giovedì 1 ottobre 2026

Francia. Le criticità nella scuola che perciò è in rivolta. Forse che in Italia non ci sono le stesse criticità?

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A Lilla, come in molte altre città francesi, gli studenti stanno bloccando i loro istituti per chiedere le sostituzioni degli insegnanti e maggiori risorse. «Non ci fermeremo», promette Anna, studentessa al liceo Faidherbe di Lilla. «Le mobilitazioni nascono soprattutto dalla mancanza di fondi per l'istruzione pubblica e dallo stato in cui vengono lasciati i nostri licei. Ci sono soffitti che rischiano di crollarci addosso, l'anno scorso al liceo Faidherbe ci cadevano addosso i vetri delle finestre, e nel convitto ci sono topi e ratti. In alcuni licei della Seine-Saint-Denis ci sono allagamenti nei corridoi e infiltrazioni d'acqua nei muri: non è normale. E nessuno si occupa di noi», ha spiegato ad Afp Anna. Le proteste «La polizia ci fa paura, ma a un certo punto non possiamo lasciarci calpestare né far finta di niente. È una situazione che va avanti da una settimana e, onestamente, credo che non finirà qui. Perché continuano a esserci violenze da parte della polizia: ci sono feriti, persone che hanno perso denti o riportato lesioni agli occhi. La violenza della polizia non è normale, non possiamo accettarla e credo che non ci fermeremo adesso», ha aggiunto Anna. «Ho insegnanti assenti, lunghi buchi nell'orario, programmi sovraccarichi. Non riesco nemmeno a svolgere bene l'attività sportiva scolastica perché subito dopo ho allenamento di calcio. Di conseguenza, è un ulteriore carico mentale: ho la scuola, poi il calcio, torno a casa alle 22 e poi, durante la notte, faccio i compiti. In pratica, il carico mentale è eccessivo», racconta ad Afp Mariam, alunna del liceo Faidherbe. Pierre-Louis Givers, professore del liceo Baggio di Lilla, dice: «Innanzitutto, siamo preoccupati per gli studenti. Perché siamo preoccupati per loro? Perché abbiamo visto, come tutti, le immagini di studenti picchiati dalla polizia, di studenti che subiscono violenza per strada. E noi non possiamo accettarlo: questo è il primo motivo. Siamo qui anche perché condividiamo le loro rivendicazioni. È evidente che nei licei la situazione non va bene, che le condizioni materiali all'interno degli istituti sono pessime. Potrei farvi mille esempi: classi in cui non c'è abbastanza spazio per accogliere tutti gli studenti, o casi in cui non c'è nemmeno spazio sufficiente per svolgere le lezioni nell'istituto». (Video askanews)

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