I catalani Vespres d’Arnadí
per Anima Mea. Bari
Il programma attraversa alcune declinazioni del concerto barocco, mettendo in relazione la centralità del solista con la varietà delle soluzioni formali. Se i primi concerti documentati compaiono nell’op. 6 di Giuseppe Torelli pubblicata nel 1698, fu Antonio Vivaldi, a partire dal secondo decennio del Settecento, a consolidarne il modello: tre movimenti, secondo la successione veloce-lento-veloce, e il dialogo fra i ritornelli dell’orchestra e i passaggi virtuosistici del solista. Un equilibrio dinamico, nel quale il contrasto diventa principio compositivo e motore narrativo.
A offrire un esempio emblematico di questa stagione è il Concerto per oboe in re minore di Alessandro Marcello, pubblicato ad Amsterdam nel 1717. I ritornelli limpidi e la linea cantabile dello strumento solista rivelano una sensibilità affine a quella vivaldiana, mentre il movimento lento si distingue per l’intensità raccolta e l’ornamentazione tipica della prassi barocca. La fortuna dell’opera fu amplificata dalla trascrizione per tastiera realizzata da Johann Sebastian Bach, catalogata come BWV 974.
Di segno diverso, ma altrettanto ricca di possibilità espressive, è la scrittura organistica di Georg Friedrich Händel. Nei concerti dell’op. 4, il compositore si allontana dalla regolarità del modello vivaldiano per articolare percorsi più liberi e mutevoli. L’op. 4 n. 2 alterna una solenne ouverture a un Allegro giocoso e dialogico, a un Adagio di serena bellezza e a un elegante finale; l’op. 4 n. 3 sviluppa ulteriormente questa flessibilità, fino alla delicata Gavotta conclusiva. Due opere che affidano all’organo un ruolo solistico meno consueto, ampliando le possibilità del dialogo con l’ensemble.
A interpretare questo repertorio sarà una formazione che ha fatto della riscoperta del patrimonio barocco e della vitalità dell’esecuzione i propri tratti distintivi. Fondati nel 2005 dal clavicembalista e direttore Dani Espasa e dall’oboista Pere Saragossa, i Vespres d’Arnadí si sono affermati per la freschezza interpretativa, la cura del fraseggio e l’attenzione alle sonorità originali. Accanto a Espasa all’organo e alla direzione e a Saragossa all’oboe, l’organico riunisce Farran Sylvan James e Cati Reus ai violini, Nuria Pujolras alla viola, Oriol Aymat al violoncello e Mario Lisarde al violone.
Le collaborazioni con interpreti internazionali e le presenze nei festival e nelle sale da concerto europee, da Londra a Halle, da Praga a Barcellona, testimoniano il percorso dell’ensemble, la cui discografia comprende musiche di Händel, Charles Desmazures e Josep Mir i Llussà, oltre ai progetti con il contratenore Xavier Sabata «L’Alessandro amante e Invisibili» (2024). Nella stagione 2025-2026 i Vespres d’Arnadí sono ensemble residente del Centro Nacional de Difusión Musical spagnolo.
La diciottesima edizione di Anima Mea è organizzata dall’associazione L’Amoroso con i contributi del Ministero della Cultura, della Regione Puglia e dei Comuni di Bari, Palo del Colle e Sannicandro di Bari, il sostegno della Camera di Commercio di Bari e della Fondazione Puglia e il patrocinio di Rai Radio 3.
Info lamoroso.it/anima-mea - prenotazioni 353.4130148. Abbonamenti e biglietti in vendita su postoriservato.it.
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