Colpo di scena: ci sarà un cessate il fuoco localizzato per permettere l’evacuazione di Oleshky e l’artefice di questo successo diplomatico è niente meno che Melania Trump. La first lady ieri ha fatto sapere tramite la Casa Bianca di aver trovato un accordo con entrambe le parti. Secondo la nota, la first lady e un suo rappresentante hanno lavorato direttamente con le leadership russa e ucraina per definire obiettivi, procedure tecniche, tempi e condizioni dell’accordo. “La situazione a Oleshky è terribile. È una città di prima linea in guerra sull’orlo del disastro. La popolazione rimasta è composta principalmente da anziani che hanno urgente bisogno di cure mediche, medicine, cibo e acqua pulita – spiega Melania Trump –. Gli abitanti di Oleshky hanno un accesso limitato all’elettricità, vivono in mezzo a strade minate e subiscono frequenti attacchi militari”.
Secondo la Casa Bianca la first lady avrebbe anche dichiarato che “era abbastanza chiaro che, senza il mio intervento, la possibilità di portare aiuto umanitario nella città e far uscire gli anziani sarebbe stato impossibile”. Una frecciatina che sembra rivolta più che all’inconcludente consorte, a Papa Leone XIV, che proprio nei giorni scorsi aveva esortato la comunità internazionale a intervenire.
La Russia ha fatto sapere che il cessate il fuoco partirà alle 4 del mattino del 27 ottobre per favorire l’evacuazione della città, dove sono rimasti solo poche centinaia di anziani. “È stata un’iniziativa di Melania ed entrambe le parti sono state d’accordo – ha spiegato il presidente Trump - Non sarà nei colloqui, anche se non è proprio l’idea peggiore che abbia mai sentito. Lei è concentrata sul salvataggio dei bambini”.
Intanto la guerra continua, con il presidente Volodymyr Zelensky che sta facendo di tutto per non apparire il sabotatore di una possibile pace e dunque tirarsi contro le ire del tycoon. “Siamo pronti a incontrarci in qualsiasi giorno, anche domani – ha dichiarato - Ma tutto dipende dai russi. Ci aspettavamo anche un incontro trilaterale questo ottobre. Ma non è successo, perché i russi hanno trovato un’altra ragione per non incontrarci”.
Il numero uno di Kiev deve fare attenzione a non irritare Washington anche per evitare che si aggravi la situazione con Starlink e la fornitura dei Patriot. “I limiti di velocità su Starlink e Starshield sono ancora attivi. La velocità non è stata ripristinata. E la consegna degli intercettori per proteggerci dai missili balistici russi è ancora in ritardo. Questo è un vero problema, perché i russi ci attaccano quasi ogni singolo giorno” ha detto il presidente ucraino.
Alla mediazione, comunque, dovrebbe partecipare anche l’Unione europea e a questo proposito, secondo il Daily Telegraph, a Bruxelles c’è una rosa di nomi da cui scegliere il mediatore per porre fine al conflitto con Mosca. Nella shortlist compaiono la premier Giorgia Meloni, il presidente finlandese Alexander Stubb, quello ceco Petr Pavel, la premier danese Mette Frederiksen e il premier norvegese Jonas Gahr Store.
Infine, ieri gli aeroporti internazionali di Mosca sono stati chiusi al traffico a causa di un allarme aereo provocato da attacchi di droni ucraini: in quello di Sheremyetevo, il principale scavo della capitale, sono stati evacuati tutti i passeggeri.
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