Vi ricordarte? Solo poche settimane fa, denunciammo a più riprese l'esosità del costo dei biglietti per assistere al 'cineconcerto' nell'Auditorium 'Conciliazione', retto da quel Valerio Toniolo che tutti i ministri della cultura vogliono al loro fianco perchè s'è fatto il nome di difensore e propagatore di cultura, ed intanto fotte soldi ai cittadini con biglietti il cui costo è un vero furto.
Per quel cineconcerto - spieghiamo: proiezione di un film della famosa saga con la musica eseguita dal vivo - i biglietti andavano da 43 Euro a 188. E i bambini pagavano biglietto intero come gli adulti. Una sola riduzione era prevista, per famiglie, ma con un minimo di quattro persone. Insomma per andarsi a vedere un film stranoto ci si doveva impegnare il 'quinto' dello stipendio o far scivolare direttamente nelle casse 'sante' dell'Auditorium vaticano (gestito da una società di proprietà della famiglia Cesa - vi dice qualcosa questo cognome?) parte della tredicesima, di là da riscuotere.
In quell'occasione, a dimostrare come i prezzi dei biglietti fossero fuori mercato, ricordammo che anche Santa Cecilia aveva fatto analoghe operazioni, ma come per tutti gli altri concerti i biglietti più cari costavano intorno ai 50 Euro, e quelli più economici 15 Euro circa.
Ma forse Toniolo contava sul fatto che gli analoghi cineconcerti di Santa Cecilia, s'erano svolti molti mesi prima e i più se ne erano dimenticati.
Ora, a mettere nuovamente sul banco degli imputati Toniolo e il suo cineconcerto dedicato a Harry Potter, viene l'analoga iniziativa di Musica per Roma, prevista per oggi e domani, con Frozen e le musiche eseguite dal vivo da un'orchestra né meglio né peggio di quella che suonò alla Conciliazione, perché ambedue orchestre raccogliticce. Ma, guarda caso i biglietti all'Auditorium Parco della Musica costano da 34 a 45 Euro. Una bella differenza.
Capito Toniolo? allora a lei, tanto furbo e tanto bravo, hanno rifilato una bufala pure con la cresta; se dobbiamo - ma non possiamo! - credere alla sua giustificazione: l'alto il costo dell'operazione. Perchè con quei biglietti si va ad ascoltare un concerto dei Wiener a Vienna o dei Berliner a Berlino, e avanza anche qualche soldo per la cena, dopo il concerto.
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giovedì 29 dicembre 2016
mercoledì 30 novembre 2016
Harry Potter all'Auditorium della Concilizaione: biglietti alle stelle SENZA RAGIONE
Noi lo abbiamo scritto molti giorni fa, esattamente quando venimmo a sapere che per andare a vedersi un film, seppure in 3D e seppure accompagnato con l'esecuzione dal vivo della colonna sonora, all'Auditorium della Conciliazione, occorreva spendere dai 36,50 ai 188,00 Euro a persona - ed anche i bambini, maggiormente attratti da Harry Potter, pagavano il biglietto. Una riduzione è prevista, del 20% , ma solo per nuclei familiari a partire da quattro persone.
Abbiamo scritto che si trattava di un furto, in piena regola.
Primo: perché pur sempre della visione di un film si tratta, la proiezione in 3D ormai si vede in molte delle pochissime sale cinematografiche rimaste aperte dopo la grande crisi.
Secondo: perché l'Orchestra italiana del cinema, un complesso che agisce normalmente in uno studio di registrazione nel quartiere Parioli, ad organico variabile si compone certamente di un nucleo fisso, ma poi ingrossa le su file con musicisti, giovani!!!, supponiamo mai pagati a dovere, scritturati per la bisogna del momento; perciò di un'orchestra in genere 'raccogliticcia'. E del resto per quanto impegnative, le musiche da eseguire non sono certo le sinfonie di Beethoven, né quell'orchestra di 84 elementi - che pena fare leva sul numero degli orchestrali! - può paragonarsi ad un'orchestra stabile, figuriamoci ad un' orchestra di nome, non diciamo come i Berliner o i Wiener (questi ultimi a Roma proprio nei giorni scorsi per il 'Festival di Musica e Arte sacra'), ma neanche ad una orchestra italiana di livello come Santa Cecilia o la Scala.
