mercoledì 21 ottobre 2026

Rogoredo (Milano). Bosco della Musica. Nel 2028 il nuovo Campus del Consrevatoriro di Milano ( da Corriere della sera, di Fabrizio Guglielmini)

 

A Rogoredo apre il cantiere per il Bosco della Musica: nel 2028 il nuovo campus del Conservatorio



Il fulcro sarà un auditorium da 400 spettatori con tecnologie sonore all’avanguardia e ospiterà un calendario annuale di concerti spaziando fra i generi, dal pop alla musica sperimentale.

Rogoredo apre il cantiere per il Bosco della Musica

L’orizzonte è il 2028. Per allora un parco pubblico da 13mila metri quadrati a Rogoredo diventerà il campus Bosco della Musica, sede distaccata del Conservatorio «Giuseppe Verdi», con una specializzazione in pop, rock e jazz. Qui troveranno casa il Dipartimento dei nuovi linguaggi musicali insieme ai corsi di Musicoterapia e al dottorato di ricerca in Musica, Arti performative e Stem, oltre ad un auditorium. Con una doppia valenza: istituzione didattica e spazio per ascoltare concerti, frutto di uno sforzo produttivo che il Conservatorio farà nell’ambito delle musiche extra-classiche. Centrale il punto che ricorda il consigliere delegato Raffaello Vignali: «Il campus e soprattutto le sue strumentazioni tecnologiche di livello europeo saranno accessibili anche ai musicisti esterni al Conservatorio. Questa filosofia porterà proposte sempre nuove e aperte al quartiere in cui ci troveremo a lavorare. Il dialogo partirà da qui e coinvolgerà tutta la città con concerti e altre iniziative con l’obiettivo di creare una comunità di persone che condividono la passione della musica».

Il progetto del nuovo polo, il cui bando risale al 2022, ieri ha fatto il giro di boa post bonifiche con l’inaugurazione del cantiere e la rituale posa della prima pietra di un campus inteso come aperto alla città: le strutture del Conservatorio saranno al centro di uno spazio urbano verde senza recinzioni, un aspetto funzionale e simbolico nella volontà dei progettisti. Hanno partecipato alla cerimonia i vertici del Conservatorio con il presidente Giovanni Fosti e le istituzioni, tra cui il sindaco di Milano Giuseppe Sala, il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana e il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini. La rigenerazione punta in alto visto che si tratta di partecipare al cambiamento di una zona tristemente nota per il bosco della droga che si trova, rispetto al nuovo campus, al di là della ferrovia della stazione di Rogoredo. Ideato dallo studio di architettura Settanta7, il progetto prevede quattro edifici «ispirati alle forme di foglie cadute dagli alberi» ha detto l’architetto Daniele Rangone. 

Il fulcro del campus sarà un auditorium da 400 spettatori con tecnologie sonore all’avanguardia e ospiterà un calendario annuale di concerti spaziando fra i generi, dal pop alla musica sperimentale. C’è poi il recupero della storica palazzina Ex Chimici, destinata alla formazione nei linguaggi pop-rock e jazz, oltre a una residenza universitaria da 210 posti letto. Sul fronte tecnologico, l’istituzione musicale sta sviluppando il progetto Echos per integrare l’AI nei sistemi di apprendimento e nella strumentazione utilizzata dagli iscritti. L’idea di inclusività alla base del progetto garantirà inoltre la piena accessibilità agli studenti disabili. Il presidente del Conservatorio Giovanni Fosti si è concentrato sulla valenza di questa iniziativa che vale 61,6 milioni di euro: «Con la posa della prima pietra del Bosco della Musica si apre una nuova fase della storia del Conservatorio di Milano: la seconda sede sarà il luogo in cui tradizione e innovazione si incontreranno, favorendo il dialogo fra i linguaggi musicali dell’oggi, in un percorso che unisce formazione, ricerca e produzione artistica». Presente anche l’arcivescovo di Milano Mario Delpini che ha benedetto la posa della prima pietra. L’opera è cofinanziata con 20 milioni di euro dal Ministero delle Infrastrutture e 15 milioni di euro dal Ministero dell’Università e della Ricerca. La gestione dell’area è in carico al Provveditorato interregionale alle Opere pubbliche per Lombardia ed Emilia-Romagna. Oltre a queste quote, c’è quella di Regione Lombardia (26,6 milioni), mentre il Comune di Milano ha concesso il lotto e la palazzina Ex-Chimici, cuore della riqualificazione, per 90 anni. Per i progettisti e i decision maker il Bosco della musica dovrebbe contribuire ad arricchire la sinergia di presenze in questa zona a sud est della città, dove già sono inseriti gli studi di Sky e l’Unipol Dome a Santa Giulia.

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