La manovra 2027 rischia di presentare il conto anche ai pensionati. A essere penalizzati saranno soprattutto coloro che percepiscono assegni medio-alti, per i quali il nuovo sistema di rivalutazione comporterà un recupero più basso dell'inflazione.
Pensioni, chi perde con la rivalutazione
Una stretta che, secondo le simulazioni aggiornate della Uil pensionati, può arrivare a costare fino a 1.314,17 euro lordi all'anno. Nel mirino c'è il cambiamento del meccanismo di indicizzazione, che garantisce il recupero pieno dell'inflazione soltanto alle pensioni fino a quattro volte il trattamento minimo Inps.
Chi ci perde
La penalizzazione non riguarda tutti allo stesso modo. Per gli assegni fino a quattro volte il minimo, pari a circa 2.447 euro lordi mensili, resta confermata la rivalutazione piena. Sopra questa soglia, invece, la percentuale di recupero dell'inflazione diminuisce progressivamente in base all'importo complessivo della pensione. Il cambiamento è sostanziale. Non si applicheranno più percentuali differenti alle singole fasce di reddito pensionistico, ma un'unica aliquota ridotta all'intero assegno. In questo modo, superata una determinata soglia, anche la parte di pensione che si colloca al di sotto di quel limite subirà una rivalutazione inferiore.
Come cambia la rivalutazione
Il nuovo sistema prevede sei fasce di indicizzazione. Il recupero dell'inflazione sarà riconosciuto al 100% per le pensioni fino a quattro volte il minimo; all'85% per gli assegni fino a cinque volte il minimo; al 53% per quelli fino a sei volte; al 47% per quelli fino a otto volte; al 37% per quelli fino a dieci volte e al 32% per le pensioni superiori a dieci volte il minimo. Il sistema attuale, invece, applica la rivalutazione per scaglioni: il 100% fino a quattro volte il minimo, il 90% sulla quota compresa tra quattro e cinque volte e il 75% sulla parte eccedente.
La differenza sta proprio nel fatto che oggi la percentuale ridotta interessa soltanto la quota che supera ciascuna soglia, mentre con il nuovo meccanismo viene applicata all'intero assegno.
Quanto si perde, le simulazioni
Per capire l'impatto concreto della modifica, la Uilp ha elaborato alcune simulazioni ipotizzando un'inflazione del 3%. I risultati mostrano come la penalizzazione cresca sensibilmente all'aumentare dell'importo della pensione. Per chi percepisce 2.500 euro lordi al mese, la perdita sarebbe di 144,17 euro all'anno. Per un assegno da 3.000 euro il mancato recupero salirebbe a 153,92 euro, mentre per una pensione da 3.500 euro raggiungerebbe 574,73 euro annui. Il conto diventa ancora più pesante per gli assegni elevati: chi riceve 6.200 euro lordi al mese rischierebbe di perdere 1.314,17 euro all'anno.
La protesta dei sindacati
La modifica ha riacceso lo scontro con le organizzazioni sindacali. «Non si deve tagliare la rivalutazione, si devono tagliare le tasse ai pensionati», ha denunciato il segretario generale della Uilp, Carmelo Barbagallo, definendo «insopportabili» le riduzioni previste. Per il sindacato c'è ancora tempo per ripensare la misura. Anche la Cisl ha portato la questione al tavolo con Forza Italia sulla manovra. La segretaria generale Daniela Fumarola ha chiesto maggiori tutele per una categoria che ha già dovuto fare i conti con l'aumento del costo della vita. «In questo tempo così complesso hanno avuto difficoltà importanti a reggere il peso dell'aumento dell'inflazione», ha spiegato al termine dell'incontro con Antonio Tajani.
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