A queste obiezioni, riprese ieri da un giornale, gli organizzatori hanno risposto che:
- la società cinematografica proprietaria della pellicola e dunque titolare dei diritti di trasmissione, ha grandi pretese, cioè si fa pagare molto;
- la società 'cinema concerto' fondata dal direttore americano che dirige a Roma promette un incontro con il direttore medesimo (ma chi è?) a cbi acquista i biglietti da quasi 200,00 Euro a persona;
- l'orchestra di 84 elementi costa molto;
- e, infine: i prezzi dei biglietti a Londra ed in altre capitali erano più alti: chissenefrega- diciamo noi.
Veniamo infine a sapere che in gennaio Harry Potter con le medesime modalità verrà proiettato agli Arcimboldi di Milano.
Ora è abbastanza chiaro, anzi ancora più chiaro, che parte di colpa di questo furto è anche di Valerio Toniolo, membro, DA ANNI, di tutte le Commissioni centrali ministeriali per lo spettacolo dal vivo ( evidentemente è portato in palmo di mano dai vari ministri, da Rutelli a tutti gli altri fino a FGrancechini ); fondatore dell' associazione 'Valore cultura'; gestore per conto della famiglia Cesa attraverso la società ' I Borghi' dell'Auditorium Conciliazione, di proprietà del Vaticano; senza dimenticare che Carlo Fontana, presidente dell'Agis, lo ha voluto al suo fianco nell'Associazione dello spettacolo che presiede.
Insomma, solo Toniolo e Parmeggiani ( quest'ultimo fondatore e gestore dell'orchestra) non si sarebbero resi conto che in Italia la crisi non è finita. E che non si può fare la cessione del quinto, per portare un figlio a vedere un film - è solo un film - con le musiche eseguite dal vivo - e magari quelle registrate ed incise nella colonna sonora sono anche meglio eseguite. Anzi lo sono sicuramente, perché un sincrono perfetto, per quanto l'orchestra sia all'altezza ed abbia provato a dovere ( e noi non siamo certi né dell'una né dell'altra cosa!), non si avrà mai. Certo c'è un elemento di spettacolo in più, costituito dall'orchestra schierata sotto il telone sul quale è proiettato il film. Ma troppo ci costa.
Abbiamo scritto che si trattava di un furto, in piena regola.
Primo: perché pur sempre della visione di un film si tratta, la proiezione in 3D ormai si vede in molte delle pochissime sale cinematografiche rimaste aperte dopo la grande crisi.
Secondo: perché l'Orchestra italiana del cinema, un complesso che agisce normalmente in uno studio di registrazione nel quartiere Parioli, ad organico variabile si compone certamente di un nucleo fisso, ma poi ingrossa le su file con musicisti, giovani!!!, supponiamo mai pagati a dovere, scritturati per la bisogna del momento; perciò di un'orchestra in genere 'raccogliticcia'. E del resto per quanto impegnative, le musiche da eseguire non sono certo le sinfonie di Beethoven, né quell'orchestra di 84 elementi - che pena fare leva sul numero degli orchestrali! - può paragonarsi ad un'orchestra stabile, figuriamoci ad un' orchestra di nome, non diciamo come i Berliner o i Wiener (questi ultimi a Roma proprio nei giorni scorsi per il 'Festival di Musica e Arte sacra'), ma neanche ad una orchestra italiana di livello come Santa Cecilia o la Scala.
