mercoledì 18 agosto 2021

Il Bari Piano Festival dal 21 agosto. Direttore artistico Emanuele Arciuli

 Sono bastate poche ore a esaurire le prenotazioni per i primi tre giorni del Bari Piano festival che sabato 21 agosto alle 21, in piazza San Nicola, s’inaugura con un recital di Alexandre Tharaud, salutato dalla critica come il “nuovo” grande pianista francese. La gratuità dei concerti (quest’anno sarà obbligatorio esibire il Green Pass con annesso valido documento d’identità), un intelligente uso dei social per la comunicazione (con allegata compilation spotify con il meglio della passata edizione) nonché il desiderio ai limiti della necessità di sanare il digiuno dai concerti dal vivo (peraltro organizzati nei luoghi più suggestivi del nostro lungomare) contribuiscono al pieno successo di questo festival.

Il merito più grande è però la lungimiranza artistica del suo direttore, il pianista Emanuele Arciuli, che sin dal primo momento ha fatto del Bari Piano Festival una variegata rassegna della contemporaneità musicale applicata al pianoforte. Come insegna il suo manifesto estetico, Arciuli intende la contemporaneità senza nessun filtro, e nella sua mente l’espressione nuova musica suona in tutta libertà e bellezza.

Il pianoforte si esprime attraverso un repertorio che comprende, quest’anno, musicisti come Stockhausen, Ligeti e Berio, ma anche Battiato o il jazz di Dan Tepfer e Omar Sosa e alle serate, di musica e spettacolo, contribuiscono varie espressioni artistiche (la scrittura, la recitazione, la danza). Il recital di Tharaud è forse l’unico recital tradizionalmente inteso (tranne un raro Rameau pianistico si ascoltano i Quattro Improvvisi op. 90 di Schubert e la Sonata n. 2 di Chopin).

Ma già domenica 22 (ore 19.45) l’area prato della spiaggia Pane & Pomodoro ospita al tramonto il progetto Senses del compositore e pianista cubano Omar Sosa, un viaggio tra sentimenti ed emozioni che, com’è nello stile di Sosa, fonde jazz, world-music ed elettronica, nel rispetto – dice lui – “della tradizione afrocubana e del silenzio degli spazi, tanto importanti per la pace dello spirito” (alle 19, nello stesso spazio Arciuli dialoga con Mario Desiati). Lunedì 23 nel cortile del castello svevo arriva per la prima volta a Bari Tamara Stefanovich, con un programma degno dell’aura di raffinatezza che la contraddistingue nel panorama concertistico internazionale. Partner cameristica, tra gli altri di Pierre-Laurent Aimard, la pianista serba sarà protagonista di un programma elettrizzante già sulla carta, dal titolo Etudes, che va da Rachmaninov e Skrjabin a Messiaen, Bazewicz, Ligeti.

Dal 18 agosto sono aperte le prenotazioni per i concerti dal 24 al 26 agosto: in mezzo, il 25, il curiosissimo progetto di Roberto Prosseda, Prosseda vs Teotronico, una sfida tra un pianista in carne e ossa (con sentimenti e passioni) e un robot a 53 dita per far capire a tutti, attraverso brani di Mozart, Scarlatti e Chopin, la differenza tra riproduzione ed interpretazione. Dal 20 si possono prenotare i posti per le ultime tre serate del festival: il 27 due lezioni concerto presentate da Luca Ciammarughi con Carlo Guaitoli e Emanuele Torquati, il 28 un recital su Berio pianistico con gli studenti dell’Accademia di Pinerolo, il 29, il finale sul prato di Pane e Pomodoro (ore 19) col progetto firmato dal pianista compositore francese di origini statunitensi Dan Tepfer dedicato alle Variazioni Goldberg di Bach. Tutte le info su baripianofestival.it.

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