mercoledì 26 gennaio 2022

Per i benefici della Legge' Bacchelli' a Roberto De Simone, si spende il Conservatorio di Napoli con una lettera a Draghi

 Egregio Sig. presidente, 

il mondo della cultura e della musica napoletana è, in questi giorni, scosso dalle parole del maestro Roberto De Simone che - in maniera accorata, ferma e molto dignitosa - ha voluto far partecipe la comunità civile della difficile situazione personale in cui egli versa.

 Il Conservatorio di San Pietro a Majella, che ha avuto il privilegio negli anni Novanta di avere il maestro De Simone quale direttore e figura di riferimento, si unisce al coro di quanti, di fronte a una situazione non compatibile con la statura morale e artistica di Roberto De Simone, chiedono gli venga riconosciuto il trattamento previsto dalla legge 440 del 1985 (la cd. legge Bacchelli), in considerazione dei suoi alti meriti culturali e del prestigio che la sua attività, nel corso degli ultimi sessant'anni, ha conferito al Paese.

Per storia e vocazione secolari, il Conservatorio di San Pietro a Majella persegue l'obiettivo di valorizzare la creatività in ambito musicale, avendo il territorio napoletano, specialmente fecondo, quale laboratorio esclusivo e prezioso. Proprio per questo, il legame con la figura di Roberto De Simone - capace come pochi altri intellettuali di coniugare, dal proprio irrinunciabile osservatorio della città di Napoli, la dimensione di ricerca con quella di divulgazione, la parte alta della narrazione con quella popolare, il momento formativo con quello performativo, la dimensione territoriale con quella internazionale del proprio lavoro - viene avvertito come particolarmente profondo e stimolante.

 La sintonia che accomuna i valori istituzionali su cui poggia la missione del Conservatorio di Napoli con quelli specifici e personali che formano la vicenda del maestro De Simone inducono, oggi, il San Pietro a Majella a sentire come propria la situazione di disagio palesata dall'artista e a rivolgere a lei, dunque, un appello sentito affinché al maestro siano concessi i benefici della cosiddetta legge Bacchelli, testimoniandone sin d’ora la chiara fama richiesta per la sua applicazione. 

 Questo gesto, che risulterebbe di grande sensibilità, verrebbe salutato dal Conservatorio di San Pietro a Majella quale atto di doveroso omaggio nei confronti di Roberto De Simone e della scuola musicale napoletana, prodotto di eccellenza internazionale».

Abbado, PIano, Cattaneo, Rubbia non sufficientemente meritevoli secondo la Casellati ( da LInkiesta)

 Era il 2013. Mentre il partito di Silvio Berlusconi provava a difendere il suo leader proponendolo come senatore a vita, Casellati – con Lucio Malan – contestava le ultime quattro nomine fatte dall’allora presidente della Repubblica Giorgio Napolitano: il direttore d’orchestra Claudio Abbado, la ricercatrice Elena Cattaneo, l’architetto Renzo Piano e il premio Nobel per la fisica Carlo Rubbia.

«Pur rispettando il Capo dello Stato e i quattro nominati, dalle carte trasmesse alla Giunta, non sono emersi elementi sufficienti ad identificare gli “altissimi” meriti scientifici della professor Cattaneo né gli “altissimi meriti sociali” attribuiti a tutti e quattro», diceva l’attuale presidente del Senato, chiedendo un rinvio della convalida per l’acquisizione della documentazione necessaria, non considerando “sufficienti” i loro meriti.

Quattro italiani di enorme spessore e riconoscimento internazionale, eppure giudicati non meritevoli. Proprio in quei giorni di fine 2013 Berlusconi era decaduto da senatore, condannato con sentenza definitiva e con una serie di processi in corso e sentenze di primo grado che lo indicavano come colpevole di diversi reati.

Di Maria Elisabetta Alberti Casellati, presidente del Senato, su questo blog scrivevamo che...

 Alla presidente del Senato, anche i più benevoli, non possono non riconoscere una bella faccia tosta ed una dose di ipocrisia e doppiopesismo. Tutte qualità che in un Paese civile e dalla storia millenaria, la seconda carica dello Stato, farebbe meglio ad evitare.


La Casellati era famosa, prima di assurgere a tale carica istituzionale, negli anni in cui il protettore Berlusconi l'ha incardinata in Parlamento, per la strenua difesa del suo protettore,  anche nella faccenda relativa alla 'nipote' del presidente egiziano che frequentava le cene galanti, ed anche i dopocena, di Arcore.