A queste obiezioni, riprese ieri da un giornale, gli organizzatori hanno risposto che:
- la società cinematografica proprietaria della pellicola e dunque titolare dei diritti di trasmissione, ha grandi pretese, cioè si fa pagare molto;
- la società 'cinema concerto' fondata dal direttore americano che dirige a Roma promette un incontro con il direttore medesimo (ma chi è?) a cbi acquista i biglietti da quasi 200,00 Euro a persona;
- l'orchestra di 84 elementi costa molto;
- e, infine: i prezzi dei biglietti a Londra ed in altre capitali erano più alti: chissenefrega- diciamo noi.
Veniamo infine a sapere che in gennaio Harry Potter con le medesime modalità verrà proiettato agli Arcimboldi di Milano.
Ora è abbastanza chiaro, anzi ancora più chiaro, che parte di colpa di questo furto è anche di Valerio Toniolo, membro, DA ANNI, di tutte le Commissioni centrali ministeriali per lo spettacolo dal vivo ( evidentemente è portato in palmo di mano dai vari ministri, da Rutelli a tutti gli altri fino a FGrancechini ); fondatore dell' associazione 'Valore cultura'; gestore per conto della famiglia Cesa attraverso la società ' I Borghi' dell'Auditorium Conciliazione, di proprietà del Vaticano; senza dimenticare che Carlo Fontana, presidente dell'Agis, lo ha voluto al suo fianco nell'Associazione dello spettacolo che presiede.
Insomma, solo Toniolo e Parmeggiani ( quest'ultimo fondatore e gestore dell'orchestra) non si sarebbero resi conto che in Italia la crisi non è finita. E che non si può fare la cessione del quinto, per portare un figlio a vedere un film - è solo un film - con le musiche eseguite dal vivo - e magari quelle registrate ed incise nella colonna sonora sono anche meglio eseguite. Anzi lo sono sicuramente, perché un sincrono perfetto, per quanto l'orchestra sia all'altezza ed abbia provato a dovere ( e noi non siamo certi né dell'una né dell'altra cosa!), non si avrà mai. Certo c'è un elemento di spettacolo in più, costituito dall'orchestra schierata sotto il telone sul quale è proiettato il film. Ma troppo ci costa.
domenica 20 novembre 2016
Valerio Toniolo di BUONACULTURA vuol fare OTTIMIAFFARI all'Auditorium della Conciliazione
Valerio Toniolo, manager culturale di successo, quarantenne, fondatore dell'associazione 'Buona Cultura', i cui interessi lambiscono anche il Giubileo della Misericordia ( l'Auditorium è di proprietà del Vaticano!), optato nelle Commissioni centrali ( musica, danza, teatro) del Ministero, dove passa da una all'altra con grande nonchalance e non altrettanta competenza, ai vertici dell'Agis di Fontana, sembra aver ridato nuova vita all'Auditorium della Conciliazione, che gestisce attraverso la soc. 'I Borghi' passata già due volte di mano: dai Cesa a Carducci e Toniolo. E che, nell'interregno, è stato tenuto aperto dai finanziamenti della Polverini e Marrazzo che l'avevano eletto a sede di rappresentanza della Regione Lazio, dopo che era stato restaurato con i soldi di ARCUS: e già questa sfilza di nomi rende chiarissimi gli intrecci politici del suddetto auditorium e dei suoi amministratori. Tutte cose note, che si sono lette più d'una volta sui giornali, dunque nulla di nuovo.
L'auditorium, che ha ospitato per anni, dopo l'abbandono dell'Accademia di Santa Cecilia, all'inizio degli anni Duemila, i concerti sinfonici del m. Francesco La Vecchia - fondatore a Roma di un'orchestra ed anche di un'accademia, ma del quale si sono perse le tracce, dopo la chiusura dell'orchestra, a causa del mancato finanziamento da parte della Fondazione bancaria che l'aveva voluta in vita - ora funziona come l'Auditorium ' Parco della Musica', quello diretto per un decennio da Fuortes, ospita cioè spettacoli e manifestazioni di ogni genere ( lo abbiamo riconosciuto anche nello spettacolo di Rai1 'Prodigi' trasmesso proprio ieri sera ; già, perchè la Rai non ha sedi prestigiose nelle quali ospitare le sue produzioni!!!) che offre al suo pubblico a prezzi veramente accattivanti- leggi: esorbitanti, eccessivi, ingiustificati.
