Ruggero Leoncavallo: raffinato ed eclettico
Anche musicalmente questa Bohème rivela un Leoncavallo ben più complesso dell’autore identificato quasi esclusivamente con Pagliacci. La partitura attraversa registri diversi, dalla leggerezza dell’operetta e del pastiche settecentesco a una scrittura cromatica, appassionata e a tratti brutale. «Nella Bohème di Leoncavallo troviamo un autore raffinatissimo», osserva Andrea Battistoni, «capace di un eclettismo che intreccia l’eleganza settecentesca a un linguaggio cromatico al passo con i linguaggi europei del tempo».
La presenza di Bohème di Leoncavallo a Torino è rarissima: l’ultima rappresentazione risale al 1905, al Teatro Vittorio Emanuele, sotto la direzione di Tullio Serafin. La riscoperta del titolo è uno dei cardini del Festival Verismo, il progetto con cui il Teatro Regio apre la Stagione 2026/2027: quattro opere di Mascagni e Leoncavallo, quattro nuovi allestimenti, un unico direttore d’orchestra e due registi impegnati nella costruzione di una visione drammaturgica comune. Accanto ai due capisaldi Cavalleria rusticana e Pagliacci, La bohème e Iris mostrano infatti il volto meno conosciuto dei due compositori e la loro capacità di confrontarsi con le trasformazioni artistiche e sociali di fine Ottocento.
Il cast
Il cast è interamente al debutto nei rispettivi ruoli e riflette anche la diversa distribuzione vocale scelta da Leoncavallo rispetto a Puccini. i tenori Matteo Lippi/Arseny Yakovlev vestono i panni di Marcello, Anna Goryachova/Lamia Beuque (Musette), il baritono Alessandro Luongo è Rodolfo, Francesca Dotto/Sara Cortolezzis (Mimì), Simone Del Savio/Ramiro Maturana (Schaunard), Francesco Salvadori (Colline), Matteo Peirone (Barbemuche), Pablo Gálvez (Il visconte Paolo), Manuela Custer (Eufemia), Manuel Pierattelli (Gaudenzio), Roberto Covatta (Durand), Nicola Pamio (Un becero), l’artista del Regio Ensemble Adrian Autard (il signore del primo piano), Daniela Valdenassi/Laura Realbuto (la vecchia), Alessandro Agostinacchio/Wankyung Park (l’impiegato), Caterina Borruso (la moglie dello speziale), Alejandro Escobar/Marino Capettini (lo speziale), Ilaria Lucille De Santis/ Lyudmyla Porvatova (Prima figlia dello speziale) e Roberta Garelli/ Maria Di Mauro (Seconda figlia dello speziale).
Bozzetti, figurini e memorie dal Museo Leoncavallo di Montalto Uffugo
La produzione è accompagnata dall’esposizione nel Foyer del Toro di preziosi documenti tra i quali sono esposti i bozzetti e i figurini originali della prima assoluta dell’opera a Venezia nel 1897, insieme a oggetti e documenti legati al compositore, tra cui la bacchetta personale e un autografo. I materiali sono stati prestati per l’occasione dal Museo “Ruggiero Leoncavallo” di Montalto Uffugo, cui va il ringraziamento del Teatro Regio.
Il Festival Verismo prosegue
Il Festival prosegue fino al 22 novembre e comprende anche Cavalleria rusticana, Pagliacci e Iris. Nell’ultimo fine settimana di ottobre e nei primi due di novembre sarà possibile assistere all’intero ciclo nell’arco di tre giorni consecutivi.
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