lunedì 19 ottobre 2026

Il papa, dopo Putin, chiama anche Zelensky. Trump: Zelensky non vuole porre fine alla guerra ( Rai News.it)

 

devastazione degli attacchi russi su Kiev

IL PUNTO: Zelensky incalza Congresso su aiuti, Trump sempre più distante

I ritardi nelle consegne dei missili intercettori Patriot, le continue restrizioni all'accesso a Starlink per i soldati ucraini e l'interruzione ingiustificata delle allerte sui lanci di missili russi. La situazione descritta dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky, in una videochiamata con una rappresentanza bipartisan di rappresentanti americani del Congresso, e' - dice - "la piu' difficile dall'inizio di questa guerra". A renderla tale e' stato il repentino cambio di posizione dell'amministrazione Trump. Una svolta filorussa - lascia capire Zelensky - che rende Kiev, oggi, molto piu' vulnerabile agli attacchi di Mosca. L'incontro da remoto con il leader ucraino e' stato voluto e organizzato dal senatore democratico Richard Blumenthal e dal collega repubblicano Thom Tillis, politici che in passato hanno spesso collaborato su iniziative bipartisan. Un incontro che ha permesso a membri del Congresso di informarsi direttamente sulla situazione in campo ucraino, dando a Zelensky l'opportunita' di stilare il suo 'cahier de doleance' nei confronti dell'amministrazione. E cercare di ottenere risposte.L'Ucraina - ha deplorato Zelensky - continua a subire restrizioni sulla velocita' di funzionamento dei servizi Starlink e Starshield in vari settori del fronte. Restrizioni che compromettono la logistica in prima linea, le capacita' di attacco a medio raggio dell'Ucraina e la sua capacita' di difendersi dai droni russi. "Non abbiamo ancora una spiegazione per tutto questo. Purtroppo sentiamo solo diverse storie strane", ha osservato Zelensky secondo quanto riportato dai media ucraini. Altri problemi sono arrivati, sempre secondo quanto riferito dal presidente ucraino, con l'interruzione della condivisione dell'intelligence e con il fatto che il segretario alla Difesa Pete Hegseth "non sta autorizzando la consegna degli intercettori per i sistemi Patriot e dei missili Aim-9X" destinati alla difesa aerea Nasams, "nonostante i Paesi Nato li abbiano gia' pagati". "Potremmo sospendere gli attacchi alle raffinerie di petrolio russe per 30 giorni. In cambio - ha sottolineato Zelensky, secondo quanto riportato da Ukrinform - ci aspetteremmo che l'America ci aiutasse a proteggere i nostri cieli per quegli stessi 30 giorni in particolare con i missili intercettori Patriot. Sarebbe giusto, ma purtroppo non abbiamo riscontrato alcuna disponibilita' ad aiutarci nemmeno con questa opzione". Circostanza, quest'ultima, confermata ieri anche da funzionari statunitensi che al Washington Post, in condizione di anonimato, hanno spiegato come alcuni trasferimenti di missili intercettori Patriot provenienti da paesi amici dell'Ucraina, hanno comunque bisogno dell'approvazione di Hegseth per essere trasferiti a Kiev. Hegseth, sempre secondo quanto rivelato dai funzionari al Wp, "non ha formalmente respinto i trasferimenti, ma non ha nemmeno completato le procedure necessarie per approvarli. 

Droni russi hanno distrutto in un mese 40 terminali Starlink a Kharkiv

Droni russi hanno distrutto più di 40antenne, stazioni di comunicazione e terminali Starlink delle Forze Armate ucraine nella regione di Kharkiv nel corso dell'ultimo mese. A riferire il dato è l'agenzia russa Ria Novosti, che riferisce di un colloquio con un comandante russo. "In un mese, gli operatori di droni FPV delle unità della 6ªArmata combinata delle Guardie del Gruppo Forze del Nord hanno distrutto più di 40 antenne, stazioni di comunicazione e terminali Starlink appartenenti a militanti delle Forze Armate ucraine nella regione di Kharkiv", ha affermato il militare.

Zelensky: "Abbiamo finito i Patriot, è una decisione politica americana"

Il presidente dell'Ucraina Volodymyr Zelensky ha rivelato ai senatori americani la mancanza di Patriot per contrastare gli attacchi russi. "Non ci sono praticamente più intercettori Patriot forniti dai nostri partner statunitensi", ha detto durante un collegamento video, secondo Axios. 

