polverini arriva alla Regione e con Lei anche Francesco Artemisio Carducci, già assessore del sindaco Rutelli,  che  alla Regione è capogruppo UDC. Naturalmente Carducci, nonostante il cognome illustre, deve lasciare al momento dell’incarico in Regione,  quello di amministratore de ‘I Borghi’ che gli era stato passato da Cesa, quando anche la sua presenza come amministratore si era resa incompatibile con le sue cariche politiche. Da Cesa a Carducci,  e da Carducci a Toniolo,  suo fedelissimo, che ancora oggi siede in una di quelle Commissioni  ministeriali ( Danza. Dal cinema alla musica, alla danza!) ed amministra, attraverso la società ‘ I borghi’ dei Cesa, l’Auditorium Conciliazione che fra breve ospiterà l'ennesima edizione del 'Concerto di Natale' e che non è stato concesso al Nobel Dario Fo.
 renderlo noto con i rispettivi curriculum per leggere quante cazzate alcuni possono aver scritto, dei 57 che hanno fatto richiesta di partecipazione, sapendo che al ministero, per i loro giochi, le avrebbero bevute. Ne leggiamo di continuo. Più gli interessati sono delle nullità e più lungo è il loro curriculum. Tanto gli esaminatori, quando gli conviene, fingono di  credere a quel che leggono,  quando sanno che  per metà quei curriculum sono monnezza. In passato qualcuno della commissione riferiva, in segreto, che la commissione aveva espresso i suoi giudizi ma che poi Nastasi se ne sarebbe fottuto ed avrebbe agito diversamente.  Fino a quando Nastasi grazierà con le nomine persone non proprio all'altezza del compito, lui potrà fare ciò che vuole, e mai nessusno denuncerà l'accaduto nè si dimetterà.
 Il quale Nastasi, giacchè ci siamo, continua a finanziare i cosiddetti 'Cantieri dell'immaginario' aquilani, da anni, nonostante incontrino poco seguito,  con un bel gruzzolo; solo perchè nella prima edizione incontrò lì il suo amore, Giulia Minoli che poi ha sposato, ed anche perchè quella è zona  di Gianni Letta, suo padrino, che bisogna foraggiare anche quando non ce ne sarebbe la necessità.