Ad esempio, all'inizio di dicembre, è in programma la proiezione di Harry Potter, con la musica eseguita dal vivo da un'orchestra di cui consociamo il nome ' Orchestra italiana del cinema' , ma non il suo organico stabile e che sappiamo lavora negli studi di registrazione cinematografica, ospitati a Roma, a Piazza Euclide.
La proiezione di un film celebre, con l'esecuzione della musica dal vivo, non è fatto nuovo, e nel tempo era stata giustificata per 'insonorizzare' la proiezione di film muti, o per far ascoltare la colonna sonora opportunamente ritrascritta, restaurata e rieseguita.
L'ha fatto nella passata stagione, a Roma, anche Santa Cecilia, offrendo al pubblico tale singolare riproposta - di cui sinceramente non capiamo le ragioni di opportunità - ma a prezzi calmierati, come del resto lo sono in genere i prezzi di tutti i concerti di stagione, che ospitano regolarmente star della musica.
Per l'Harry Potter alla Conciliazione, con musica eseguita dal vivo, uno spettacolo che ha come pubblico privilegiato quelli dei piccoli, l'Auditorium di Toniolo propone prezzi esorbitanti, preavvertendo che anche i bambini pagano prezzo pieno, e che qualche sconto è concesso a chi ha più di 65 anni, o a gruppi famigliari con non meno di 4 persone.
Allora calcoliamo che due genitori vogliamo portare il proprio figlio a rivedere quel film - al bambino poco importa che la musica venga eseguita dal vivo, ed ancor meno importa la qualità dell'esecuzione (che non è garantita; sotto la direzione dell' americano, Justin Freer, fondatore di una società di nome 'Cine Concert'- si vede che la cosa tira! - e con il quale ai possessori dei biglietti più costosi promette anche un incontro!) - se acquistano i biglietti più popolari devono tirar fuori dal portafoglio Euro 149,00, perché i biglietti più popolari costano 43,00 Euro e le poltronissime 188,00, insomma più di quanto non costassero i biglietti dei passati analoghi concerti dell'Accademia di Santa Cecilia, e quasi allo steso livello dei costi dei biglietti del Teatro dell'Opera - e l'opera è ben altra cosa.
Inutile fare i conti in tasca a quelli che i soldi ce l'hanno ma noi li facciamo comunque. Se decidono di andare alla Conciliazione di Toniolo, quello della 'BuonaCultura', per guardarsi un film ed ascoltare la colonna sonora suonata dal vivo, devono tirar fuori quasi 600,00 Euro. Non è troppo per un film, anche se proiettato in 3D.
P.S. Al fine di essere completi nell'informazione facciamo presente che i prezzi dei biglietti sia al Teatro dell'Opera che all'Accademia di Santa Cecilia sono di gran lunga inferiori a quelli richiesti da Toniolo per vedere un film, pur con la colonna sonora eseguita dal vivo, nell'Auditorium della Conciliazione.
- Teatro dell'Opera. da 23 a 160 Auro ( per le 'prime'), da 17 a 115 Euro per tutte le altre recite;
- Accademia di Santa Cecilia: da 19 a 52 Euro per la stagione sinfonica, per quella da camera ancora meno.
E allora i 43 Euro di un biglietto di ultima fila , o i 188,00 Euro per una poltronissima dell'Auditorium della Conciliazione, non vi sembrano un furto?
