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venerdì 8 giugno 2018

Oltre 230 candidati al CdA Rai per i quattro consiglieri di nomina parlamentare

Ma non era un inferno la Rai? E come mai tutti vogliono finirci dentro? Perchè tutta questa voglia di far parte del CdA che verrà rinnovato prossimamente? Hanno espresso il loro interesse a restarci  quasi tutti i consiglieri uscenti, perfino Carlo Freccero, del cui passaggio in CdA nessuno ha visto tracce, in compenso  se lo ritrova quotidianamente in trasmissioni di ogni genere a pontificare,  sempre con  ' devo dirvi due o tre, mai una sola, cose importanti'- espressione con cui lui stesso fa precedere  ogni suo intervento, fiancheggiatore dei Cinquestelle, che sarà sicuramente riconfermato.

Ci sono naturalmente molti candidati che di televisione ne capiscono, meglio. dovrebbero caprine abbastanza, avendo avuto nella televisione di Stato incarichi di prestigio, direzioni di rete, ad esempio, nonostante che abbiano superato i settanta quasi tutti. Perchè tornare in quell'inferno mentre possono godersi una bella pensione magari in paesi affacciati sull'oceano la cui legislazione è molto comprensiva verso pensionati ricchi, come loro, che esportano valuta?

 E' loro convinzione, nel caso dei consiglieri Rai, che la giovane età non è un punto a favore, la 'rottamazione' non  può essere applicata con profitto, perchè per guidare  quella che è si un inferno ma anche la 'massima azienda culturale del paese', continuamente strattonata da tutte le forze politiche e massimamente da quelle al governo, i capelli bianchi sono preferiti.

 C'è anche chi non ha mai avuto responsabilità tali da giustificare la candidatura nel CdA, come la Nunzia Di Girolamo, la quale, dopo essere stata trombata alle elezioni, ha cambiatio vita e, per l'occasione, ha tirato fuori una carta che ritiene vincitrice: "ho partecipato a molte trasmissioni televisive dunque conosco bene la tv". Come darle torto, se debutta alla massima carica del paese - il premierato - un avvocato che non ha mai fatto  attività politica nè  avuto responsabilità di governo, e pure governa sotto lo sguardo vigile dei due contraenti, Di Maio e Salvini ?

Dopo le ultime gaffe,  il suo ruolo ci ha fatto venire in mente il famoso programma 'Non è la Rai', con un esercito di lolite, ed una più di tutte, che  avevano il suggeritore incorporato (Gianni Boncompagni). Solo che le lolite ed il suggeritore dovevano semplicemente intrattenere,  mentre Giuseppe Conte e i due suggeritori devono governare; e la differenza non è da poco.

venerdì 8 settembre 2017

Sul caso Gabanelli, Anzaldi straparla, Maggioni tace e Freccero fa un passo indietro

Freccero trova - ma è forse l'unico a pensarla in questa maniera - che l'offerta fatta alla Gabanelli non sia indecente, come pensano tutti compreso Anzaldi, Pd, segretario della Commissione di vigilanza Rai, e teorico  del partito di Renzi.
Il quale giustamente  si domanda: ma è stato fatto un esame preliminare alla Gabanelli per vedere se la nota 'inchiestista' è capace di dirigere una testata giornalistica? Certo che l'esame preliminare non  le è stato ancora fatto; è forse per questo che intanto il Dg Rai le ha offerto una vicedirezione. Intanto impara cosa voglia dire dirigere - o vicedirigere una testata giornalistica come è  Rai News 24, ora diretta da Di Bella - poi si vedrà, una volta superato l'esame e terminato con successo l'apprendistato. Nulla di più ragionevole, se non fosse che al segretario della Commissione di vigilanza nessuno ha fatto mai un esame per constatare se ha la professionalità per tale incarico, che gli  è venuta direttamente dal suo capo padrone.

Non stupisce, invece, il silenzio di Monica Maggioni, presidente Rai, che, secondo le malelingue, è quella che in azienda avrebbe osteggiato il progetto della nuova testata giornalistica web Rai.  Ma il silenzio della Maggioni ha anche una seconda chiave di lettura, tutta favorevole alla Gabanelli. Lei ci è passata  e quindi non vuole che anche la Gabanelli  soffra ciò che Lei ha sofferto, per volere di Gubitosi, che da 'inviata' di guerra la promosse sul campo direttrice di Rai News 24, e cioè il totale insuccesso. Constatazione che darebbe ragione ad Anzaldi, il quale ultimamente ha deciso per mettere a tacere tutte le malelingue che lo attaccano giornalmente, di sottoporsi all'esame attitudinale che lui, giustamente, chiede per la Gabanelli.

