domenica 25 ottobre 2026

Il disperato israeliano chiama il disperato americano e gli chiede aiuto, alla viglia delle elezioni ( da Open, di Diego Messini)

 

Netanyahu, la foto di Tel Aviv distrutta dall’Iran e le chiamate a Trump: «Sostienimi». Fonti Usa: «È disperato» 

netanyahu atomica
A 48 ore dal voto il premier israeliano tenta il tutto per tutto e rilancia sulla minaccia dell'Iran. I segnali di Trump
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A scatenare un acceso scontro politico è stata la pubblicazione, sull’account X del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, dell’immagine di un’esplosione nucleare su Tel Aviv. Il premier ha condiviso un intervento dello scrittore Yuval Blumberg, incentrato sulla natura esistenziale della minaccia atomica iraniana rispetto a qualsiasi altra questione interna o giudiziaria (come lo scandalo “Qatargate” che lambisce collaboratori vicini a Netanyahu, tra cui Jonathan Urich). Secondo la tesi rilanciata, l’arco temporale per neutralizzare il potenziale nucleare di Teheran coincide esclusivamente con i due anni rimanenti del mandato di Donald Trump alla Casa Bianca, prima che un cambio al vertice statunitense possa mutare la postura strategica di Washington.

Trump gioca col fuoco sull'Iran: «Accordo o distruzione?»

Donald Trump ha ribadito di trovarsi di fronte a un bivio riguardo all’Iran: raggiungere un accordo diplomatico o procedere alla totale distruzione militare. «Devo stipulare un accordo o devo farla finita con loro? È questa l’unica domanda», ha ripetuto il presidente in un’intervista a Fox news ribadendo che gli Usa detengono il controllo assoluto dello stretto di Hormuz.

Le chiamate di Netanyahu a Trump: «Sostienimi»

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha chiesto nei giorni scorsi al presidente Trump di manifestare un sostegno pubblico più marcato alla sua campagna elettorale. Lo riporta Axios citando una fonte statunitense informata sui fatti e una fonte israeliana a conoscenza della questione. Secondo la fonte statunitense, la Casa Bianca interpreta l’insistente pressione di Netanyahu come un ‘segno di disperazione’ e un’indicazione del fatto che il leader israeliano ritenga di essere in svantaggio. Neta Molcho, portavoce del partito Likud di Netanyahu, ha smentito che il primo ministro abbia chiesto a Trump di sostenere la sua campagna «nei giorni scorsi o prima del suo endorsement», mentre la Casa Bianca non ha risposto a una richiesta di commento.

La fonte statunitense di Axios ha riferito che Netanyahu ha parlato con Trump due volte negli ultimi tre giorni, chiedendogli di rafforzare il sostegno già espresso la scorsa settimana tramite un post su Truth. Netanyahu avrebbe persino suggerito il testo di ulteriori dichiarazioni di supporto. Una fonte israeliana informata sulle iniziative di Netanyahu ha aggiunto che il primo ministro israeliano ha proposto a Trump di tenere colloqui con giornalisti israeliani per ribadire il proprio sostegno.

La reazione interna: l'opposizione attacca il premier

L’iniziativa digitale di Netanyahu ha suscitato immediate critiche sul piano interno. Yair Golan, leader del partito progressista I Democratici, ha attaccato duramente il capo del governo sostenendo la necessità di allontanarlo dai social network. Secondo Golan, la presidenza e la sua cerchia avrebbero perso il contatto con la realtà, ricorrendo a una narrazione basata sulla paura mentre aumenta la pressione politica e sociale per un avvicendamento alla guida del Paese.

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