L'auditorium, che ha ospitato per anni, dopo l'abbandono dell'Accademia di Santa Cecilia, all'inizio degli anni Duemila, i concerti sinfonici del m. Francesco La Vecchia - fondatore a Roma di un'orchestra ed anche di un'accademia, ma del quale si sono perse le tracce, dopo la chiusura dell'orchestra, a causa del mancato finanziamento da parte della Fondazione bancaria che l'aveva voluta in vita - ora funziona come l'Auditorium ' Parco della Musica', quello diretto per un decennio da Fuortes, ospita cioè spettacoli e manifestazioni di ogni genere ( lo abbiamo riconosciuto anche nello spettacolo di Rai1 'Prodigi' trasmesso proprio ieri sera ; già, perchè la Rai non ha sedi prestigiose nelle quali ospitare le sue produzioni!!!) che offre al suo pubblico a prezzi veramente accattivanti- leggi: esorbitanti, eccessivi, ingiustificati.
Ad esempio, all'inizio di dicembre, è in programma la proiezione di Harry Potter, con la musica eseguita dal vivo da un'orchestra di cui consociamo il nome ' Orchestra italiana del cinema' , ma non il suo organico stabile e che sappiamo lavora negli studi di registrazione cinematografica, ospitati a Roma, a Piazza Euclide.
La proiezione di un film celebre, con l'esecuzione della musica dal vivo, non è fatto nuovo, e nel tempo era stata giustificata per 'insonorizzare' la proiezione di film muti, o per far ascoltare la colonna sonora opportunamente ritrascritta, restaurata e rieseguita.
L'ha fatto nella passata stagione, a Roma, anche Santa Cecilia, offrendo al pubblico tale singolare riproposta - di cui sinceramente non capiamo le ragioni di opportunità - ma a prezzi calmierati, come del resto lo sono in genere i prezzi di tutti i concerti di stagione, che ospitano regolarmente star della musica.
Per l'Harry Potter alla Conciliazione, con musica eseguita dal vivo, uno spettacolo che ha come pubblico privilegiato quelli dei piccoli, l'Auditorium di Toniolo propone prezzi esorbitanti, preavvertendo che anche i bambini pagano prezzo pieno, e che qualche sconto è concesso a chi ha più di 65 anni, o a gruppi famigliari con non meno di 4 persone.
Allora calcoliamo che due genitori vogliamo portare il proprio figlio a rivedere quel film - al bambino poco importa che la musica venga eseguita dal vivo, ed ancor meno importa la qualità dell'esecuzione (che non è garantita; sotto la direzione dell' americano, Justin Freer, fondatore di una società di nome 'Cine Concert'- si vede che la cosa tira! - e con il quale ai possessori dei biglietti più costosi promette anche un incontro!) - se acquistano i biglietti più popolari devono tirar fuori dal portafoglio Euro 149,00, perché i biglietti più popolari costano 43,00 Euro e le poltronissime 188,00, insomma più di quanto non costassero i biglietti dei passati analoghi concerti dell'Accademia di Santa Cecilia, e quasi allo steso livello dei costi dei biglietti del Teatro dell'Opera - e l'opera è ben altra cosa.
Inutile fare i conti in tasca a quelli che i soldi ce l'hanno ma noi li facciamo comunque. Se decidono di andare alla Conciliazione di Toniolo, quello della 'BuonaCultura', per guardarsi un film ed ascoltare la colonna sonora suonata dal vivo, devono tirar fuori quasi 600,00 Euro. Non è troppo per un film, anche se proiettato in 3D.
P.S. Al fine di essere completi nell'informazione facciamo presente che i prezzi dei biglietti sia al Teatro dell'Opera che all'Accademia di Santa Cecilia sono di gran lunga inferiori a quelli richiesti da Toniolo per vedere un film, pur con la colonna sonora eseguita dal vivo, nell'Auditorium della Conciliazione.
