La vicenda della nave AQUARIUS, di una ong che ha a bordo 630 migranti circa, fra adulti, donne ed anche bambini, alcuni non accompagnati, che sta ora nelle acque fra Malta e l'Italia, dovrebbe concludere la sua avventura fra qualche giorno - il tragitto è lungo ed il mare è in tempesta- nel porto di Valencia, dopo che Malta se ne è lavata le mani e Salvini e Toninelli, padri di figli, se ne sono bellamente anch'essi lavate le mani per l'Italia, dove hanno chiuso tutti i porti. Vedete che a volte - ha dichiarato quella bestia di Salvini (sarà possibile dirlo di uno che ha fatto ciò che ha fatto: mettere seriamente a rischio la vita di un gran numero di persone, sì di persone!) - alzare la voce EDUCATAMENTE' - a suo dire - serve?
La Spagna questa volta si è offerta di accogliere i migranti. Ma le prossime volte a chi toccherà occuparsi degli sbarchi ? Non certo alla Francia che, comunque, dopo aver cacciato qualche centinaio di migranti da Ventimiglia, oggi si è permessa di accusare di disumanità l'Italia?
Salvini avrebbe dovuto intanto accogliere l'Aquarius, e poi subito, senza attendere la fine del mese quando il dossier 'emigrazione' sarà sottoposto all'attenzione dei capi di Stato a Bruxelles, bussare alle porte dell'Europa ed anche delle nazioni del nord Africa da dove partono i migranti, per una soluzione equa e definitiva che non si può raggiungere unilateralmente, mentre una nave in mezzo al mare in balia delle onde, carica di esseri umani, è in attesa del suo destino. Perchè è evidente che gli sbarchi non cesseranno solo perchè un ministro della repubblica italiana chiude i porti. Come se la chiusura dei porti non possa essere sabotata. Se sabotassero i porti che farebbe Salvini, il padre di famiglia, bombarderebbe le navi?
Ma tutto questo discorso, troppo impegnativo per un blog che solitamente si occupa d'altro, solo per dirvi qualcosa di meno drammatico, e cioè che quell'analfabeta di Massimo Giletti, che ha affrontato la questione dell'Aquarius, non ha capito che il nome della nave dell'ong è LATINO e che quindi va pronunciato come è scritto, e non come lui, volendo mostrare di maneggiare disinvoltamente le lingue, ha, invece, dimostrato quanto sia ignorante, continuava a chiamarla Aquerius, Aquerius.
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martedì 12 giugno 2018
venerdì 7 ottobre 2016
Appunti e notizie per Bruxelles. May, Merkel e gli altri
Chi altri se non l'austera ed autorevole cancelliera tedesca Merkel, poteva rispondere a tono alla premier inglese May sulla faccenda della schedatura dei lavoratori stranieri attivi nel Regno Unito? Non imboccare una simile strada, assai pericolosa, le ha detto. L'Europa, sia chi è fuori che chi è dentro, come anche chi era prima dentro e poi vuole andare fuori, ha come principio costitutivo la libera circolazione degli abitanti nei Paesi dell'Unione. Perciò zitta e mosca, May, altrimenti nelle trattative per la Brexit ti presentiamo il conto, ed allora sano c...amari - come si direbbe in Italia e non sappiamo come si dica in tedesco. Perchè hanno taciuto Hollande come Renzi, come Rajoy? L'ardua sentenza a chi vuole rispondere.
Sui migranti e rifugiati invece è l'Italia che deve presentare il suo conto all'Unione. Perchè la stessa Europa che non vuole prendersi in carico quote di immigrati ( rifugiati, meglio chiamarli per nome, sbarcati quasi tutti in suolo italiano: negli ultimi giorni oltre diecimila) si frega poi il fior fiore della gioventù italiana di valore, che ha cercato con esplicite richieste e bandi internazionali. In un solo anno oltre centomila unità emigrate principalmente in Germania, Inghilterra, Spagna, Francia ed altre nazioni, perfino nel lontano Brasile, ma forse questa emigrazione qualificata verso un paese così lontano è da mettere in relazione alla Olimpiadi. Forse.
La nostra 'meglio' gioventù il mondo non solo l'accoglie ma la cerca e richiede, mentre i rifugiati, poveri disgraziati nessuno li vuole, senza neppure domandarsi se fra di loro ci siano forze e professionalità qualificate. Non aveva la Merkel accolto molti siriani perchè ritenuti capaci ed attivi in molte professioni necessarie al futuro del suo paese?
Fra gli italiani, giovani, emigranti ci sono molte professionalità mediche, umanistiche, tecniche ed anche di ricerca nei vari settori, assai apprezzate nel mondo. Per loro il nostro Paese ha speso cifre enormi per la formazione e poi tale formazione, una volta raggiunta, va a beneficio di altri paesi - beninteso dopo che il nostro paese non ha attenzione e riguardo per loro.