 Noi seguiamo da anni Anzaldi; e negli ultimi anni con maggiore dedizione. Da quando , al tempo di Ignazio Marino sindaco di Roma, dopo le dimissioni della sua assessora alla cultura, Barca, in cerca di un sostituto, propose al povero sindaco, povero di idee quanto la stessa Raggi, che poi non ascoltò il suo consiglio, scegliendo la Marinelli, di fare assessore Michele Dall'Ongaro, di stretta osservanza Pd, allora dirigente Rai per la musica.
Al di là della fede Pd- che, comunque, non l'avesse avuta solida, il candidato avrebbe potuto abbracciare anche dopo, disinteressatamente, Anzaldi era rimasto colpito dalla dedizione di Dall'Ongaro nel curare i cazzi suoi in Rai. E si era detto: se mette  nella gestione della cultura a Roma la stessa dedizione, che mette nella cura dei cazzi suoi in Rai, per Roma sarà una svolta.

Ignazio Marino non gli diede ascolto, anche perchè Anzaldi era uomo di Renzi e a Renzi Marino non è andato mai giù, e scelse la Marinelli. Male fece, perchè senza Dall'Ongaro e la sua dedizione,  il  sindaco chirurgo e l'intero suo gabinetto colarono a picco in pochi mesi.
 Dunque meglio ascoltare il teorico PD, Michele Anzaldi,  vale anche per la  Gabanelli.

sabato 22 aprile 2017

Rai. Nessuno tocchi le star

 Fermi tutti, serrate le file. Non scappate, mamma Rai vi ama ancora e per dimostravi quanto, allarga ancora  i cordoni della borsa.
 L'allarme sulla fuga delle star dalla Rai è rientrato. Il CDA nei prossimi giorni sposerà il 'parere' espresso dal Ministero dell'Economia, per bocca del sottosegretario Giacomelli, e tutto resterà come prima.

Anche alle star che provengono dal giornalismo, non si applicano, ha spiegato Gicomelli, le stesse regole dei giornalisti in piena attività, perché da tempo anche quelli che provengono dal giornalismo hanno sottoscritto contratti della categoria dello 'spettacolo', in base ai quali pagano anche regolarmente l'Enpals, e non più l'Inpgi - che anche per questo è in crisi nera.

E la Antonellona Clerici? può dormire sonni tranquilli: Lei - come è evidente - dà spettacolo ogni giorno davanti a piatti fumanti e calici  profumati, se poi scrive ricette per quasi tutti i giornali la colpa non è sua perché lei comunque non è una giornalista ma una mancata cuoca, e per questo la Rai la paga come le star del momento: i grandi chef. Se poi lei assaggia soltanto è irrilevante.

Fabio Fazio che  aveva già minacciato di voler produrre in futuro i suoi spettacoli - era uno degli éscamotage per eludere il tetto dei compensi - e financo - lo ha scritto qualche giornale - che avrebbe potuto anche lasciare la Rai, e già stava trattando con La 7 -  Cairo sarebbe così fesso da dargli quello che gli dà la Rai -  ci ha ripensato, ma non forse alla sua volontà di autoprodursi. Non si sa mai, dovessero di nuovo attaccarlo in futuro.

Le star contano, lo sa bene anche Giletti  che  porge una sua ragione speciale. Ogni trasmissione più che per il format si identifica con il protagonista, come ad esempio, l'Arena con la sua faccia. Senza di quella anche una trasmissione di successo non avrebbe più lo stesso appeal per il pubblico, ma anche per la pubblicità - è la minaccia velata, ora neppure necessaria. Anzi, da ex giornalista di razza, avanza una proposta, non pro domo sua, e cioè che gli alti dirigenti della Rai, che amministrano un bilancio annuo di 2 miliardi di euro circa, non possono essere pagati secondo il tetto. Insomma in Rai mi dai una cosa a me (lo stesso compenso), ed io ti dò una cosa a te (l'aumento del tuo).

