Per la seconda volta dall'inizio del suo pontificato, il Papa ha avuto un colloquio telefonico con il presidente russo Vladimir Putin. Secondo quanto riferito dalla sala stampa vaticana, nel corso della conversazione «il Santo Padre ha espresso viva preoccupazione per la grave situazione umanitaria nella città di Oleshky, nella regione di Kherson, chiedendo una tregua per consentire l'arrivo di aiuti alimentari e sanitari e l'evacuazione volontaria e sicura della popolazione civile. Leone ha infine ribadito l'impegno della Santa Sede a favore del dialogo e della pace».
A svelare alcuni retroscena della telefonata è stato il segretario di Stato vaticano, il cardinale Pietro Parolin. «È stato il Santo Padre che ha preso l'iniziativa della telefonata per perorare la causa di questa città assediata nella quale si trovano circa 2.000 civili che hanno bisogno di canali per l'uscita, di canali umanitari. Il Papa credo ha chiesto che ci sia una tregua per permettere sia l'arrivo di aiuti aiuti umanitari, soprattutto cibo sia anche l'evacuazione di coloro che devono uscire dalla città». «Spero - ha aggiunto - che di fronte ad una richiesta del Santo padre, il presidente Putin, come dire, accetti di mettere in atto quello che gli è stato chiesto».
Il precedente
Il Papa e Putin si erano già sentiti telefonicamente a giugno del 2025. Da ricordare anche che Papa Leone aveva messo a disposizione il Vaticano come possibile sede di eventuali colloqui di pace tra Russia e Ucraina. Sono poi stati di recente a Mosca due suoi inviati: a fine agosto il Segretario per i Rapporti con gli Stati, mons. Paul Richard Gallagher, e a fine settembre il cardinale Matteo Zuppi come inviato per le questioni umanitarie.
La telefonata
Come affermato dal Cremlino, nella conversazione telefonica Vladimir Putin «ha sottolineato l'importanza della cooperazione russo-vaticana nella promozione di valori spirituali e morali unificanti e nella protezione dei cristiani e dei luoghi di culto cristiani in diverse regioni del mondo». Il presidente russo ha espresso inoltre «sinceri auguri di salute e pronta guarigione» a Papa Leone XIV dopo il recente intervento chirurgico. Nella dichiarazione si legge che «entrambe le parti hanno sottolineato il loro interesse a proseguire il dialogo tra la Chiesa ortodossa russa e la Chiesa cattolica romana».
Il caso di Oleshky
Dopo la richiesta del Pontefice di una tregua a Oleshky, Vladimir Putin ha fornito a Leone «spiegazioni complete circa la responsabilità del regime di Kiev per la difficile situazione umanitaria» creatasi nella città ucraina. Il leader russo ha comunque assicurato sostegno per «l'intenzione del Vaticano di aiutare a creare condizioni per assicurare la sicurezza della popolazione della città e organizzare le forniture vitali». Putin e il Papa hanno quindi «convenuto di interagire a questo riguardo».
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