Adesso anche il presidente Mattarella si spende per dire al Governo che queste centinaia di migliaia di nostri valenti giovani devono far ritorno in Italia per servire il paese. Ma non spiega come, anche se è facile indovinarlo, e cioè trovando nuovo lavoro per tutti. Ma come e chi dovrebbe farlo, se questa che è la questione delle questioni non viene mai presa in considerazione nella prospettiva di una concreta e non più procrastinabile soluzione?
Sui migranti e rifugiati invece è l'Italia che deve presentare il suo conto all'Unione. Perchè la stessa Europa che non vuole prendersi in carico quote di immigrati ( rifugiati, meglio chiamarli per nome, sbarcati quasi tutti in suolo italiano: negli ultimi giorni oltre diecimila) si frega poi il fior fiore della gioventù italiana di valore, che ha cercato con esplicite richieste e bandi internazionali. In un solo anno oltre centomila unità emigrate principalmente in Germania, Inghilterra, Spagna, Francia ed altre nazioni, perfino nel lontano Brasile, ma forse questa emigrazione qualificata verso un paese così lontano è da mettere in relazione alla Olimpiadi. Forse.
La nostra 'meglio' gioventù il mondo non solo l'accoglie ma la cerca e richiede, mentre i rifugiati, poveri disgraziati nessuno li vuole, senza neppure domandarsi se fra di loro ci siano forze e professionalità qualificate. Non aveva la Merkel accolto molti siriani perchè ritenuti capaci ed attivi in molte professioni necessarie al futuro del suo paese?
Fra gli italiani, giovani, emigranti ci sono molte professionalità mediche, umanistiche, tecniche ed anche di ricerca nei vari settori, assai apprezzate nel mondo. Per loro il nostro Paese ha speso cifre enormi per la formazione e poi tale formazione, una volta raggiunta, va a beneficio di altri paesi - beninteso dopo che il nostro paese non ha attenzione e riguardo per loro.
Adesso anche il presidente Mattarella si spende per dire al Governo che queste centinaia di migliaia di nostri valenti giovani devono far ritorno in Italia per servire il paese. Ma non spiega come, anche se è facile indovinarlo, e cioè trovando nuovo lavoro per tutti. Ma come e chi dovrebbe farlo, se questa che è la questione delle questioni non viene mai presa in considerazione nella prospettiva di una concreta e non più procrastinabile soluzione?
mercoledì 5 agosto 2015
Letto sulla stampa. I beni culturali secondo Franceschini - la ASl di Ragusa - il casino 'europeo' dell'Eurotunnel
I migranti che sbarcano in Italia sono affare italiano, così hanno fatto capire a Renzi quando è andato a chiedere soldi e forze a Bruxelles.
Poi il problema migranti si pone anche a Francia ed Inghilterra, anzi prima all'Inghilterra di Cameron e poi alla sorella francese di Hollande
Cameron prima di andare a braccetto con Hollande a Bruxelles, ha proposto una soluzione filantropica: mandare soldati e sguinzagliare cani contro i migranti. Ma evidentemente nè i soldati nè i cani hanno dato buoni risultati. Ed allora ha pensato di allearsi con Hollande, uno da una parte e l'altro da quell'altra dell'Eurotunnel, dove i migranti si so o insediati, accampati, in attesa di passare, con passaggi di fortuna dall'una all'altra parte e farla franca dei divieti di Cameron. Il quale è andato a Bruxelles , a braccetto con Hollande chieder forse e soldi come aveva fatto Renzi.
Ai due Bruxelles, a differemza di quel che aveva risposto e non dato a Renzi, ha detto che l'affare migranti è un affare europeo ed intanto ha sganciato una cinquantina di milioni di Euro ai due questuanti. Quanto conta Renzi in Europa, che ha anche la Mogherini?
Ad una ASL di Ragusa - la cui struttura non facciamo fatica ad immaginare disastrata - un ricco emigrato ha deciso di devolvere due milioni di Euro, per l'acquisto di apparecchiature sanitarie. Il direttore della ASL gli fissa un appuntamento ben contento di ricevere quella bella somma. Ma all'appuntamento non si presenta e fa attendere il donatore per molto tempo - forse era occupato in
qualche alcova segreta con una sua amante. Il donatore, seccato, se ne va, annullando la donazione. E sembra che, allontanandosi dal luogo dell'appunatemtno mancato, abbia detto a voce abbastanza alta per farsi sentire: 'che vada a farsi fottere'... che è poi ciò che forse il direttore della ASL stava facendo. Letteralmente.