"Tutto questo lascia pensare che sia stata presa una decisione politica per rallentare il sostegno a nostro favore", ha aggiunto Zelensky. "Vogliamo capire che cosa sta succedendo, perché sta succedendo e dove ci porterà tutto questo", ha concluso.

Zelensky: "Gli USA ritardano deliberatamente la consegna dei Patriot già pagati"

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky si dice certo che Washington stia deliberatamente ritardando la consegna di missili intercettori all'Ucraina: parlando davanti ai senatori statunitensi, Zelensky ha affermato che "il Pentagono sta ritardando la consegna di missili" già pagati da alcuni Paesi europei nell'ambito del programma Purl (Prioritised Ukraine Requirements List). 

Secondo Zelensky, la spedizione è in attesa della firma del Segretario alla Difesa statunitense, Pete Hegseth. Zelensky ha inoltre riferito che diversi paesi europei sarebbero pronti a trasferire missili intercettori Patriot dai propri arsenali, ma restano in attesa dell'autorizzazione da parte degli Stati Uniti. "I missili sono pronti e potrebbero già trovarsi in Ucraina. Ma, purtroppo, l'autorizzazione non è ancora arrivata. Tutto ciò suggerisce che sia stata presa una decisione politica volta a rallentare il sostegno nei nostri confronti".

USA, Trump: "Zelensky lasci qualcun altro negoziare per Kiev"

Il presidente statunitense Donald Trump ha dichiarato oggi dalla Casa Bianca che Volodymyr Zelensky non sta offrendo alcun contributo ai negoziati e non desidera che

il conflitto in Ucraina abbia fine.

"Zelensky non è di grande aiuto. Credo che non voglia porre fine

al conflitto", ha affermato Trump ai giornalisti, commentando la

situazione in Ucraina.

"Penso che sia arrivato il momento che qualcun altro negozi per conto dell'Ucraina. La questione si sarebbe potuta risolvere molto tempo fa, se lui mi avesse dato ascolto", ha aggiunto Trump.

Trump ha anche criticato Zelensky per aver affermato che il leader statunitense si trova dalla parte sbagliata della storia

riguardo al conflitto in Ucraina.

"Zelensky non sa di cosa parla", ha detto il presidente americano

ai giornalisti.

  Zelensky dopo attacco russo a Kharkiv: "Atrocità assoluta"

Il presidente Zelensky ha commentato così su X l'attacco russo su Kharkiv che ha causato 6 morti e tra questi tre bambini: "Un terribile attacco russo nella

regione di Kharkiv: un missile Shahed ha colpito un parco giochi. Un'atrocità assoluta. Sei persone sono morte, tra cui tre bambini. Anche una bimba su un passeggino. Si chiamava Angelina, aveva poco più di un anno , era nata nell'agosto del 2025…. Sua madre si chiamava Inna ed è morta in ospedale… L'altra bambina uccisa aveva 11 anni. Le mie condoglianze alla sua famiglia e ai suoi amici".

"Sono grato a tutti coloro che sostengono l'Ucraina in queste

condizioni e ci aiutano ad abbattere gli "Shahed", a fermare gli attacchi russi. Queste sono immagini terribili, ma dietro di

esse ci sono vite spezzate e la verità su questa guerra.

Dobbiamo proteggere le vite. Abbiamo bisogno di difesa aerea per l'Ucraina. Chiediamo che le sanzioni contro la Russia non vengano revocate finché non cesseranno le uccisioni. Chiediamo all'America di essere forte, chiediamo che applichi la legge Lindsey Graham. Chiediamo all'Europa di continuare a sostenerci.

Le chiediamo di fare tutto il possibile affinché si raggiunga la

pace e la sicurezza sia garantita. L'Ucraina vuole la pace. È la Russia che ha insistito sulla continuazione delle uccisioni per tutto questo tempo. Il mondo ha abbastanza potere per fermare la guerra. Dobbiamo finalmente usare questo potere, contro gli assassini", ha concluso Zelensky. 

