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giovedì 19 giugno 2014

Il paese di pulcinella e di berlusconi

In quale altro paese del mondo un condannato si vede un giorno sì e l'altro pure, ad ogni ora, in tv, o lo si ascolta alla radio, o si legge di sue interviste sui giornali, specie su quelli di famiglia, come un cittadino qualunque, LIBERO? Solo da noi è possibile, soprattutto per la pusillanimità di magistrati che temendo di essere ripresi, hanno concesso al condannato Berlusconi  agi di cui perfino  i cittadini liberi non godono. L'altro ieri lo abbiamo visto anche negli uffici della Camera dei Deputati, nonostante egli sia decaduto da parlamentare per effetto della condanna definitiva,accolto da uscieri e militari che l'hanno salutato come si saluta uno statista, non uno stagista in regime di rieducazione.
 Ma in questi giorni un'altra tegola potrebbe abbattersi sulla sua testa; questa volta i magistrati decideranno di non tenerne affatto conto e di concedergli, per buona condotta, il condono della pena?
 Tanto più che le famose Olgettine, quelle coinvolte nel processo, insieme a Ruby ed alla 'igienista orale' Minetti, sfileranno in tribunale con pance che attestano inequivocabilmente lo stato di gravidanza o con i pargoli, nati da poco, al seguito. E' chiaro che non si tratta di una sporca manovra difensiva studiata dai legali del cav. Le ragazze con la loro gravidanza avanzata o la maternità grideranno al popolo italiano che loro non potevano,  una dozzina di mesi prima, fare le... perchè secondo le parole di un celebre scrittore russo, la maternità sta a  dimostrare che ogni gravidanza è VERGINALE, come quella di Maria. Ci è consentito il paragone? Almeno Maria ce lo consenta.
 A proposito di signorine di buona famiglia, la Pascale, fidanzata del cav, dopo la rinuncia della Berlusconina Marina, ha comunicato che non scenderà in politica. Ma come, non era finita l'epoca delle signorine fatte scendere in politica dal capo, senz'altro merito che...?
  Con il capo in libertà vigilata, ma non troppo,  i gregari che fanno? Si danno da fare per gridare a mondo che esistono.
 Alfano, ormai dimenticato anche dalla cronache  dei quartieri, tenta il colpo grosso, annunciando in anticipo che l'assassino della Gambirale, è stato individuato. Il Procuratore incaricato reagisce duramente. Che altro poteva fare, se sulla scena politica si hanno solo mezzi ministri, mezzi parlamentari, mezzi sottosegretari e mezzi capigruppo? Per fare una testa ce ne vorrebbero in ogni ruolo almeno due, ma non è facile metterli d'accordo e farli accoppiare.
 Anche in Europa il cav. ha inviato mezzi parlamentari, come l'illustre Tajani, il quale poco prima della fine del suo mandato come commissario a Bruxelles, avvia una procedura di infrazione contro l'Italia per i ritardi nei pagamenti della pubblica amministrazione. Avete capito? Lui che è a Bruxelles in vacanza e per conto del cav.  e che ha taciuto per tutti gli anni del suo mandato e dei governi del suo padrone,  ora, su suggerimento del suo padrone, fa arrivare un siluro al governo Renzi. Un siluro - che neanche lui sa di aver sparato, perchè il pulsante l'ha schiacciato qualcun altro da Arcore - che il ministro Padoan, solitamente compassato, ha definito INSPIEGABILE.
 No, caro ministro Padoan, finchè non verranno sostituiti in tutti i ruoli politici i mezziuomini  e le donnine ( le poche signore ce lo perdoneranno!),  mettendoci  uomini interi e donne vere, avremo queste sorprese; mettiamoci l'anima in pace.

domenica 27 ottobre 2013

L'azienda Forza Italia

 Chi non lo avesse ancora capito fino in fondo, Berlusconi è l'industriale che 20 anni fa ha fondato Forza Italia, la sua seconda azienda, accanto a Mediaset, forse anche per salvare la prima. Non importa. Ci ha messo dei soldi, forse tanti, ma i calcoli li ha fatti bene, perchè i conti di mediaset, per molti anni sono andati a gonfie vele, oggi un pò meno. Ma in tempo di crisi anche i ricchi possono piangere.
Ora accade che il Popolo delle libertà, nato sulle ceneri di Forza Italia, terza sua industria, viene chiuso, e il padrone torna a Forza Italia. Chiama il management, nel consiglio di amministrazione con sede a palazzo Grazioli, e dice che tutte le cariche sono azzerate, esattamente come si fa nelle ristrutturazioni aziendali. Berlusconi avoca a sé ogni delega o incarico, in attesa di  trovare nuovi manager a cui affidare la guida della sua nuova-vecchia azienda. E di indicare anche il suo successore al vertice, fra i membri della sua famiglia, proprietari dell'azienda, quantomeno maggiori azionisti - si fa il nome di Marina, la tosta.  Intanto  ha da saldare alcuni debiti che ammontano ad un centinaio di milioni, per i quali è difficile possa chiedere contributi ai manager che ha appena scalzato dai posti di comando. Dunque lui paga, e solo lui, i debiti, perchè è lui il padrone dell'azienda e l'amministratore delegato pro tempore. Si tiene del vecchio management solo la sua femme de chambre, segretaria particolare, la parlamentare Rossi, che lo segue passo passo come un ombra e che dunque parlamentare è stata assai poco, occupatissima a reggere l'ingorgata segreteria del  padrone. Il quale deve quanto prima passare comunque la mano perchè è stato condannato per frode fiscale, con condanna definitiva e quindi fra breve, dovrà scontare la pena in affidamento ai servizi sociali, visto che il carcere per un reato in fondo veniale come quello della frode fiscale, il carcere non è previsto e neanche una multa che farebbe arrivare nelle casse dello Stato quei  sei milioni evasi, più interessi. I manager messi alla porta dal padrone e quei pochi che se ne sono andati sua sponte, quando hanno visto le cattive acque in cui navigava  dell'azienda, ora si sono messi su pizza in cerca di un nuovo padrone, esattamente come fece Leporello alla morte del suo Don Giovanni  - l'accostamento a Don Giovanni non tanto per il prestigio del mito quanto per le debolezze umane dei due ha perseguitato il capo azienda e continua tuttora a   perseguitarlo. Quei manager, infatti, abituati a mangiar caviale ed a bere champagne, alla faccia del padrone, prima di accontentarsi di bruschetta e gazzosa, vogliono provarle tutte. Per tener alto il nome del Paese.