Una foto poi la ritrae, assieme ad altre/i graziate/i da Berlusconi, che protesta davanti al Palazzo di giustizia di Milano contro la cosiddetta 'giustizia ad orologeria' messa in atto dalla magistratura milanese contro il protettore comune.

Al protettore 'comune' Lei è grata anche perché all'inizio del suo mandato parlamentare, lui assunse in Publitalia la figlia. La quale però, non appena sua mamma divenne sottosegretario alla sanità, in uno dei governi del suo sempre protettore, fu richiamata a lavorare nella sua segreteria, cassandola dal libro paga del suo protettore che già per lei aveva fatto molto, ed iscrivendola in quello dello Stato, 'per dare una mano alla sua mamma'. Povera cocca!

 Ma al clou della sua attività politica,  resteranno le dichiarazioni seguite alla nomina di quattro celebrità italiane a senatori a vita, per decisione di Napolitano - fra cui Renzo Piano e Rubbia - Lei che non era nessuno o quasi, e non lo è ancora, oltre ad essere la seconda carica dello Stato per un patto scellerato fra partiti e in un gioco di veti incrociati. Allora ebbe l'ardire di dichiarare che non vedeva quali meriti scientifici e sociali potessero vantare per meritarsi tale nomina. Non vogliamo immaginare la faccia della vergogna che la Casellati,  presidente, ha fatto quando li ha incrociati nelle sedute del Senato.

 I giornali questi giorni scrivono che la sua segreteria e lo staff si stanno gonfiando come palloni aerostatici,  perché la Casellati sta mettendo dentro, dopo aver licenziato dei contrattisti, amici e...

 E proprio Lei, con tutto questo passato ed anche presente, ha appena dichiarato che sui vitalizi non è d'accordo con Fico, il suo omologo della Camera dei Deputati,  che sta tentando di abolirli o limarli secondo criteri di equità. Lei non è d'accordo, capito? Ma non perchè non ne condivida la logica, per carità una insigne politica e giurista come Lei, non farebbe mai un passo falso di questa portata. No, Lei pone soltanto un problema 'di diritto', per la cui soluzione chiede a Fico di sedersi insieme attorno ad un tavolo e ragionare. Rimandando tutto alle calende greche, al contrario di come ha fatto nei casi precedenti, quando ha preso decisioni rapide, come sempre tutte disinteressate e per l'esclusivo bene del Paese.

Maria Elisabetta Alberti Casellati? Noooooo

La destra è tornata a parlare della candidatura dell'attuale presidente del Senato,  Casellati,  alla presidenza della repubblica. Lei che, qualora dovessero protrarsi a lungo le votazioni, dopo il 3 febbraio, farebbe le funzione del capo dello Stato, nella cui gerarchia Lei  è  seconda  al Presidente. 

 Per noi,  il nostro parere vale quel poco che vale, la Casellati non è la personalità specchiata che può  aspirare ad occupare la carica che oggi è di Mattarella. 

Si dirà che comunque è stata eletta presidente del Senato. Vero, ma potremmo ribattere che anche la Pivetti, come nel caso della Casellati,  fu votata per un gioco fra le parti. Poi si è visto come è andata a finire, meritandosi  l'accusa di indegnità per quell'incarico così prestigioso, di presidente del Parlamento. Non che la Casellati finirà allo stesso modo, non intendiamo dire questo; bensì che talvolta ci si trova issati su un piedistallo anche importante senza che se ne conoscano le ragioni e senza soprattutto che se ne posseggano qualità e si vantino meriti. Se vogliamo proprio dirla tutta, noi pensiamo la stessa cosa anche di Tajani. Anche lui  diventato presidente del Parlamento europeo: chi pensa che ne avesse - ed abbia tuttora - le qualità e la statura di statista che quell'incarico richiedeva, alzi la mano. Nessuno l'ha alzata.

 Torniamo alla Casellati.  Pur tralasciando le pulci che in più occasioni le ha fatto il quotidiano diretto da Travaglio, Il Fatto Quotidiano, va sottolineato che in questi anni di suo impegno alla presidenza del Senato  non ha certo brillato nel fare ESCLUSIVAMENTE  gli interessi del Paese. 