Santa Sede, telefonata tra il Papa e Zelensky: "Chiesti aiuti per l'evacuazione di Oleshky"

"Nella giornata odierna Leone XIV ha avuto un colloquio telefonico Volodymyr Zelensky, Presidente dell'Ucraina. Nel corso della conversazione, il Santo Padre ha richiamato la grave situazione nella città di Oleshky, nella regione di Kherson, facendo riferimento alla richiesta di una tregua umanitaria già presentata al Presidente della Federazione

Russa. Il Santo Padre ha auspicato che la collaborazione di entrambe le parti possa consentire l'arrivo di aiuti alimentari e sanitari e l'evacuazione volontaria e sicura della popolazione civile". Così la Sala Stampa della Santa Sede. 

Sergey Lavrov (Russia): "Né l'Ucraina né i suoi alleati europei sono pronti per i negoziati"

"Né Kiev né i suoi alleati europei sono pronti per i negoziati", ha affermato il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov. Lo ha dichiarato nella conferenza stampa congiunta a seguito dei colloqui con il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi. "Ho ringraziato i nostri amici per la loro posizione obiettiva sulla crisi ucraina, li ho informati degli ultimi sviluppi e degli sforzi intrapresi in questo ambito per garantire il raggiungimento incondizionato degli obiettivi dell'operazione militare speciale, preferibilmente attraverso negoziati", ha affermato Lavrov, citato da Tass. "Ma né il regime di Kiev né i suoi alleati europei sono chiaramente pronti", ha aggiunto il ministro russo.

17 miliardi la spesa italiana stimata per il sostegno a Kiev

In assenza di "dati ufficiali pubblici", l'Osservatorio Milex, attivato nell'ambito della Rete italiana pace e disarmo, stima in 17 miliardi la spesa finora dell'Italia per contribuire agli strumenti finanziari europei di sostegno diretto e indiretto allo sforzo bellico ucraino. Di questi, almeno 4 miliardi per il sostegno strettamente militare tra contributi all'European Peace Facility e al settore militare dell'Ukraine Support Loan. 

Tutto questo, sottolinea Milex, "al netto dei circa 3 miliardi di euro in armamenti che l'Italia ha finora inviato a Kiev attraverso dodici pacchetti di aiuti militari, solo in minima parte rimborsati dall'Epf". 

Cremlino: “Nessuna proposta concreta” sul trilaterale con Xi e Trump, “impossibile una soluzione del conflitto senza qualcuno di Kiev”

Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, parlando nel consueto briefing con la stampa, ha affermato che Washington "continua i suoi sforzi di mediazione e mantenimento della pace" e che la Russia "li apprezza molto". Ha inoltre sostenuto che una soluzione definitiva del conflitto non può essere raggiunta senza la partecipazione di rappresentanti ucraini: "Naturalmente, una soluzione definitiva del conflitto in Ucraina senza la partecipazione di qualcuno di Kiev, disposto ad assumersi delle responsabilità, è impossibile".

Riguardo all'ipotesi di un incontro tra Vladimir Putin, Xi Jinping e Donald Trump, Peskov ha spiegato che il tema è stato menzionato soltanto in via teorica, poiché tutti e tre i leader potrebbero partecipare a un vertice in Cina. "Considerando che tutti e tre i capi di Stato potrebbero partecipare al vertice in Cina, il tema di questo ipotetico incontro è stato effettivamente menzionato", ha dichiarato. Ha però precisato che "non sono state discusse né formulate proposte concrete o accordi, né sull'incontro stesso né sul possibile ordine del giorno e sui suoi contenuti". 

Peskov ha poi commentato le proteste e i disordini registrati in diversi paesi europei, definendoli il segnale di una crisi profonda. "È difficile dire se si tratti di una crisi sistemica o non sistemica. Ma che si tratti di una grande crisi è evidente", ha affermato. Secondo il portavoce del Cremlino, i disordini "sono ormai al limite del caos". Ha aggiunto che il fenomeno, partito dalle maggiori città francesi, "si è esteso all'Italia e comincia a estendersi ad altri paesi". Pur parlando di una chiara manifestazione di crisi, ha sottolineato che "si tratta comunque di una questione interna di questi paesi".

Quanto ai cambiamenti nel governo russo, Peskov ha riferito che "questa mattina si è svolto un incontro tra il presidente e il presidente del governo Mikhail Mishustin. Mishustin ha presentato proposte di modifiche nella composizione del governo. Sono state sostenute dal presidente". Ha spiegato che le candidature saranno ora esaminate dal parlamento in base alle procedure previste dalla Costituzione.