Franceschini, con decreto d'urgenza e l'assenso del consiglio superiore del suo ministero, a lui prono, ha trovato nel magro bilancio dello Stato una ventina di milioni di Euro da destinare immediatamente alla ricostruzione dell'Arena del Colosseo. Negli stessi giorni in cui agli SOS lanciati da molti monumenti e siti archeologici del nostro paese egli, il ministro, fa orecchie da mercante, perfino nei confronti della Domus Aurea che rischia di andare in malora per la fregola del ministro di vedersi al centro dell'arena e dare il via ai giochi gladiatorii, nella speranza - nostra- che qualche belva se lo divori sotto i nostri occhi. Se leggete l'articolo di Francesco Merlo, oggi, su 'La repubblica', abbiate la cortesia di andare a leggere anche sul nostro blog nostri precedenti interventi in proposito.
Ultimissime dal pianeta Franceschini. La Palestra grande di Pompei riaperta l'altro ieri, è chiusa per mancanza di custodi, l'ha dichiarato il sovrintendente,' poco' Osanna, che l'altro ieri reggeva lo stascico di folla che seguiva Franceschini. Alla richiesta di spiegazioni la risposta del ministero è stata: li abbiamo richiamati a Roma per custodire il Colosseo mentre si costruirà l' Arena che ospiterà ii gran ballo estivo degli incompetenti con manie di grandezza, aperto da Franceschini e dalla sua signora di Biase, con pargoletta in braccio.
Poi il problema migranti si pone anche a Francia ed Inghilterra, anzi prima all'Inghilterra di Cameron e poi alla sorella francese di Hollande
Cameron prima di andare a braccetto con Hollande a Bruxelles, ha proposto una soluzione filantropica: mandare soldati e sguinzagliare cani contro i migranti. Ma evidentemente nè i soldati nè i cani hanno dato buoni risultati. Ed allora ha pensato di allearsi con Hollande, uno da una parte e l'altro da quell'altra dell'Eurotunnel, dove i migranti si so o insediati, accampati, in attesa di passare, con passaggi di fortuna dall'una all'altra parte e farla franca dei divieti di Cameron. Il quale è andato a Bruxelles , a braccetto con Hollande chieder forse e soldi come aveva fatto Renzi.
Ai due Bruxelles, a differemza di quel che aveva risposto e non dato a Renzi, ha detto che l'affare migranti è un affare europeo ed intanto ha sganciato una cinquantina di milioni di Euro ai due questuanti. Quanto conta Renzi in Europa, che ha anche la Mogherini?
Ad una ASL di Ragusa - la cui struttura non facciamo fatica ad immaginare disastrata - un ricco emigrato ha deciso di devolvere due milioni di Euro, per l'acquisto di apparecchiature sanitarie. Il direttore della ASL gli fissa un appuntamento ben contento di ricevere quella bella somma. Ma all'appuntamento non si presenta e fa attendere il donatore per molto tempo - forse era occupato in
qualche alcova segreta con una sua amante. Il donatore, seccato, se ne va, annullando la donazione. E sembra che, allontanandosi dal luogo dell'appunatemtno mancato, abbia detto a voce abbastanza alta per farsi sentire: 'che vada a farsi fottere'... che è poi ciò che forse il direttore della ASL stava facendo. Letteralmente.
Franceschini, con decreto d'urgenza e l'assenso del consiglio superiore del suo ministero, a lui prono, ha trovato nel magro bilancio dello Stato una ventina di milioni di Euro da destinare immediatamente alla ricostruzione dell'Arena del Colosseo. Negli stessi giorni in cui agli SOS lanciati da molti monumenti e siti archeologici del nostro paese egli, il ministro, fa orecchie da mercante, perfino nei confronti della Domus Aurea che rischia di andare in malora per la fregola del ministro di vedersi al centro dell'arena e dare il via ai giochi gladiatorii, nella speranza - nostra- che qualche belva se lo divori sotto i nostri occhi. Se leggete l'articolo di Francesco Merlo, oggi, su 'La repubblica', abbiate la cortesia di andare a leggere anche sul nostro blog nostri precedenti interventi in proposito.
Ultimissime dal pianeta Franceschini. La Palestra grande di Pompei riaperta l'altro ieri, è chiusa per mancanza di custodi, l'ha dichiarato il sovrintendente,' poco' Osanna, che l'altro ieri reggeva lo stascico di folla che seguiva Franceschini. Alla richiesta di spiegazioni la risposta del ministero è stata: li abbiamo richiamati a Roma per custodire il Colosseo mentre si costruirà l' Arena che ospiterà ii gran ballo estivo degli incompetenti con manie di grandezza, aperto da Franceschini e dalla sua signora di Biase, con pargoletta in braccio.
martedì 13 gennaio 2015
Possibile che non si possa far nulla contro le bestie dello Stadio Olimpico di Roma e le belve di Boko Haram in Nigeria?