- Teatro dell'Opera. da 23 a 160 Auro ( per le 'prime'), da 17 a 115 Euro per tutte le altre recite;
- Accademia di Santa Cecilia: da 19 a 52 Euro per la stagione sinfonica, per quella da camera ancora meno.
E allora i 43 Euro di un biglietto di ultima fila , o i 188,00 Euro per una poltronissima dell'Auditorium della Conciliazione, non vi sembrano un furto?
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lunedì 22 febbraio 2016
La danza balla in tutta Roma in queste settimane. E nel resto dell'anno?
Si è spesso scritto del successo che la danza ha in Italia, nonostante sia considerata e diventata la cenerentola delle fondazioni liriche e di tante istituzioni che ci fanno sapere che non ci sono soldi per la danza (vedi chiusura di Maggiodanza, ma anche di tante compagnie ed iniziative, ridotte all'immobilità anche dalla politica miope del ministro Franceschini e del suo fedelissimo scudiero Nastasi).
Si scopre, ad esempio, che la danza, sì proprio la danza, sotto le feste di Natale ha fatto registrare al botteghino dell'Opera di Roma, il maggior incasso di tutti i tempi e di tutti gli spettacoli sia di danza che d'opera: intorno al milione di Euro.
In una politica che sa programmare, le istituzioni di una grande città come Roma, a seguito di tale successo della danza, potrebbero organizzare un calendario che mese dopo mese assicuri, in Roma, a cultori ed appassionati di danza spettacoli ogni mese. Ed invece, no.
Accade che fra gennaio e marzo si lancino tutti in iniziative, programmi, rassegne di danza, sovrapponendosi fra loro, e contendendosi spettatori, quando invece potrebbero averne tutti se ognuno organizzasse spettacoli di danza senza sovrapporsi ad altri.
E così mentre all'Auditorium Conciliazione si svolge la rassegna 'Tersicore', finanziata, da quel che sappiamo, dalla stessa Fondazione bancaria che un tempo finanziava l'Orchestra sinfonica di Roma - che peccato averci rinunciato, si poteva continuare magari correggendo qualcosa, come l'affidamento, semiesclusivo, ad un direttore che fuori della sua orchestra non ne dirigeva nessuna altra); l'Auditorium di Renzo Piano, per conto di 'Musica per Roma' ospita l'annuale rassegna di danza 'Nuovi equilibri' (anche se poi si mischiano i nuovi equilibri della intitolazione ai vecchi, come i popolarissimi flamenco o tango sempre verdi), il Teatro Olimpico, in collaborazione con l'Accademia Filarmonica Romana, presenta alcuni spettacoli di danza contemporanea, come quelli dei Momix che, per il crollo del palazzo sul Lungotevere, ha dovuto spostare in altra sede ( ma poi la danza riprenderà fra aprile e maggio, con altre due o tre spettacoli) ed infine l'Opera, incassato il successo del Barbiere ( sempre tutto esaurito e con quasi 800.000 Euro di incasso; Fuortes dove va segna vittorie e punti a suo favore, non c'è scampo e non ci si può sbagliare, lui è il signor 'sold in', fa cioè entrare soldi in ...cassa) presenta alcuni spettacoli di danza contemporanea, nei quali alcune coreografie saranno danzate dalla stella Abbagnato, ingaggiata come direttrice del Corpo di ballo del teatro.
Se si accordassero fra loro le istituzioni romane che coltivano anche la danza potrebbero assicurare alla città una programmazione spalmata lungo tutta la stagione, mentre oggi sono costretti per la loro insipienza, ad affollare lo stesso periodo, ed a contendersi spettatori.
Si scopre, ad esempio, che la danza, sì proprio la danza, sotto le feste di Natale ha fatto registrare al botteghino dell'Opera di Roma, il maggior incasso di tutti i tempi e di tutti gli spettacoli sia di danza che d'opera: intorno al milione di Euro.