Secondo Peskov, la rotazione degli incarichi governativi è "un fenomeno assolutamente normale" e Mishustin "continua il suo lavoro e promuove i cambiamenti che ritiene necessari per proseguire efficacemente l'attività del governo". Ha inoltre evidenziato il ruolo centrale del ministero delle Finanze nell'attuale fase economica, affermando che la necessità di mantenere la stabilità macroeconomica ne accresce ulteriormente l'importanza.

Il portavoce del Cremlino ha spiegato che la proposta di nominare Anton Siluanov vicepremier oltre che ministro delle Finanze deriva dall'esigenza di "un ulteriore coordinamento della disciplina finanziaria" e comporterà per lui poteri più ampi. Ha inoltre ricordato che Putin ha approvato la proposta di conferire onorificenze statali ai vicepremier uscenti per il loro contributo al lavoro del governo e ha precisato che tutti i vicepremier continueranno a svolgere le proprie funzioni fino alla firma dei relativi decreti presidenziali.

Rubio: “Si è parlato di un incontro con Putin e Xi, Trump vuole che la guerra finisca”

Su un possibile incontro tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, il presidente russo Vladimir Putin e il leader cinese Xi Jinping per negoziare la fine del conflitto in Ucraina, il segretario di Stato Usa Marco Rubio, in missione in Uzbekistan, ha dichiarato: "Si è parlato di un incontro. Non so se sia stato ufficializzato, ma il presidente è stato chiaro. Vorrebbe che la guerra tra Ucraina e Russia finisse". 

Rubio ha inoltre negato che gli Stati Uniti abbiano sospeso parte della condivisione di informazioni di intelligence con l’Ucraina, contraddicendo quanto affermato ieri da Volodymyr Zelensky: “Non so da dove tragga queste informazioni né perché le stia dicendo alla stampa. Dovreste tornare da lui e chiederglielo. Non c’è stata alcuna interruzione”, ha detto il segretario di stato, “ciò su cui dovrebbe concentrarsi, e ciò su cui vogliamo concentrarci noi, è porre fine a questa guerra. È su questo che dovrebbe concentrarsi” 

Il WSJ: "Putin propone un vertice tra lui stesso, Trump e Xi"

Il presidente russo Vladimir Putin ha proposto che lui, il presidente Trump e il leader cinese Xi Jinping si incontrino il mese prossimo per discutere dell'Ucraina, nel tentativo di negoziare una fine al conflitto quadriennale che favorisca Mosca, secondo quanto riferito dal Wall Street Journal. 

"Il piano - scrive il Wsj - rappresenta un tentativo da parte di Putin di trarre vantaggio dal miglioramento dei rapporti tra Trump e il leader russo, che ha allarmato l'Ucraina e i suoi alleati a Washington e in Europa. Un vertice di questo tipo - senza il coinvolgimento del presidente ucraino Volodymyr Zelensky - sarebbe senza precedenti e farebbe scattare l'allarme nelle capitali europee e non solo".

Trump: "Zelensky non vuole porre fine alla guerra"

Il presidente Usa, Donald Trump, in un post pubblicato sul suo social Truth ha accusato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky di non voler porre fine alla guerra. "Zelensky sta prendendo di mira le raffinerie di gasolio in Russia, sapendo che questi attacchi stanno danneggiando gravemente i mercati mondiali del diesel, compresi quelli degli Stati Uniti. Agricoltori, allevatori e imprese di ogni tipo ne stanno soffrendo enormemente, ma la Russia sta comunque inviando, a basso prezzo, milioni di barili di gasolio al mondo. A Zelensky non importa e, francamente, con tutti i soldi che l’Europa gli sta notoriamente dando, e che quel disonesto di Joe Biden gli ha dato in passato, non vuole porre fine a questa guerra, e probabilmente non ha mai voluto farlo", ha scritto Trump. "Avrebbe potuto concludere un accordo migliore due anni fa rispetto a quello che può ottenere ora. Il suo Paese è in rovina, gran parte del suo territorio è andato perduto, i suoi oceani e mari sono scomparsi e la sua popolazione maschile è ridotta, ferita e/o morta. Voglio che questa guerra finisca!", ha aggiunto.

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