L'unica pietra dello scandalo è Lucia Annunziata, che ha fregato tutti sul tempo, riducendosi il compenso, per rientare nel tetto dei 240.000 Euro. e che forse ora si  sarà pentita amaramente; salvo  che la Rai  non le imponga di tornare al compenso stabilito per contratto. Povera Lucia! Le toccherebbe la stessa sorte di tanti paperoni,  gratificati da vitalizi principeschi, i quali, pur volendo come hanno spesso dichiarato i più falsi, non possono rinunciarvi. Sono costretti a percepirli, lo prescrive la legge.

Dunque le star restano in Rai, i compensi non si toccano, il palinsesto del prossimo autunno è salvo, e perfino Carlo Freccero, scontento sempre di tutto, questa volta può dichiararsi soddisfatto.

mercoledì 5 agosto 2015

Matteo Renzi sulla Rai. La mia Rai è ottima. Guglielmi, il mitico direttore di Rai Tre la boccia

Dimostra soddisfazione sulle nomine dei nuovi vertici della Rai, la sua Rai, il premier Renzi: un vertice fatto di ottimi professionisti, un bel CDA.
Ma che gente frequenta Renzi, quando va a Pontassieve? Il bar della briscola, dove gli raccontano  i grandi professionisti di oggi?
Noi non siamo mai stati d'accordo con Angelo Guglielmi - ma lui è campato bene ugualmente - anche quando era direttore di Rai Tre, i cui programmo sono gli unici che ancora reggono nella disastrata rete, un tempo sua, ed ora di Vianello che non ha azzeccato un programma, ma che resta lì, sebbene da dicembre scorso si vociferava della sua immediata sostituzione per non portare i libri 'dell'audience' in tribunale, per fallimento.
 In una intervista su 'Repubblica', l'ex direttore boccia i vertici della nuova Rai, nei quali non vede  una sola personalità con una statura degna della impresa culturale più importante d' Italia. Ed anche su quello che dice di Freccero, purtroppo, dobbiamo concordare con lui: bravo a chiacchiere meno bravo a fatti. Ma di Gugliemi però...
 non ci è mai piaciuto l'aria un pò spocchiosa da intellettuale chic, il quale , assolutamente analfabeta in fatto di musica, sosteneva, senza alcuna eccezione, che la musica non era fatta per il piccolo schermo, per il quale andava studiata una formula particolare. E invece, vi raccontiamo come talvolta i fatti siano diversi dalle parole.
 All'epoca incontrammo Tantillo, suo braccio destro, per proporgli un progetto di 'muscia & immagini' che  Tantillo trovò interessante, al quale avrebbero collaborato - d'accordo con una casa di produzione che aveva già sondato il terreno- importanti firme della cinematografia e animazione internazionali.
Non se ne fece nulla perchè come al solito se una persona, benchè conosciuta nell'ambiente musicale( dirigevamo all'epoca la più importante rivista di musica, Piano Time che poi ebbe con Rai Tre importanti continue collaborazioni), arriva  senza credenziali partitiche - anche Guglielmi   aveva il suo partito di riferimento, inutile negarlo - non succedeva alcunchè. Ma a distanza di qualche mese, nella successiva manifestazione tv mercato a Cannes, Rai Tre acquistò un prodotto molto simile, autore un disegnatore polacco dal nome impronunciabile. Così andarono le cose.
 Anche il nostro progetto assai seguito di 'All'Opera!' su Rai Uno, con Lubrano narratore, dopo sei edizioni l'hanno chiuso perchè non fotteva  niente a nessuno nè qualcuno avrebbe potuto infilarci qualche suo scagnozzo, come però un direttore generale dell'epoca ebbe a fare -l'unico caso-  a vantaggio di una regista Rai in pensione per raggiunti limiti di età, a lui evidentemente cara, ma di cui per sua fortuna non ricordiamo il nome (del direttore generale sì che lo ricordiamo il nome).
 Ai direttori che si sono succeduti  in questi anni, abbiamo inutilmente chiesto di riprendere quella bella seguitissima trasmissione, nessuno l'ha fatto, mentre tutti, per  dimostrare quanto erano capaci di fare nuove trasmissioni ne hanno introdotte alcune che hanno poi dovuto immediatamente chiudere per gli alti costi ed i bassi ascolti, fino a quelle di questa stagione estiva di cui i giornali hanno scritto.
 Il discorso sui nuovi vertici  ci ha fatto divagare al punto che ci siamo incartati su pensieri cattivi nei quali ci imbattiamo ogni volta che pensiamo a quella nostra trasmissione dedicata al melodramma, mentre ora tutta la musica è nelle mani, assieme a teatro e cinema , di quel grand'uomo che è Marzullo che nessuno riesce a mandare fuori dalle balle.

