sabato 24 ottobre 2026

Barletta, Palazzo San Domenico. Opere della Collezione Roberto Malini in mostra. Dal 19 novembre al 4 febbraio

 

“ETZ ḤAYIM – L’ALBERO DELLA VITA. L’ARTE SALVATA DALLE RADICI AL CIELO


Il prossimo 19 novembre 2026 alle ore 17.00 a Barletta (in Puglia), negli storici spazi del Chiostro di Palazzo San Domenico (via Cavour 8) si inaugura la mostra “ETZ HA ḤAYIM – L’Albero della Vita. L’arte salvata dalle radici al cielo. Opere dalla Collezione grafica e pittorica di Roberto Malini”. L’esposizione gode del patrocinio di Comune di Barletta, Regione Puglia, Puglia Culture, Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, l’agenzia di eventi culturali Lumen e del sostegno della Fondazione Banca Popolare di Puglia e Basilicata ETS e rimarrà aperta al pubblico sino al 4 febbraio 2027.

La Mostra presenta una selezione di 68 opere provenienti dalla vasta collezione – oltre 400 opere – raccolta in più di 20 anni di ricerche dal poeta, scrittore e attivista per i diritti umani Roberto Malini e oggi affidata alla Fondazione Istituto di Letteratura Musicale Concentrazionaria ETS con sede a Barletta, promotrice dell’evento. Trattasi di opere che mediante linguaggi e vicende differenti restituiscono bellezza della cultura ebraica d’Europa europea e memoria della Shoah che si abbattè sulla popolazione ebraica d’Europa, trattandosi prevalentemente di opere d’arte realizzate prima, durante e dopo la Seconda Guerra Mondiale. Un patrimonio recuperato dai tragici eventi del Novecento grazie a Roberto Malini e che oggi costituisce un unicum con il quarantennale lavoro di ricerca della Fondazione ILMC nell’opera di recupero e promozione della musica prodotta in deportazione e prigionia militare dal 1933 al 1953.  

“Le opere riunite in questa Mostra – dichiara Roberto Malini, curatore dell’esposizione insieme alla storica dell’arte Carol Morganti – sono come semi sottratti alla distruzione. Sono disegni realizzati durante la persecuzione, incisioni sopravvissute alla dispersione degli atelier, dipinti attraverso i quali gli artisti scampati allo sterminio hanno restituito forme e colori a un mondo quasi cancellato. Riemergono così, accanto a immagini della persecuzione, i villaggi ebraici dell’Europa orientale, gli shtetl, le sinagoghe, i mercati, i musicisti sui tetti, le feste e i matrimoni. E soprattutto i volti di uomini, donne e bambini, ciascuno con la propria storia, la propria identità, la propria irripetibile presenza. Al centro di questo percorso non è la morte, ma la vita. Una vita che l’arte custodisce, interroga e rinnova, trasformando la memoria in conoscenza e la perdita in una possibilità di incontro.”

“Quando abbiamo scelto il titolo da attribuire alla Mostra ossia L'albero della Vita – aggiunge Francesco Lotoro, presidente della Fondazione ILMC che ha promosso l’evento – l'elemento prioritario che mi ha affascinato non è stato l'Albero bensì la Vita; avendo tutti noi scelto di presentare la Mostra nella doppia grafia in italiano ed ebraico, ho riflettuto sul termine ebraico equivalente ossia Chayim, una parola complessa declinata al singolare ma con la desinenza dei termini ebraici al plurale; in effetti la Vita è un fenomeno che non può calcolarsi sull'individualità bensì trattasi di un processo collettivo. Chayim nel suo equivalente numerico ebraico è 68, tanti quanti sono i quadri della Collezione Roberto Malini esposti a Barletta; un numero forte, travolgente, equivale a 17 moltiplicato per quattro laddove 17 equivale alla parola ebraica tov ossia Bene. Quando si espande e diviene onnicomprensivo di tutte le realtà materiali, astrali e spirituali, in quell'istante il Bene si trasforma nella Vita di tutti gli uomini”.

“Le 68 opere della Collezione di Roberto Malini - osserva la presidente dell’UCEI Livia Ottolenghi - sono molto più di testimonianze artistiche: sono frammenti di  memoria che restituiscono voce e dignità alle vittime della Shoah, opponendosi all’oblio e all’indifferenza. In un tempo in cui assistiamo a un nuovo e preoccupante riemergere di manifestazioni di antisemitismo, iniziative culturali come questa sono essenziali per contrastare l’odio, promuovere la conoscenza e trasmettere alle nuove generazioni il valore della memoria e del rispetto. Che quest’Albero della Vita continui a mettere radici nella memoria e a protendersi verso un futuro di pace, consapevolezza e umanità”.

“La Fondazione Banca Popolare di Puglia e Basilicata -  sottolinea il presidente Giovanni Rosso - sostiene la mostra per il suo valore culturale e civile, in linea con i propri obiettivi di promozione della cultura, tutela della memoria e crescita sociale del territorio. La collaborazione con la Fondazione ILMC si inserisce in un progetto più ampio, volto a creare un soggetto gestore del suo patrimonio, per conservarlo, valorizzarlo e renderlo accessibile nel tempo, a beneficio della comunità e delle future generazioni.”

Info Mostra:
BARLETTA • PALAZZO SAN DOMENICO, VIA CAVOUR 8   
Inaugurazione: giovedì 19 novembre 2026, ore 17.00   
Orari: lunedì–venerdì: 9.30–13.30 / 15.30–18.30 | Sabato e prefestivi: 9.00–13.00   
Chiuso nel pomeriggio del sabato e dei prefestivi, la domenica e nei festivi  
Ingresso gratuito   
Catalogo (ILMC Edizioni), acquistabile presso la mostra
Info e prenotazioni (solo per scuole e gruppi organizzati): info@fondazioneilmc.it

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