domenica 20 febbraio 2022

Come cambia la lingua della politica: da ' metterci la faccia' a lavorare pancia a terra'. Le reazioni dei cittadini alla evoluzione linguistico-parlamentare

Fino a qualche tempo fa le frasi che uscivano più di frequente di bocca agli eletti al Parlamento erano 'politicamente corretto' e 'H24', in diverse situazioni, ovvio. 

Politicamente corretto. Poi da quando si è capito che questa locuzione  indicava che si chiedeva la patente della 'correttezza' politica per una azione che aveva una correttezza solo apparente, la stessa politica ha cambiato registro: negli ultimi tempi di questa espressione si è persa traccia, anche perché sarebbe tempo perso cercare qualcosa di corretto politicamente in tante azioni di questo o quel politico.

 H24, purtroppo abusata, è una locuzione usata da tutti  quelli che lavorano poco o niente e che vogliono, invece, far credere il contrario. Dicendo che lavorano 'ventiquattro ore su ventiquattro' - che è l'esplicitazione italiana di quella formuletta (utilizzata tanto per non perdere tempo) -  i politici dichiarano il falso, perché la loro settimana è fatta di tre giorni lavorativi, quando va bene, altrimenti di due giorni e mezzo. E, se tanto mi dà tanto, è da temerari pensare che in quei due giorni e mezzo lavorino ventiquattrore su ventiquattro.

Nuove espressioni sono ora entrate,  non al posto delle precedenti che hanno fatto una brutta, prematura fine.

 Una di queste è metterci la faccia, locuzione che spiegata a tutti sta ad indicare che, nel vortice del far nulla, i politici, hanno il coraggio talvolta di presentarsi con la propria faccia. Almeno ci mettono la faccia, dice il popolo bue. Misera consolazione per coloro che li hanno eletti per diversa ragione, quell'espressione la gente l'ha interpretata e spiegata in due possibili modi: che motivo c'era di metterla quella faccia? visti i risultati meglio non farsi riconoscere; oppure,  in seconda battuta: abbiamo capito che quella faccia era una faccia di culo, e la prossima volta ne terremo conto.

 E allora la politica ha adeguato, anzi rivoluzionato ancora una volta il proprio linguaggio, nel disperato tentativo di trovare una qualche pur minima comprensione presso i cittadini. 

I quali, tuttavia, come potevano pensare che lorsignori facessero qualcosa di corretto o che lavorassero ventiquattrore su ventiquattro, con quella faccia di culo che si ritrovano (i più)? Non basta  a consolarsi il pensiero che  saranno drasticamente ridotti di numero alle prossime politiche.

 Ecco la trovata. Anche per non mostrare più  l'incredibile faccia 'di culo' che si ritrovano, i politici, spessissimo, messi di fronte alle loro responsabilità dai cittadini che vogliono sapere cosa fanno,  ricorrono ad una nuova espressione: lavorare pancia a terra.

 La risposta dei cittadini è stata impietosa. Pancia a terra va meglio, almeno non vediamo la faccia di culo, c'è però il rischio che ora ci tocca sentire il loro puzzo.

                                              *****

Dizionario Treccani:

"avere una faccia di c. (o da), di persona sfacciata, sfrontata, senza ritegno"

 Dunque 'faccia di culo' non è espressione volgare, bensì solo colorita. E come tale l'abbiamo usata.

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