Ieri sera ha preso il via una nuova iniziativa tv, per volontà di Gianmarco Mazzi , che la bontà di Meloni ci ha tolto dalla Cultura e insediato al Turismo.
Da quest'anno l'appuntamento del 1 novembre diventa stabile: la tv trasmetterà l'opera inaugurale della stagione dell'Opera di Roma, così come finora ha fatto solo per la Scala, l'8 dicembre, e ad inizio estate con l'Arena di Verona.
E questo per amplificare la celebrazione della promozione Unesco per l'Opera italiana. Evviva, grazie Mazzi, meglio però via dalla cultura e dalla musica ( che per lui è soprattutto Sanremo e l'amata Verona areniana).
Prima che l'opera iniziasse, nella piazza antistante il Costanzi, Cristiana Capotondi con Maurizio Lastrico ( Don Matteo) avrebbero assolto con bravura e leggerezza la presentazione della serata e della rappresentazione ( molto meglio della coppia che vediamo da anni alla Scala!), se non fosse che gli ospiti al microfono hanno detto le solite banalità - ci deve essere stato lo zampino di Mazzi, dato che l'iniziativa tv aveva il patrocinio congiunto dei Ministeri della Cultura e del Turismo.
Ha cominciato la Cardinaletti, fresca di 'matriagio'. La Capotondi l'ha presentata come figlia d'arte, nel senso che viene da una famiglia che ama la musica, suo padre in primis, nella quale anche Lei ha coltivato la musica, ma nulla o quasi a che vedere con l'opera. E allora quale musica? Quella da film, specifica Cardinaletti, costretta poi a mettere una toppa: anche la musica da film somiglia all'opera nel senso che racconta con altro mezzo ciò che si vede scorrere sullo schermo. Meglio voltare pagina. Arriva una attrice, giovane, interrogata sull'opera. La Capotondi le chiede di precedenti esperienze, e lei candidamente ammette che quella del Falstaff è la prima o quasi. Infine un produttore, che ha in uscita un film, se abbiamo capito bene, da presentare.
Insomma una débacle. La prossima volta, giacchè immaginiamo che la coppia Capotond/ Lastrico (il quale si era trasferito in Palcoscenico per mostrare gli ultimi frenetici istanti che precedono l'alzata di sipario) continuerà a mostrarsi, sia consigliata meglio: non può in una serata sbagliare tutti gli ospiti da intervistare. Per non parlare degli ospiti - illustri per la tv - che si sono visti solo arrivare, fra i quali l'immancabile prezzemolino 'a righe' che sembrava uscito pochi istanti prima da Regina Coeli - che non è una chiesa ma lo storico 'gabbio' come si dice a Roma.
Poi è andata in scena l'opera, preregistrata perchè l'intervallo fra il primo e secondo atto, dei tre, è durato pochissimi minuti.
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