Il volo Az4000 di Leone XIV è decollato stamattina da Fiumicino per Montevideo, tredici ore e mezzo di volo: l’arrivo nella capitale dell’Uruguay è previsto alle 20,30 italiane, prima tappa del viaggio in Sudamerica che domenica lo porterà anche in Argentina e infine, da mercoledì prossimo al 16 novembre, in Perù, il Paese dove Robert Francis Prevost ha vissuto una ventina di anni come missionario e poi vescovo.
Sono passati appena ventitré giorni dall’intervento chirurgico per la rimozione di un tumore maligno al polmone con l’asportazione del lobo inferiore destro, ma i medici del Gemelli hanno dato il nulla osta, la convalescenza del Papa è andata bene senza bisogno di altre terapie e anche l’assistenza medica sarà quella «ordinaria», ha fatto sapere la Santa Sede, con il medico curante Luigi Carboni e lo staff a seguire il pontefice come accade nei viaggi internazionali.
Anche il programma, fitto di impegni, è stato confermato: dodici giorni di viaggio e altrettanti aerei, più due elicotteri, lungo 31 mila chilometri e quattordici località nei tre Paesi, con trentasette discorsi previsti, tutti in spagnolo. Confermate anche le tappe più delicate del viaggio, sulle Ande peruviane: sabato 14 Leone XIV andrà in elicottero a Santa Cruz de Succhubamba, a oltre duemila metri di altitudine, e l’indomani volerà a Cuzco, l’antica capitale dell’impero Inca, a 3400 metri. Per sicurezza, in caso di necessità, l’aeronautica militare del Perù ha informato di aver preparato un aereo ambulanza.
I cattolici nel mondo sono un miliardo e 400 milioni e di questi il 27,3 per cento, la maggioranza relativa, vive in America del Sud, anche se avanzano secolarizzazione e movimenti evangelici e pentecostali. L’Uruguay tuttavia è il Paese più laico del continente - il 76 per cento dei tre milioni e mezzo di abitanti risulta battezzato, ma solo il 36 per cento si dice cattolico, secondo Equipos consultores - con una separazione così netta tra Stato e Chiesa che ufficialmente il Natale si chiama «Giornata della Famiglia», l’Epifania «Giornata dei Bambini» e la Settimana Santa di Pasqua «Settimana del Turismo». Anche nel Paese che una volta era definito «la Svizzera del Sudamerica», il Papa inizierà ad affrontare i temi che scandiranno il viaggio: povertà, diseguaglianze sociali e tutela delle risorse naturali, a cominciare dall’acqua.
I giorni in Argentina saranno legati anche al ricordo di Francesco, il predecessore che in dodici anni di pontificato non è mai tornato nel suo Paese. Il 28 agosto 2004, nella festa di sant’Agostino, l’allora priore generale degli agostiniani Robert Francis Prevost e l’arcivescovo Jorge Mario Bergoglio concelebrarono una Messa a Buenos Aires, nella
parrocchia intitolata all’autore delle Confessioni, e non potevano immaginare che entrambi sarebbero divenuti Papi.
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