lunedì 19 ottobre 2026

Allarme sud. Dai supermercati alle pompe di benzina. Da non sottovalutare ( da Il Gazzettino)

 Distributori senza carburante, lunghe code e difficoltà nei rifornimenti dei supermercati. La protesta di agricoltori e autotrasportatori contro il caro carburante continua a mettere sotto pressione il Sud Italia, con disagi soprattutto in Puglia, Calabria e Sicilia. E mentre la mobilitazione va avanti, cresce il timore che le conseguenze possano estendersi anche al resto del Paese, con ripercussioni sulle consegne e sui prezzi dei prodotti.

La protesta degli autotrasportatori

Supermercati vuoti e distributori di benzina a secco, cosa sta succedendo al Sud Italia? La protesta e il rischio rincari in tutta Italia

Il prezzo del gasolio continua a pesare su autotrasportatori e agricoltori. Secondo i dati del ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), il diesel ha raggiunto i 2,296 euro al litro sulla rete autostradale in modalità self service e i 2,257 euro sulla rete stradale. Un ulteriore aumento che, secondo le stime del Codacons, fa lievitare il prezzo medio del gasolio di quasi il 40% in più rispetto allo scorso anno. Ormai da giorni Tir e mezzi pesanti e trattori presidiano alcuni punti strategici della rete stradale in Calabria, Sicilia e Puglia. Dalla strada si guarda con grande attenzione a quello che succederà la prossima settimana, quando il ministro dei Trasporti Matteo Salvini incontrerà a Milano le principali sigle dell'autotrasporto prima che il 27 si tenga una riunione al ministero a Roma. In Calabria, così come in Puglia, gli autotrasportatori hanno già annunciato l'intenzione di portare i loro mezzi a Roma in assenza di risposte concrete - «le parole non bastano più» ripetono in coro.

Scaffali dei supermercati vuoti

Le difficoltà nei rifornimenti di carburante e i possibili rallentamenti del trasporto su gomma alimentano la preoccupazione anche per la distribuzione dei prodotti alimentari. Se i mezzi pesanti restano fermi o incontrano ostacoli negli spostamenti, le consegne ai supermercati possono subire ritardi, soprattutto per quanto riguarda i prodotti freschi e deperibili, come frutta e verdura. Il protrarsi della protesta potrebbe rendere più complicato il rifornimento dei punti vendita nelle aree maggiormente interessate dalla mobilitazione, con possibili carenze temporanee sugli scaffali. La situazione resta da monitorare: eventuali difficoltà generalizzate dipenderanno dalla durata dei blocchi e dalla loro estensione ad altre zone del Paese.

Rischio rincari in tutta Italia

La preoccupazione riguarda anche le possibili ripercussioni economiche sul resto d'Italia. Il trasporto su gomma è fondamentale per la distribuzione di alimenti e beni di consumo e un aumento prolungato dei costi del carburante rischia di pesare ulteriormente sulle imprese. Se le spese per i trasporti dovessero continuare a salire, una parte degli aumenti potrebbe essere trasferita sui prezzi finali, con conseguenze per i consumatori. Un eventuale allargamento della protesta o un fermo prolungato dell'autotrasporto potrebbe inoltre compromettere la regolarità delle consegne, rendendo più difficoltoso l'approvvigionamento di supermercati e negozi. Molto dipenderà dall'esito del confronto con il governo e dalla possibilità di individuare misure in grado di rispondere alle richieste delle categorie coinvolte.

L'incontro con Salvini

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Intanto il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini ha confermato l'incontro del 20 ottobre a Milano con gli autotrasportatori, sia con le associazioni nazionali sia con i gruppi spontanei che stanno partecipando alla mobilitazione. «A tutti ho chiesto buon senso e rispetto per il lavoro degli altri», ha spiegato in un'intervista a Rds, sottolineando come alcuni blocchi stiano danneggiando anche l'attività di altri colleghi. Sul tavolo ci sono possibili interventi economici per sostenere il settore: il governo punta a sbloccare risorse già stanziate ma rallentate dalla burocrazia e a stanziare ulteriori fondi per far fronte al caro gasolio. Salvini ha inoltre richiamato il peso delle norme europee sulle emissioni, che incidono in particolare sui collegamenti con le isole. «Faremo tutto quello che è nella nostra disponibilità di fare», ha assicurato il ministro.

La situazione in Sicilia

Scaffali vuoti nei supermercati siciliani, al quinto giorno di sciopero degli autotrasportatori che protestano contro il caro carburante. Non arrivano né frutta né verdura o carni. Anche se questa mattina Salvatore Bella, che guida il Comitato autotrasportatori siciliani (Cts), fa sapere che la protesta riguarda «i porti della Sicilia» ma che le merci non vengono bloccate sullo Stretto di Messina. Né si stanno effettuando blocchi stradali né presidi sulle arterie di collegamento».

Allarme in Campania

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«Nei supermercati di Napoli e in Campania entro un paio di giorni non ci sarà nulla, nessun prodotto fresco. I prodotti non arrivano più da venerdì». Lo dice all’Adnkronos il presidente di Confesercenti Campania, Vincenzo Schiavo, dopo aver preso parte a un tavolo alla Prefettura di Napoli, con l’ascolto delle istanze delle associazioni di categoria, mentre in Campania gli autotrasportatori hanno bloccato autostrade e strade statali per il caro carburanti. «Abbiamo registrato la preoccupazione delle catene di supermercati con gli scaffali pieni solo al 50%, la frutta e la verdura non sono arrivate questa mattina», spiega Schiavo. «Se non arriveranno a destinazione i tir con le merci, tra qualche giorno non ci sarà più nulla da vendere come prodotti freschi». Secondo il presidente di Confesercenti (che domani sarà al tavolo per l’incontro con il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini), la prima soluzione da assumere sarebbe quella del taglio delle accise sui carburanti almeno del 50%. «È una cosa che si può fare, ci sono troppe accise, anche i benzinai avrebbero voluto scioperare come gli autotrasportatori, li stiamo convincendo ad attendere, sul territorio le Prefetture sono state compulsate dalle catene di distribuzione, qui si rischia la paralisi anche per le farmacie, le persone che hanno bisogno di prodotti importanti per la propria salute forse non li troveranno».

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