In una politica che sa programmare, le istituzioni di una grande città come Roma, a seguito di tale successo della danza, potrebbero organizzare un calendario che mese dopo mese assicuri, in Roma, a cultori ed appassionati di danza spettacoli ogni mese. Ed invece, no.
Accade che fra gennaio e marzo si lancino tutti in iniziative, programmi, rassegne di danza, sovrapponendosi fra loro, e contendendosi spettatori, quando invece potrebbero averne tutti se ognuno organizzasse spettacoli di danza senza sovrapporsi ad altri.
E così mentre all'Auditorium Conciliazione si svolge la rassegna 'Tersicore', finanziata, da quel che sappiamo, dalla stessa Fondazione bancaria che un tempo finanziava l'Orchestra sinfonica di Roma - che peccato averci rinunciato, si poteva continuare magari correggendo qualcosa, come l'affidamento, semiesclusivo, ad un direttore che fuori della sua orchestra non ne dirigeva nessuna altra); l'Auditorium di Renzo Piano, per conto di 'Musica per Roma' ospita l'annuale rassegna di danza 'Nuovi equilibri' (anche se poi si mischiano i nuovi equilibri della intitolazione ai vecchi, come i popolarissimi flamenco o tango sempre verdi), il Teatro Olimpico, in collaborazione con l'Accademia Filarmonica Romana, presenta alcuni spettacoli di danza contemporanea, come quelli dei Momix che, per il crollo del palazzo sul Lungotevere, ha dovuto spostare in altra sede ( ma poi la danza riprenderà fra aprile e maggio, con altre due o tre spettacoli) ed infine l'Opera, incassato il successo del Barbiere ( sempre tutto esaurito e con quasi 800.000 Euro di incasso; Fuortes dove va segna vittorie e punti a suo favore, non c'è scampo e non ci si può sbagliare, lui è il signor 'sold in', fa cioè entrare soldi in ...cassa) presenta alcuni spettacoli di danza contemporanea, nei quali alcune coreografie saranno danzate dalla stella Abbagnato, ingaggiata come direttrice del Corpo di ballo del teatro.
Se si accordassero fra loro le istituzioni romane che coltivano anche la danza potrebbero assicurare alla città una programmazione spalmata lungo tutta la stagione, mentre oggi sono costretti per la loro insipienza, ad affollare lo stesso periodo, ed a contendersi spettatori.
mercoledì 7 gennaio 2015
E 'grande e grosso' Nastasi continuerà a fare il buono e cattivo tempo.
L'autonomia di Scala e Santa cecilia prevede che il finanziamento statale, cioè il suo ammontare, sia triennale.La sua determinazione la decide il direttore generale, 'grande e grosso', sentita la Commissione Musica che lui steso ha fatto nominare scegliendo fra i candidati quelli più malleabili ed ubbidienti. In questa commissione che dovrebbe essere composta prevalentemente da esperti, con libertà ed autorevolezza ed indipendenza di giudizio, siedono Valerio Toniolo - lunga carriera all'ombra del Ministero, da Rutelli in poi, passando per tutte le Copmmissioni, finito negli ultimi anni ad amministrare l'Auditorium Conciliazione di proprietà della famiglia Cesa... inutile cotinuare - Silvia Colasanti, brava compositrice ma forse a digiuno delle storie relative alla vita musicale italiana ed alle sue principali istituzioni, e Angelo Licalsi , siciliano, maestro di coro, che vede la sua cooptazione in Commissione musica come un miracolo dal ciel piovuto.
E poi ci sono i rappresentanti istituzionali, Filippo Bianchi e Antonio Princigalli.
I membri delle Commissioni, chi non lo sa, negli anni passati, da oscuri ed insignificanti personaggi della vita musicale italiana, si imponevano alla attenzione ed al rispetto generale per quel loro ruolo, per il quale osavano anche pretendere favori in cambio di chissà quale millantato intervento a favore di questa o quella istituzione. E, comunque, nulla si faceva per niente.
