lunedì 2 febbraio 2026

Franco Casavola: Il Gobbo del Califfo ( 1929) al Petruzzelli di Bari


Il Gobbo del Califfo
Libretto di Arturo Rossato.(Vicenza 1882 - Milano 1942)
Musica di Franco Casavola (Modugno 1891 - Bari 1955)
Anno: 1929 

L'opera, soggetto tratto da «Le Mille e una notte», fu rappresentata per la prima volta il 4 maggio 1929 al Teatro dell’Opera di Roma, direttore d'orchestra Gino Marinuzzi.


La vicenda è ambientata in una piazzetta di Bagdad. La finestra della casa del Ciabattino è illuminata mentre un giovane canta una melodia d'amore accompagnandosi con il liuto. Al sopravvenire del geloso Ciabattino il giovane fugge via. Passa per strada il Gobbo del Califfo, il buffone di corte, e la Ciabattina annoiata chiede al marito di invitarlo a cena per distrarsi. Il Gobbo accetta l'invito e mangia e beve fino a strozzarsi con una triglia. Marito e moglie lo credono morto e temendo la vendetta del Califfo trasportano il presunto cadavere dietro l'uscio dello studio del Dottore, e lì lo lasciano dopo aver suonato il campanello. Il Dottore spaventato lo trasporta a sua volta sul terrazzo di un vicino e questi presso la casa del Mercante, che lo scopre mentre sta arrivando il Visir. Il Mercante viene condannato all'impiccagione ma il Barbiere si accorge che il Gobbo non è morto ha solo una spina di triglia nella gola. Tolta la spina il Gobbo riprende a respirare e riprende la canzone interrotta seguito dalla folla che inneggia alla gloria di Allah e del Sultano. L'innamorato rientra in scena col suo liuto, si rimette sotto la finestra e riprende la canzone che aveva interrotto ma due guardie lo arrestano e il testo del libretto si conclude così: "Il vecchio canto d'amore segue in istato di arresto il solo canto che vive eterno ed è sempre giovane: quello del popolo".

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