In Francia si muore per difendere la libertà di espressione e, nelle stesse ore della grande manifestazione popolare a Parigi, alcune bestie - come altro definirle - all'uscita dallo Stadio Olimpico, dopo la partita Roma-Lazio, finita in parità, giocano a farsi la guerra per futili, animaleschi motivi. E che si fa contro di loro, visto che non sono nuovi a simili dimostrazioni di bestialità criminale? Nulla, oltre che fermarli, perquisirli, a cose fatte, e sequestrargli le armi proprie ed improprie con le quali le bestie si combattono. Possibile che non si possa fare altro? Che non sono disponibili gabbie vuote per richiudere queste bestie disumane, prima della prossimo scontro - che ci sarà se non si fa nulla.
E ancor, nelle stesse ore in cui il mondo si è dato appuntamento a Parigi per rispondere alla sfida del terrore, gli occhi che dovrebbero essere distolti, almeno per un attimo, da Place de la Republique, per essere puntati soprattutto in Nigeria, dove quelle belve di Boko Haram hanno superato con le loro nefandezze ogni più terribile previsione umana, restano chiusi o distratti.
Che altro si aspetta che facciano? Hanno rapito in massa studentesse nigeriane, per il solo motivo che ambivano istruirsi e con l'arma dell'istruzione in testa combattere quei macellai, quantomeno fermarne l'avanzata; hanno distrutto interi villaggi - negli ultimi giorni hanno fatto oltre duemila morti, una strage; hanno nascosto sotto gli umili vestiti di bambine esplosivi che hanno fatto esplodere all'aperto ma in luoghi affollati dove potevano fare più morti ( mercati, soprattutto), bambine incluse martiri a loro insaputa, ed ancora nessuno si muove; non ci sono contingenti internazionali pronti a partire; non c'è nazione che si faccia carico di questo genocidio, ancora più grave di tutti quelli del passato perché cade quando nell'Occidente la pace regna da oltre mezzo secolo.
Non si può restare inerti e fermi, è giunto il momento di muoversi e con determinazione. Saranno feroci i seguaci di Boko Haram, ma son pur sempre ancora pochi; perchè, allora, aspettare che diventi sempre più folto quel manipolo di belve sanguinarie, rendendo la loro resa più difficile?
E ancor, nelle stesse ore in cui il mondo si è dato appuntamento a Parigi per rispondere alla sfida del terrore, gli occhi che dovrebbero essere distolti, almeno per un attimo, da Place de la Republique, per essere puntati soprattutto in Nigeria, dove quelle belve di Boko Haram hanno superato con le loro nefandezze ogni più terribile previsione umana, restano chiusi o distratti.
Che altro si aspetta che facciano? Hanno rapito in massa studentesse nigeriane, per il solo motivo che ambivano istruirsi e con l'arma dell'istruzione in testa combattere quei macellai, quantomeno fermarne l'avanzata; hanno distrutto interi villaggi - negli ultimi giorni hanno fatto oltre duemila morti, una strage; hanno nascosto sotto gli umili vestiti di bambine esplosivi che hanno fatto esplodere all'aperto ma in luoghi affollati dove potevano fare più morti ( mercati, soprattutto), bambine incluse martiri a loro insaputa, ed ancora nessuno si muove; non ci sono contingenti internazionali pronti a partire; non c'è nazione che si faccia carico di questo genocidio, ancora più grave di tutti quelli del passato perché cade quando nell'Occidente la pace regna da oltre mezzo secolo.
Non si può restare inerti e fermi, è giunto il momento di muoversi e con determinazione. Saranno feroci i seguaci di Boko Haram, ma son pur sempre ancora pochi; perchè, allora, aspettare che diventi sempre più folto quel manipolo di belve sanguinarie, rendendo la loro resa più difficile?
sabato 6 dicembre 2014
De Rita &Sons: il Censis di padre in figlio. Ora è Roma un pericolo per Ignazio Marino e non viceversa. Augias ha fatto conoscere in Francia Rossini, Bellini, Donizetti
Augias Corrado, Legionario (d'onore). Al giornalista italiano la Francia ha attribuito la Legion d'onore per i suoi altissimi meriti culturali. Senza il suo impegno di divulgatore anche musicale - il riferimento è a quelle videocassette pubblicate da Repubblica e dedicate ad alcuni notissimi musicisti - i Francesi non avrebbero conosciuto Rossini, Bellini, Donizetti. Se i Francesi, per conoscere musicisti della grande storia, hanno bisogno del dilettante Corrado Augias vuol dire che siamo davvero alla frutta. Augias è un ottimo e conosciutissimo giornalista, parla della Francia agli italiani e viceversa; ma, per carità, lasci stare i musicisti. Lui, senza il bravo Modugno, in quelle sue lezioni mostra, senza vergogna, tutta la sua superficiale conoscenza della musica, al cui mondo egli è del tutto estraneo. Eppur si muove.