lunedì 3 agosto 2015

Se per sciogliere un nodo in Rai, quello dei vertici, mille altri se ne creano

Come ha detto Enrico Mentana, che di Rai e di televisione se ne intende, alla Rai stanno solo aspettando i nomi dei nuovi vertici, perchè tutto il resto - quale missione  per la nuova RAi? - sarà, anche dopo, come prima. Nulla cambierà nè ora nè mai.
 Per ora si dà per certo, che Antonio, che finora 'campo dall'orto, comincerà a campare anche dalla Rai. Il nome del nuovo direttore generale sarà l'ex  inventore di MTV, amministratore pare avveduto ma anche attento al prodotto. Vedremo. spetterà a lui, quando la nuova legge sarà varata, avere pieni poteri, simili a quelli di un amministratore delegato che autorizza spese anche considerevoli e nomina direttori di reti e telegiornali. Un vero capo azienda. per il quale si deve pensare ad un compenso adeguato. Non si può pensare che a  lui, a capo di 13.000 dipendenti, con bilancio intorno ai tre miliardi, vada lo stesso compenso del sovrintendente dell'Accademia di S.Cecilia che di dipendenti ne ha neanche 300 ed un bilancio di qualche decina di milioni. Insomma Campo Dall'Orto non può guadagnare 240.000 Euro come Michele dall'Ongaro.
 Il ruolo del presidente , invece, 'di garanzia', resta ancora in bilico, a poche ore dalle fatali riunioni decisive.
 Di Giancalo Leone, cavalla non di razza della scuderia Gianni Letta -  come hanno scritto i giornali- non c'è più traccia di partecipazione al prossimo  Gran premio di trotto Rai.
Anche Mieli sembra fuori gioco, ma per ragioni opposte: la sua impossibile e complessa sostituzione su tutte le reti dove ogni giorno si affaccia, ed anche alla presidenza RCS libri, rende la sua candidatura improponibile.
 Mentana,  s'è chiamato fuori, ed ha fatto bene per andare contro la tendenza di oggi secondo la quale se uno fa bene un lavoro (giornalista) deve necessariamente far bene qualunque cosa.
 Baratta, di lui non si sa ancora, sta per scadere il suo mandato - terzo o quarto ma non basta - alla Biennale e subito lo si vuole infilare da qualche altra parte. Ma non può andare a riposo?
 Come speriamo tramonti definitivamente la candidatura di Fuortes. Ha fatto bene all'Auditorium, da dove non è ancor andato via; sta facendo un lavoro, abbastanza duro,  ma di cui non conosciamo gli esiti finali, all'Opera di Roma, perchè ora lo si vorrebbe mandare in Rai? Solo perchè non si hanno altri nomi disponibili nel PD attuale a corto di risorse umane?
 Si parla anche di Sorgi, e non è la prima volta, e s'è pure detto della Maggioni, la miracolata Rai, da alcuni soprannominata 'gatta morta'  ma con sorcio sempre in bocca. L'hanno messa a capo di Rai News 24, un esercito con mezzi  extra large, ma Sky Tg 24 ha qualcosa da invidiare alla corazzata di Rai News 24? No , affatto, la Varetto, altro nome spropositatamente circolato per la Rai , fa molto meglio di Lei.
 In seconda battuta si parla dei componenti del CDA Rai, nel quale quasi sicuramente entrerà Freccero. Altro errore madornale. Freccero vuole fare il direttore di rete, il consigliere lo fa già urlando ogni giorno da ogni trasmissione Rai e di altri canali. Qualunque decisione venga posta al CDA lui avrà sempre da ridire sull'operato dei direttori, che è esattamente ciò che vorrebbe tornare a fare in Rai, Non si può imporre a Freccero di fare nel CDA quel che (non ) hanno fatto sia Colombo che Tobagi, e cioè qualche protesta 'di sinistra', e poi una intervista ad inizio ed una a fine mandato.
 Insomma in Rai non si cambia passo, e si persevera nell'errore, che è semplicemente diabolico, come insegna l'esperienza.

lunedì 13 aprile 2015

Gli sfracelli di Freccero, le idiozie di Salvini. L'EXPO, e l'ANAS. Mai più ciucci a capo dell'ANAS

