Dai licei delle banlieue parte la rivolta degli studenti
A scendere in piazza, però, non sono soltanto i lavoratori. Alla protesta dei dipendenti pubblici si è affiancata quella dei liceali. Il movimento è partito il 21 settembre dal liceo Saint-Exupéry di Créteil, nella banlieue a sud-est di Parigi. Alla base c'era soprattutto la denuncia di posti di insegnanti non coperti e difficoltà nel sostituire i professori assenti. Da lì le proteste si sono estese ad altri licei dell'Île-de-France e, tra il 24 e il 25 settembre, hanno cominciato a moltiplicarsi i blocchi. L'Union syndicale lycéenne (USL) ha poi chiamato gli studenti a estendere la mobilitazione a tutti i licei francesi proprio per il 29 settembre, facendola coincidere con lo sciopero del pubblico impiego.
Le rivendicazioni sono abbastanza precise: più professori e personale, classi meno affollate, edifici scolastici meglio mantenuti, orari meno pesanti e, per alcuni studenti, anche una critica alla pressione legata a Parcoursup, il sistema di accesso all'università. C'è poi un tema molto forte nelle banlieue legato all'uguaglianza tra i licei della periferia e quelli di Parigi. Sono state registrate azioni in quasi 410 licei in tutta la Francia, mentre il ministero dell'Istruzione ha comunicato 45 blocchi completi e 46 tentativi di blocco.
La repressione della polizia contro gli studenti francesi
Nelle giornate di mobilitazione non sono mancati scontri con le forze dell'ordine, sopratutto nei licei. A Lille e Lione la polizia ha fatto uso di gas lacrimogeni, mentre a Parigi alcuni agenti hanno colpito dei giovani con i manganelli. Secondo il ministero dell'Interno, nella sola giornata di martedì sono state fermate circa 440 persone, la maggior parte minorenni. Il ministero dell'Istruzione ha inoltre riferito di 76 persone ferite dall'inizio della mobilitazione, tra studenti e personale.
Uno degli episodi più brutali è avvenuto lunedì 28 settembre davanti ad un liceo della periferia nord-ovest di Parigi. Tre agenti mentre hanno strattonato un ragazzo di 14 anni, che è stato colpito e poi raggiunto alla mandibola da un proiettile sparato da un lanciatore Cougar a distanza ravvicinata. Sono state aperte due indagini, una sul colpo sferrato dal ragazzo contro un agente e una seconda sull'utilizzo del lanciatore da parte della polizia.
Il primo ministro Sébastien Lecornu ha quindi davanti due proteste che, pur nate da motivazioni diverse, si sono ritrovate nello stesso giorno. Ora tutta l'attenzione è sul 1° ottobre, quando il governo presenterà il progetto di bilancio per il 2027.
Nessun commento:
Posta un commento