Ma quali famiglie? Mio figlio è il candidato che ha titoli per assumere quell'incarico. Non ne avrei potuto trovare un altro più idoneo. Che sia poi mio figlio non conta. E' la giustificazione miserevole che Giuseppe De Rita porta per il passaggio della direzione del CENSIS dalle sue mani in quelle di suo figlio. Il quale, laureato in ingegneria aeronautica, pensò bene fin dall'inizio del suo lavoro, terminati gli studi, di atterrare su una pista, guidato dal pilota automatico che aveva predisposto suo padre: quello della ricerca sociale prevalentemente. Poi passò a Nomisma e da lì, prima segretario generale del CENSIS ed ora anche direttore, al posto che è stato di suo padre fino a ieri.
In Italia, ha detto di recente il CENSIS nel suo annuale rapporto, tutti sono convinti che senza una protezione - unita nei casi migliori a meriti propri - non si va da nessuna parte. E il primo a dar prova dell'affermazione è stato proprio il direttore del CENSIS medesimo, Giuseppe De Rita, facendosi succedere da suo figlio. Perdonate l'uso improprio del verbo, ma la sostanza è ben più grave ed impossibile da perdonare.
Da qualche giorno non è più Marino il vero pericolo di Roma, bensì la città da lui governata, come si ritiene da più parti, ad essere un pericolo per lui. E perciò il pericolo dell'altro ieri è oggi sotto minaccia e diventa il bene più prezioso da difendere. Il prefetto è convinto che egli possa essere in pericolo e perciò gli assegna una scorta, vietandogli di usare la sua amatissima bici per gli spostamenti. Il presidente del PD, inviato da Renzi a far pulizia nel Comune infangato dalla malavita, ha blindato lui ed il suo gabinetto, dicendo fin d'ora che se dovessero esserci nuove elezioni -richieste a gran voce da Movimento 5 Stelle e Forza Italia, più velatamente da Alfano - lui sarebbe il candidato del PD e nessun altro, perchè forse uno dei pochissimi, addirittura l'unico a non essersi sporcato con la cupola del malaffare.
Ma quali famiglie? Mio figlio è il candidato che ha titoli per assumere quell'incarico. Non ne avrei potuto trovare un altro più idoneo. Che sia poi mio figlio non conta. E' la giustificazione miserevole che Giuseppe De Rita porta per il passaggio della direzione del CENSIS dalle sue mani in quelle di suo figlio. Il quale, laureato in ingegneria aeronautica, pensò bene fin dall'inizio del suo lavoro, terminati gli studi, di atterrare su una pista, guidato dal pilota automatico che aveva predisposto suo padre: quello della ricerca sociale prevalentemente. Poi passò a Nomisma e da lì, prima segretario generale del CENSIS ed ora anche direttore, al posto che è stato di suo padre fino a ieri.
In Italia, ha detto di recente il CENSIS nel suo annuale rapporto, tutti sono convinti che senza una protezione - unita nei casi migliori a meriti propri - non si va da nessuna parte. E il primo a dar prova dell'affermazione è stato proprio il direttore del CENSIS medesimo, Giuseppe De Rita, facendosi succedere da suo figlio. Perdonate l'uso improprio del verbo, ma la sostanza è ben più grave ed impossibile da perdonare.
Da qualche giorno non è più Marino il vero pericolo di Roma, bensì la città da lui governata, come si ritiene da più parti, ad essere un pericolo per lui. E perciò il pericolo dell'altro ieri è oggi sotto minaccia e diventa il bene più prezioso da difendere. Il prefetto è convinto che egli possa essere in pericolo e perciò gli assegna una scorta, vietandogli di usare la sua amatissima bici per gli spostamenti. Il presidente del PD, inviato da Renzi a far pulizia nel Comune infangato dalla malavita, ha blindato lui ed il suo gabinetto, dicendo fin d'ora che se dovessero esserci nuove elezioni -richieste a gran voce da Movimento 5 Stelle e Forza Italia, più velatamente da Alfano - lui sarebbe il candidato del PD e nessun altro, perchè forse uno dei pochissimi, addirittura l'unico a non essersi sporcato con la cupola del malaffare.
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domenica 26 ottobre 2014
Per le serie 'eventi', e 'facce di bronzo'.
Siamo rimasti sempre colpiti - positivamente s'intende - dalla lettura delle cosiddette pagine 'eventi' che Corriere, Repubblica e Sole 24 Ore pubblicano a pagamento, in occasione di inaugurazioni di stagioni o di festival musicali od altro, anche se non meritevoli. Quando c'è qualcuno che paga, il giornale fa quel che vuole l'ordinante, con reciproca soddisfazione. E ne abbiamo lette di belle, come il panegirico - ne citiamo solo uno - di un sedicente regista e organizzatore musicale che da anni infesta la Sicilia, ed anche qualche zona di Roma, di cui non ricordiamo il nome e per questo , solo per questo, non citiamo.
