domenica 18 ottobre 2026

Bugiarda di una Premier di Pietro Acquafredda

 Ora che può, facendosi bella, infierire un duro colpo ai magistrati, bloccando gli aumenti, certo consistenti, ma attesi da tempo, ha la sfrontatezza di affermare coram populo che in cima ai suoi pensieri c'è l'attenzione ai ceti deboli ed ai cittadini bisognosi. Serve proprio per questo  rinfrescare la memoria recente, anzi recentissima della premier Giorgia 'donna, madre, cattolica, italiana' ma scordarella ed anche bugiarda.

 Negli ultimi giorni si è saputo da Palazzo Chigi che il governo intende venire incontro a coloro che nelle famiglie assistono persone malate gravemente non autosufficienti che hanno bisogno della continua presenza di un assistente, parente od estraneo che sia (vedi badante. ma di queste parlo dopo).

 Devolve (devolverà, speriamo che accada, ma a partire dal 2027) Giorgia - perchè di carità si tratta - una cifra mensile, intorno ai 400 Euro a questi assistenti. Prima d'ora per ottenere questa carità occorreva non avere un reddito ANNUO superiore ai 15.000 Euro ( si parla sempre naturalmente di lordo) che è meno di quello che MENSILMENTE percepiscono i professionisti della politica, Meloni compresa - Lei da almeno un ventennio.

 Il Governo, bontà sua, ha portato il reddito a 25.000 Euro, al di sotto del quale si percepirebbe il sussidio.

 Perchè tale magnanimità? Perchè quelli della fascia 15.000 che lo percepivano non ci sono più, sono morti di stenti, e perciò il Governo è passato allo scaglione di reddito successivo dei viventi, anzi dei sopravviventi. 

 Ma c'è anche un altro capitolo che sta a dimostrar,  senza ombra di dubbio, quanto questo governo abbia a cuore la sopravvivenza e la salute di chi la disgrazia condanna a dover assistere un familiare malato grave. 

 La CASSAZIONE ormai due anni fa, a gennaio del 2025, ha stabilito che le spese sostenute per l'assistenza di un malato grave, tutte le spese sostenute, dai medicinali, ai presidi medici alle badanti (sono quasi sempre donne, come la Premier) debbano essere detratte tutte dal reddito famigliare di chi le sostiene. Senza più tetto di reddito, come era prima della sentenza della Cassazione, quando si potevano detrarre alcune spese, nella aliquota del 19%, ma a patto che il reddito non superasse i 40.000 Euro, sempre lordi.

 Dopo quasi due anni, complice la donna, madre, cattolica Giorgia, l'Agenzia delle Entrate non ha ancora emesso la relativa circolare che recepisce la sentenza della Cassazione, né tanto meno adeguato i modelli  della denuncia dei redditi, sui quali elencare ed annotare tali detrazioni.

 Che aspetta Giorgia a sollecitare tale adeguamento dell'Agenzia alla pronuncia della Cassazione.

 O dei magistrati Lei si occupa solo quando può dare loro delle sonore legnate, con il plauso dei cittadini distratti perchè ammaliati dalla Premier che si è fatta da sola (?)  partendo dalla Garbatella, anzi Camilluccia?

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