Se ogni volta che apre bocca il Matteo lombardo non riesce a trattenere una qualche scemenza - l'ultima sui campi rom gli meriterebbe il taglio della lingua, semplicemente per non fargli fare continuamente la figura dell'idiota - quando in uno studio televisivo siede l'apocalittico Freccero allora c'è da attendersi un qualche sfracello, annunciato, minacciato o narrato. Qualunque, perchè su qualunque argomento egli potrebbe scrivere un' enciclica di disastri, gicchè sa tutto,  perfino quello che non sa.
 In faccia a lui i 'Freccero Boy's, Gomez e Travaglio sono dei bamboccioni, mollaccioni, anche quando seguono alla lettera la lezione del loro guru, Freccero.
 Il quale ieri, nello studio di 'Piazza pulita' si interrogava sull'EXPO.  Era proprio necessario farla? a che serve oggi una Expo? perchè prima di prendere una decisione non si è andati a vedere i risultati disastrosi delle ultime? E McDonald's all'EXPO? E' una ingiuria , nonostante che io - ha detto -  consumi abitualmente  panini della multinazionale  e coca. E poi c'è lo scandalo dell'incompiuto, tipico  di tutta la storia italiana  che ora non risparmia neanche la manifestazione milanese che ci esporrà al ridicolo di fronte al mondo. Che se ne farà dell'EXPO, una volta finito? Un' Expo doveva incidere sulla città, si doveva fare non in una landa deserta ma in città ( Freccero straparla).  E i padiglioni di carta pesta (reggeranno?) e la sicurezza che fa acqua da ogni parte, perfino in Tribunale? E le consuete mazzette,  gli appalti truccati e non fatti e qualunque altra apocalittica nefandezza? Freccero le elenca tutte per concludere, o far concludere, che l'Expo non s'ha da fare.
 Gomez invece ha raccontato - più credibile - che  a Smirne, da quando la città è stata  scartata, a favore di Milano, hanno costruito una autostrada, università ed altro. E Crozza, perfino Crozza, parlando dell'EXPO, ha detto cose più dure ma più precise sull'EXPO, a proposito di alcuni progetti, messi nero su bainco, dei quali s'è persa  anche la memoria,  quando sono iniziati i lavori. Gomez e Crozza meglio di Freccero. Il quale, quando alla RAI l'hanno chiamato per affidargli 'RAI EXPO' ha preso un fugone ed ha rinunciato, sapendo che cosa sarebbe successo. Ed oggi, a meno di un mese dall'inaugurazione, le cose mi danno ragione., ha concluso l'apocalittico disintegrato.
Però...però  si può concepire un presidente del Consiglio che dopo gli ultimi  tre collassi autostradali, gestione ANAS, sta  rinchiuso a Palazzo Chigi a leggersi i fumetti e non manda a casa - sarebbe meglio in galera, dopo che si è saputo che di quelle strade o autostrade non furono fatti nennche i collaudi- i vertici? Qualche volta potrebbe distogliere l'attenzione dai fumetti preferiti, e dare un'occhiata alla TV, a quella che ogni tanto fa inchieste giornalistiche, anche sull'ANAS, che la Gabanelli ci fa fatto conoscere meglio l'altra sera, procurandoci brividi e sussulti. Mentre le autostrade collassano, lui continua a leggere fumetti. Legge fumetti Renzi? Dicono di sì, anche se poi, quando va in libreria  ne esce con un bustone di libri che mai e poi mai leggerà.
 Sulle letture del premier c'è stata una accesa polemica nei mesi corsi fra lui e Salvini, il quale in fatto di lettura manca anche di sfogliare i fumetti,  tanto cari al Matteo fiorentino.
 Per tornare all'EXPO, Freccero ha ragione solo quando sottolinea che in Italia tutto si fa sul filo dell'emergenza, si termina e completa ogni cosa due minuti dopo il tempo massimo. E' da parecchi anni che  s'era decisa l'EXPO. Noi stessi, tanto per non perdere l'abitudine ad auto compiacerci, pubblicammo (sul bimestrale Music@, edito dal Conservatorio dell'Aquila) nel lontano 2009, una serie di progetti  messi a punto da rinomati artisti italiani, destinati all'EXPO, seguendone il tema. Di quei progetti presentati per tempo, seppure non richiesti,  gli organizzatori, che hanno ben altro per la testa- come ad esempio. come fare affari - non  si sono dati  neanche la pena di leggerli, per vedere se ce ne fosse qualcuno realizzabile. Semplicemente perché - osiamo pensare - non c'era odore di mazzette ed imbrogli.
 E così, mentre Renzi è al suo ventesimo fumetto, Salvini pensa  come  farci ridere ogni giorno e Freccero dà gli ultimi ritocchi all'affresco della fine del mondo.