Nelle ultime settimane siamo rimasti colpiti dalle presentazioni della stagione dell'Accademia di Santa Cecilia. Panegirici e peana su panegirici e peana. E gli uni e gli altri meritatissimi.
E pure ci ha colpiti il tono quasi di sfida di un collaboratore del Sole 24 Ore, il quale s'è arrischiato a scrivere che mentre farebbe anche un lungo viaggio per ascoltare il tale o talaltro pianista, mai si sognerebbe di fare altrettanto per ascoltare Lang Lang, in cartellone a Santa Cecilia. Ma come? Chi è costui che si è permesso di infrangere la regola: 'se io ti pago, non puoi decidere tu di chi devi parlare ed in che modo, perchè questo spetta a me che ti pago'.
Chissà se, timidamente, passo dopo passo, assisteremo con sempre maggiore frequenza, in futuro, a disobbedienze e sfide dello stesso genere. Sarebbero salutari. Del resto che credibilità può avere una lenzuolata giornalistica i cui contenuti sono dettati e verificati dall'interessato? Potrebbe Armani, tanto per fare un altro esempio, far pubblicare una pagina pubblicitaria che lo danneggi?
Qualche anno fa accadde in Francia che Le Monde pubblicasse regolarmente delle stroncature delle opere che l'Opéra aveva in cartellone. Ogni nuovo titolo una nuova stroncatura, senza eccezione. Il sovrintendente del teatro decise, in conseguenza, di cancellare la pubblicità del teatro sul grande quotidiano, come a dire: ti devo anche pagare?
Ora le cose non stanno proprio così. Però vi sono casi in cui lo scandalo è evidente e l'asservimento del giornale all'inserzionista totale.
Noi, ad esempio, stiamo aspettando che si avvii la nuova stagione dell'Opera di Roma, quella della 'grande opera' e dei grandissimi casini, di cui tutti i giornali scrivono, ogni giorno. Ora avranno la faccia di scrivere ancora panegirici del teatro? Noi crediamo di sì, perché al colore dei soldi non si guarda. Certamente, e ne siamo sicuri, non rifiuteranno di confezionare la pubblicità a pagamento per il Grande Teatro dell'Opera di Roma Capitale, quello della 'Grande Opera' che si avvia ad una nuova grande stagione. E allora? Ci sarà da ridere quando leggeremo che Fuortes è il miglior sovrintendente che il teatro abbia mai avuto, e Marino il miglior sindaco, come Franceschini il miglior ministro, e Nastasi il suo miglior capo gabinetto, e tutti insieme i veri salvatori del Teatro dell'Opera di Roma Capitale. Se poi è finito nella merda non è colpa loro. Ma della merda i giornali non scriveranno.
Nelle ultime settimane siamo rimasti colpiti dalle presentazioni della stagione dell'Accademia di Santa Cecilia. Panegirici e peana su panegirici e peana. E gli uni e gli altri meritatissimi.
E pure ci ha colpiti il tono quasi di sfida di un collaboratore del Sole 24 Ore, il quale s'è arrischiato a scrivere che mentre farebbe anche un lungo viaggio per ascoltare il tale o talaltro pianista, mai si sognerebbe di fare altrettanto per ascoltare Lang Lang, in cartellone a Santa Cecilia. Ma come? Chi è costui che si è permesso di infrangere la regola: 'se io ti pago, non puoi decidere tu di chi devi parlare ed in che modo, perchè questo spetta a me che ti pago'.
Chissà se, timidamente, passo dopo passo, assisteremo con sempre maggiore frequenza, in futuro, a disobbedienze e sfide dello stesso genere. Sarebbero salutari. Del resto che credibilità può avere una lenzuolata giornalistica i cui contenuti sono dettati e verificati dall'interessato? Potrebbe Armani, tanto per fare un altro esempio, far pubblicare una pagina pubblicitaria che lo danneggi?
Qualche anno fa accadde in Francia che Le Monde pubblicasse regolarmente delle stroncature delle opere che l'Opéra aveva in cartellone. Ogni nuovo titolo una nuova stroncatura, senza eccezione. Il sovrintendente del teatro decise, in conseguenza, di cancellare la pubblicità del teatro sul grande quotidiano, come a dire: ti devo anche pagare?
Ora le cose non stanno proprio così. Però vi sono casi in cui lo scandalo è evidente e l'asservimento del giornale all'inserzionista totale.
