Vivere a Roma, negli ultimi dieci anni, è diventato «sempre più costoso e stressante». È il quadro restituito dall'analisi condotta dalla Cisl locale in sei quartieri periferici della Capitale: Torre Angela, Santa Maria della Pietà, Centocelle, Trullo, Ottavia e Corviale. Per il 67,2% dei romani la vita in città sta diventando sempre più cara, con punte massime a Corviale (83,9%) e a Ottavia e a Santa Maria della Pietà (72,5%). Per il 52,4%, invece, è diventata più faticosa, con una forbice che va dal 74,2% di insoddisfazione registrata a Corviale al 73% di quella rilevata al Trullo.
Tra le criticità che hanno reso più complicata la quotidianità nell'Urbe, nell'ultimo decennio, il 34,4% degli intervistati indica il degrado urbano, il 29,6% la sicurezza. E tra mille peripezie giornaliere, il 23,2% dei romani spiega che fa leva sui nonni, o sui parenti, per farsi aiutare nella gestione della famiglia: di contro, soltanto il 15,4% ritiene di poter fare affidamento sui servizi educativi. Così la maggior parte degli intervistati (34,4%) ammette di avere tempo per se «raramente», il 16,8% dichiara di non averlo «quasi mai» e soltanto un 14,6% afferma di riuscire a ritagliarselo «con regolarità».
Scendendo nel dettaglio dei territori, infine, a Torre Angela prevale il problema dei trasporti pubblici insufficienti, indicato dal 54,5% dei residenti, segue la sicurezza (42,5%) e il degrado urbano (39,6%). Anche a Centocelle i trasporti pubblici insufficienti e il degrado urbano sono indicati tra le criticità principali (39,3% pari merito). A Ottavia e a Santa Maria della Pietà le lamentele riguardano per lo più il traffico (65%). Problema particolarmente sentito anche a Corviale, lo sottolinea il 48,4% degli intervistati. D’altronde, il 38,8% degli intervistati spiega come impieghi «tra i 30 e i 60 minuti per andare al lavoro». Il 16,2% «anche di più».
Nessuno, invece, percepisce che negli ultimi dieci anni Roma sia diventata «più vivibile» o che in città sia aumentata «l'attenzione ai bisogni delle persone fragili», questi valori quasi ovunque sono sotto il 5%. «Crediamo che il destino di Roma si giochi attorno a grandi priorità, i cantieri sociali e civili dovranno accompagnare la crescita della città fino al 2036. Serve un nuovo patto sociale per la Capitale», ha detto la segretaria della Cisl di Roma, Rosita Pelecca.
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