P.S. Dai giornali di oggi apprendiamo che il famoso Ciucci - non vogliamo ironizzare sul cognome,  del resto non potremmo farlo a causa del nostro cognome pur esso assai singolare - si è dimesso dall'ANAS, con una modica buonuscita di 1.800.000 Euro. Per la sua presidenza dell'ANAS,  ultimamente anche da pensionato, dobbiamo ringraziare prima Prodi, poi Berlusconi, e, per ultimo anche  gli altri premier: Monti Letta ed anche, buon ultimo Renzi. Siamo disposti a sopportare anche questo, a patto che mai più ciucci a comandare in ANAS. Basta.

lunedì 2 febbraio 2015

Movimenti franosi nel territorio della cultura romana. Marino,Marinelli, Croppi, Freccero

Marinelli, l'assessore alla cultura capitolino, manda anche in periferia quelle star - le chiamano così anche quando durano il passaggio di un  giorno all'orizzonte - che le periferie già si godono davanti agli schermi televisivi. Mai che si pensi ad altro. Meno male, verrebbe da dire, quando si sente lo stesso assessore con l'accompagnamento 'dal basso' del sindaco Marino, che vorrebbe portare anche lo spettacolo alto e l'opera in periferia - come hanno dichiarato qualche settimana fa, senza dirci per quale ragione, oltre quella di pagare agli artisti implicati  qualche indennità di trasferta, per arrotondare gli stipendi che, dai recenti accordi all'Opera di Roma, sono stati  ritoccati al basso.
 Vogliono apparire ad ogni costo missionari della cultura, evangelizzatori verdiani o rossiniani, senza che nessuno glielo abbia chiesto, e forse anche senza che  ve ne sia bisogno, impegnandovi forti somme che naturalmente devono togliere ad altri settori. Come è puntualmente accaduto nelle medesime settimane degli annunci 'pro periferie', quando hanno fatto cadere la loro mannaia sulle biblioteche che non servono a nessuno oltre che a mettere un pò di sale in zucca ai cittadini, e su Zétema, che loro stessi hanno creato affidandole il compito di 'strumento' di realizzazione dei loro progetti culturali e di spettacolo. Si taglia al centro per dare alle periferie. Ignorando o facendo finta di ignorare che i problemi delle periferie non si risolvono portandovi degli strilloni e delle storie patetiche del melodramma che forse interessano a pochi, mentre interessano a tutti gli abitanti delle periferie che si risolva il problema del degrado urbano  che sempre più di frequente emerge, nonostante la vigilanza assoluta del potere , complici i mezzi di informazione amici, dei campi nomadi   e delle case di accoglienze per stranieri. Questi sono i  problemi che Marino e la Marinelli devono risolvere, e che non si risolvono portandovi lo spettacolo che abbiamo detto.
 Sempre in tema di spettacolo,  azzeramento dei vertici della Festa del Cinema di Roma; accade quasi ogni anno, più di frequente dei cambi di colore al vertici del Campidoglio.  Ora tutti fuori. Per la presidenza si fa il nome di Croppi, Bettini non è in lizza, e per la direzione artistica quello di Freccero che nelle ultime settimane è candidato a tutto, perché - come si deduce dalle sue partecipazioni giornaliere ad ogni tipo di trasmissione - sa di tutto e può fare anche tutto, perfino il Presidente della repubblica, se non ci fosse stato quell'usurpatore di Mattarella, complice Renzi.
 A proposito, infine, del Presidente della repubblica, abbiamo scoperto, leggendo i giornali questi giorni, che nello staff del Quirinale, esiste anche un consigliere 'per la cultura'. Auguriamo al Presidente che gli dia buoni consigli ammesso che abbia a chiederglieli. E, quanto meno, che intervenga in detti settore,  almeno quanto ha fatto il suo predecessore Napolitano che, per la CULTURA si è speso tante volte,  più di qualunque suo altro predecessore, con forza e convinzione, anche se non possiamo dire con altrettanti risultati concreti, visto che in Italia domina la convinzione che 'con la cultura non si mangia' - che non è vera - mentre  più vero è che 'la cultura se la stanno mangiando'.