Noi, ad esempio, stiamo aspettando che si avvii la nuova stagione dell'Opera di Roma, quella della 'grande opera' e dei grandissimi casini, di cui tutti i giornali scrivono, ogni giorno. Ora avranno la faccia di scrivere ancora panegirici del teatro? Noi crediamo di sì, perché al colore dei soldi non si guarda. Certamente, e ne siamo sicuri, non rifiuteranno di confezionare la pubblicità a pagamento per il Grande Teatro dell'Opera di Roma Capitale, quello della 'Grande Opera' che si avvia ad una nuova grande stagione. E allora? Ci sarà da ridere quando leggeremo che Fuortes è il miglior sovrintendente che il teatro abbia mai avuto, e Marino il miglior sindaco, come Franceschini il miglior ministro, e Nastasi il suo miglior capo gabinetto, e tutti insieme i veri salvatori del Teatro dell'Opera di Roma Capitale. Se poi è finito nella merda non è colpa loro. Ma della merda i giornali non scriveranno.
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sabato 2 agosto 2014
A Ponza si balla in un silenzio spaccatimpani, a Roma ancora turisti salassati al bar
Inorridiamo mentre andiamo leggendo l'ultima trovata che sta tentando di ridurre le teste di migliaia di giovani a zucche senza polpa. Una moda che sta prendendo il posto della musica a tutto volume, che si ascolta nei ritrovi al chiuso (cosiddette 'discoteche') o all'aperto, quando si riuniscono i giovani per le loro notti brave recando, anche disturbo a chi a loro non vuole unirsi.
Ora questa moda, dopo che è stata impiantata all'estero, spopola nelle isole alla moda, come Ponza, conquistando anche la mente superiore del sindaco Vigorelli. Si tratta di non diffondere più la musica a tutto volume, ma di inviarla, sempre a tutto volume - altrimenti che musica da discoteca è? - direttamente, attraverso cuffie, alle orecchie dei partecipanti.
Chi entra in uno di quei luoghi infernali vende corpi sudati ondeggiare o saltare, nel più assoluto silenzio, mentre le orecchie dei disgraziati sono bombardate da migliaia di decibel. Oltre che rincoglioniti, come spesso sono già, si renderanno anzitempo sordi. E' una tragedia che viene fatta passare come toccasana contro l'infernale suono/rumore delle discoteche. Esiste, leggiamo ancora, una coppia di italiani che ha fatto della diffusione del verbo del ' finto silenzio' la sua missione , sicura che assai presto si trasformerà in industria.
A proposito di ladri,invece, la cronaca ci ha fatto sapere che i commercianti che operano nel perimetro della Fontana di Trevi cominciano a soffrire. Le entrate, da quando la fontana è transennata per restauri - nonostante sia stata installata una passerella che permette ai turisti di vedere da vicino il progredire dei lavori - sono diminuite. E a noi che importa, ci verrebbe da dire, specie dopo aver letto che qualche commerciante di quel perimetro, sta aspettando i turisti per salassarli. Come si può pagare tre gelati ed una bottiglia d'acqua 42 Euro? E' un furto, ed hanno fatto bene i turisti frodati a denunciare il gestore del bar. Poi dicono che la Spagna, la Francia, ed anche l'Inghilterra attirano più turisti dell'Italia, che ne meriterebbe almeno il doppio, se non fosse funestata da ladroni e profittatori. Come altrove, ma purtroppo più che altrove.
Ora questa moda, dopo che è stata impiantata all'estero, spopola nelle isole alla moda, come Ponza, conquistando anche la mente superiore del sindaco Vigorelli. Si tratta di non diffondere più la musica a tutto volume, ma di inviarla, sempre a tutto volume - altrimenti che musica da discoteca è? - direttamente, attraverso cuffie, alle orecchie dei partecipanti.
Chi entra in uno di quei luoghi infernali vende corpi sudati ondeggiare o saltare, nel più assoluto silenzio, mentre le orecchie dei disgraziati sono bombardate da migliaia di decibel. Oltre che rincoglioniti, come spesso sono già, si renderanno anzitempo sordi. E' una tragedia che viene fatta passare come toccasana contro l'infernale suono/rumore delle discoteche. Esiste, leggiamo ancora, una coppia di italiani che ha fatto della diffusione del verbo del ' finto silenzio' la sua missione , sicura che assai presto si trasformerà in industria.
A proposito di ladri,invece, la cronaca ci ha fatto sapere che i commercianti che operano nel perimetro della Fontana di Trevi cominciano a soffrire. Le entrate, da quando la fontana è transennata per restauri - nonostante sia stata installata una passerella che permette ai turisti di vedere da vicino il progredire dei lavori - sono diminuite. E a noi che importa, ci verrebbe da dire, specie dopo aver letto che qualche commerciante di quel perimetro, sta aspettando i turisti per salassarli. Come si può pagare tre gelati ed una bottiglia d'acqua 42 Euro? E' un furto, ed hanno fatto bene i turisti frodati a denunciare il gestore del bar. Poi dicono che la Spagna, la Francia, ed anche l'Inghilterra attirano più turisti dell'Italia, che ne meriterebbe almeno il doppio, se non fosse funestata da ladroni e profittatori. Come altrove, ma purtroppo più che altrove.
