venerdì 16 ottobre 2026

Giorgio Parisi, Nobel per la Fisica, mette in guardia sul ritorno del nucleare e sui consumi dei grandi Data Center (da HD Green)

 

Nucleare antieconomico e inutile: la bocciatura del Nobel Giorgio Parisi


Il premio Nobel per la Fisica Giorgio Parisi ha definito "antieconomico" il recente ritorno al nucleare approvato da Camera e Senato. Secondo il professore, è preferibile puntare su altre soluzioni attraverso un approccio a 360 gradi che includa edifici, trasporti, infrastrutture e, non ultimi, i cittadini.

Durante la presentazione del suo ultimo libro "Il nostro futuro su un piccolo pianeta bisognoso di cura", Giorgio Parisi è tornato sul tema del nucleare: secondo il fisico, non solo non è economicamente conveniente, ma andrebbe a coprire solo il 2% del fabbisogno energetico nazionale. Piuttosto, l'Italia dovrebbe attuare una politica energetica alternativa al nucleare, e non per il nucleare.

LE ALTERNATIVE

Giorgio Parisi. Credits: Massimo Sestini

Innanzitutto occorre "rilanciare un grande piano per la coibentazione delle case", in grado di garantire un risparmio di energia pari a 5-6 volte quello derivante dal nucleare. A questa misura andrebbero affiancati ulteriori interventi mirati alla manutenzione delle infrastrutture ed allo sviluppo di soluzioni più efficienti per il trasporto dei pendolari, oltre alla creazione di un'agenzia per assistere i cittadini nell'installazione di impianti basati su fonti rinnovabili.

Nel discorso del premio Nobel c'è spazio anche per i data center: realizzarli va bene, afferma, ma le aziende dovrebbero affiancare impianti di energia rinnovabile e sistemi di riciclo dell'acqua.

IL LIBRO

"É come guidare di notte: la scienza sono i fari, ma la responsabilità di non andare fuori strada è del guidatore". Così Giorgio Parisi spiega nel suo libro il ruolo che spetta a ciascuno di noi nella lotta ai cambiamenti climatici: illuminati dalla scienza, certo, ma chiamati a compiere scelte che diano un futuro al nostro pianeta. E il nucleare? Costoso, rischioso e inutile per un Paese che ha nel sole, nell'acqua e nella geotermia le vere risorse della transizione energetica.

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