Nastasi prosegue sulla medesima linea per avere mano libera su tutto, anche dal Ministro che invece di comandarlo si fa comandare da Nastasi, perché deve necessariamente credere a tutto quello che gli dice, non avendo nessun elemento proprio per giudicare, senza suggerimenti.
Ecco il marcio della politica, sul quale prospera 'grande e grosso' che continua a fare il buono e cattivo tempo.
E poi ci sono i rappresentanti istituzionali, Filippo Bianchi e Antonio Princigalli.
I membri delle Commissioni, chi non lo sa, negli anni passati, da oscuri ed insignificanti personaggi della vita musicale italiana, si imponevano alla attenzione ed al rispetto generale per quel loro ruolo, per il quale osavano anche pretendere favori in cambio di chissà quale millantato intervento a favore di questa o quella istituzione. E, comunque, nulla si faceva per niente.
Nastasi prosegue sulla medesima linea per avere mano libera su tutto, anche dal Ministro che invece di comandarlo si fa comandare da Nastasi, perché deve necessariamente credere a tutto quello che gli dice, non avendo nessun elemento proprio per giudicare, senza suggerimenti.
Ecco il marcio della politica, sul quale prospera 'grande e grosso' che continua a fare il buono e cattivo tempo.
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domenica 10 novembre 2013
Valerio Toniolo e il MIBAC
Qualche anno fa su Music@ ( n. 7, marzo-aprile
2008) in un articolo intitolato ‘ una vera schifezza’ raccontavamo l’orrore
dell’ultimo regalo fatto dal ministro Rutelli al mondo della cultura italiano, prima di
abbandonare definitivamente il Ministero: nelle commissioni consultive per musica e danza aveva nominato
persone senza competenza in materia, oppure vecchi mammasantissima ai quali
erano addebitabili disastri nei bilanci delle istituzioni che avevano in
precedenza presieduto. Nella commissione musica, all’epoca, sedeva Valerio Toniolo, e non era la prima volta che Rutelli lo
sceglieva come suo ‘aiutante di campo’: prima era stato anche nella commissione
cinema. Evidentemente non poteva farne a meno. Toniolo ci contattò,
promettendoci che ci avrebbe mostrato le sue credenziali in fatto di musica.
Non lo incontrammo allora.
I giornali (
La Repubblica, con una dettagliata ricostruzione) a
seguito dello scandalo alla regione Lazio,
hanno tirato fuori anche il nome di Toniolo, in relazione all’Auditorium Conciliazione, concesso in gestione dal Vaticano alla società ‘I Borghi’( di Lorenzo Cesa e
Matteo, suo figlio) ristrutturato con i soldi di ARCUS ( vi dice qualcosa?), con la quale la Regione ha stipulato un contratto milionario (1.300.000 Euro circa) per tre anni, a partire dal 2010, per avere un
luogo di ‘rappresentanza’. Il 2010 è l’anno in cui la Polverini arriva
alla Regione e con Lei anche Francesco Artemisio Carducci, già assessore del
sindaco Rutelli, che alla Regione è capogruppo UDC. Naturalmente
Carducci, nonostante il cognome illustre, deve lasciare al momento
dell’incarico in Regione, quello di
amministratore de ‘I Borghi’ che gli era stato passato da Cesa, quando anche la
sua presenza come amministratore si era resa incompatibile con le sue cariche
politiche. Da Cesa a Carducci, e da
Carducci a Toniolo, suo fedelissimo, che
ancora oggi siede in una di quelle Commissioni ministeriali ( Danza. Dal cinema alla musica,
alla danza!) ed amministra, attraverso la società ‘ I borghi’ dei Cesa, l’Auditorium
Conciliazione che fra breve ospiterà l'ennesima edizione del 'Concerto di Natale' e che non è stato concesso al Nobel Dario Fo.
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