venerdì 4 luglio 2014
Sarko non è Berlusca, perchè la Francia non è l'Italia
Sarko, un tempo Presidente della repubblica francese, ma ancora oggi marito di Carla, è sotto accusa per finanziamento illecito e per aver favorito l'ascesa di un magistrato che gli forniva anticipatamente notizie riguardanti alcuni processi il cui esito gli interessava. Viene prelevato e trattenuto per ventiquattro ore in cella, poi rimesso in libertà, ma indagato, con il progetto di tornare a guidare la Francia ormai naufragato definitivamente. Sarko, indagato per finanziamento illecito, che è la principale accusa, reagisce contro la magistratura che lo indaga ad orologeria... esattamente quello che va dicendo da tempo anche il Berlusca. Con una sola differenza, non da poco, e cioè che Berlusca è stato condannato, e Sarko deve essere ancora processato. E con la differenza aggiuntiva che Berlusca non potrà mai essere indagato per finanziamento illecito, perché lui i soldi li ha semmai messi di tasca propria per anni. Anche se, forse, sarebbe lecito domandarsi se ha ridotto, ciò facendo, il suo patrimonio, o se quei soldi impiegati per mettere in piedi il suo partito-azienda e per finanziare le sue campagne elettorali, non se li sia procurati, in parte, attraverso la frode fiscale per la quale è stato condannato. Dunque, in certo senso, anche lui non avrebbe messo soldi suoi. Sarko ,invece, li avrebbe avuti da Gheddafi.
E, pur condannato, Berlusca, è affidato ai servizi sociali al posto degli arresti domiciliari, e circola liberamente, con la sola restrizione degli orari. Sorprende vederlo scendere da una macchina blindata, che non è quella che serve per il trasferimento di pregiudicati, circondato non da guardie carcerarie ma da guardaspalle da lui pagati, e ossequiato dalle forze dell'ordine, entrare nelle aule dove si riuniscono i parlamentari, esattamente come farebbe un leader politico libero. Ha perso l'immunità parlamentare, essendo decaduto da senatore, ma si avvale tuttora della impunità berlusconiana, che invece in Francia si sognano di riconoscere a Sarko, in conseguenza della sua passata presidenza della Repubblica.
Ed anche i giudici che, a detta di Berlusca, gli si sono messi contro a prescindere dalle sue colpe, come va dicendo all'unisono con Sarko - lo ripetiamo: l'unico punto in comune fra i due - sembrano non voler calcare la mano contro l'ex cav. anche quando contravviene in tutta evidenza agli accordi che gli hanno fatto scambiare la galera con l'affidamento ai servizi sociali. Perchè tanta benevolenza, dopo tanto accanimento - come dicono l'interessato e tutti i suoi inservienti? Forse, a breve per effetto delle sentenze di processi in atto, Berlusca potrebbe finire agli arresti domiciliari, ed allora i giudici non vogliono che si pensi di loro che lo hanno perseguitato ancora una volta. Potranno sempre giustificarsi dicendo che lo hanno lasciato in circolazione, quasi come un normale cittadino, libero, per tutto questo, mentre era un condannato per frode fiscale, e dunque libero non dovrebbe essere.
E, pur condannato, Berlusca, è affidato ai servizi sociali al posto degli arresti domiciliari, e circola liberamente, con la sola restrizione degli orari. Sorprende vederlo scendere da una macchina blindata, che non è quella che serve per il trasferimento di pregiudicati, circondato non da guardie carcerarie ma da guardaspalle da lui pagati, e ossequiato dalle forze dell'ordine, entrare nelle aule dove si riuniscono i parlamentari, esattamente come farebbe un leader politico libero. Ha perso l'immunità parlamentare, essendo decaduto da senatore, ma si avvale tuttora della impunità berlusconiana, che invece in Francia si sognano di riconoscere a Sarko, in conseguenza della sua passata presidenza della Repubblica.
Ed anche i giudici che, a detta di Berlusca, gli si sono messi contro a prescindere dalle sue colpe, come va dicendo all'unisono con Sarko - lo ripetiamo: l'unico punto in comune fra i due - sembrano non voler calcare la mano contro l'ex cav. anche quando contravviene in tutta evidenza agli accordi che gli hanno fatto scambiare la galera con l'affidamento ai servizi sociali. Perchè tanta benevolenza, dopo tanto accanimento - come dicono l'interessato e tutti i suoi inservienti? Forse, a breve per effetto delle sentenze di processi in atto, Berlusca potrebbe finire agli arresti domiciliari, ed allora i giudici non vogliono che si pensi di loro che lo hanno perseguitato ancora una volta. Potranno sempre giustificarsi dicendo che lo hanno lasciato in circolazione, quasi come un normale cittadino, libero, per tutto questo, mentre era un condannato per frode fiscale, e dunque libero non dovrebbe essere.
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