 In tal senso, tuttavia, almeno un elenco delle sue scivolate merita di essere computato. Ha cambiato  molte volte il suo portavoce (non la faceva brillare quanto lei avrebbe desiderato - si è letto ogni volta); ha risistemato il suo appartamento di rappresentanza, dove faceva cene - non 'eleganti', alla maniera del suo sponsor politico Berlusconi, sia chiaro -  quasi giornaliere con la sua corte; ha utilizzato voli di Stato ogni fine settimana per tornare a Padova, ed anche per il ritorno a Roma all'inizio della settimana successiva; ha fatto spesso viaggi 'istituzionali - così li ha chiamati Lei - raggiungendo  posti anche dell'altro mondo, dove, per una pura coincidenza, suo figlio Alvise, direttore d'orchestra dirigeva qualche concerto (New York, ad esempio) mentre negli ultimi tempi, senza brillare per nulla, i concerti in Italia del Casellati direttore, sono aumentati di numero, anche se di poche unità. E' andata  a Cartagena ( Colombia?) - si trova in quel paese? - dove si tiene un noto festival, dove suo figlio ha spesso diretto, per premiarne la direttrice artistica.

 Insomma, anche senza considerare i troppi favori elargiti a sua figlia, assunta come sua collaboratrice, in un precedente incarico pubblico,  la Casellati si è comportata come buona parte dei parlamentari, i quali  durante il  loro mandato, cercano di profittare di tutto il possibile, ed anche di più. Possiamo anche aggiungere: senza vergogna. 

 E questo basterebbe  a rendere il suo profilo istituzionale non proprio il più adatto ad occupare la carica della presidenza della repubblica.

 Ma ci sono due fatti che  hanno macchiato la sua 'fedina' istituzionale; e questi non si possono tacere.

 Il primo ha a che fare con la magistratura: Lei partecipò alla manifestazione pro Berlusconi - perseguitato (?) dalla magistratura -  davanti al Tribunale di Milano. Manifestava a favore di Berlusconi - senza il quale Lei oggi forse starebbe ad occuparsi del suo studio legale a Padova - e contro la Magistratura, della quale da presidente  sarebbe a capo del relativo Consiglio di autogoverno, nel quale sempre la politica l'ha fatta sedere, con uno strascico poco edificante sugli emolumenti percepiti in Senato da Lei pretesi in quel periodo. 

 E poi il secondo che per noi ha un peso negativo ancora maggiore, e per il quale non abbiamo timore ad esprimere tutte le nostre perplessità sulla sua candidatura al Quirinale.

 Quando il presidente della Repubblica Napolitano nominò 'senatori a vita' alcune delle glorie del nostro paese in vari campi -   da Rubbia a Cattaneo a Piano ad Abbado, Lei si permise di dire che non riconosceva a  questi personaggi meriti tali da  giustificare  la nomina a senatori a vita. Lo diceva Lei che, davvero, non aveva nessun tutolo né merito per assurgere successivamente alla presidenza del Senato.

Lei appartiene a quella categoria - purtroppo assai numerosa nella politica del nostro paese - il cui prestigio lo acquisisce solo dalla carica che occupa, per la quale  non aveva meriti e competenze adeguati.

 Vogliamo solo pensare, concludendo, che quando poi è stata nominata presidente del Senato , e si è ritrovata la prima volta faccia a faccia con i nostri gloriosi senatori a vita, sia almeno arrossita per la vergogna. Non pretendiamo che si sia anche scusata. Una come la Casellati questo non lo mette neanche in conto. 

 

 

martedì 25 gennaio 2022

DRAGHI comunque - scrive 'Le Monde'

 Al Quirinale o a Palazzo Chigi, l'Italia e l'Europa hanno bisogno di Mario Draghi. Quindi la battaglia silenziosa che si sta svolgendo dietro le quinte a Roma è altrettanto importante per il futuro dell'Europa". Lo scrive Le Monde in un editoriale dal titolo "Mario Draghi al centro della partita". Nell'articolo il quotidiano francese si chiede se "il presidente del Consiglio dovrebbe ascoltare le preoccupazioni dei suoi sostenitori e sacrificare le sue ambizioni personali sull'altare degli interessi superiori dell'Italia", al fine di mantenere una stabilità nel governo, che, in sua assenza, potrebbe non durare fino al 2023.

lunedì 24 gennaio 2022

Ucraina. Presidente Zelenski: all'est tutto sotto controllo

 Il presidente ucraino Volodimir Zelensky è comparso in tv per un messaggio alla nazione dopo aver presieduto una riunione del Consiglio nazionale di sicurezza e difesa dedicata interamente alle tensioni con la Russia.

 "La situazione nell'est del paese è sotto controllo", ha detto il presidente, che ha fatto appello ai concittadini affinché non si facciano prendere dal panico. Secondo lui, "la situazione energetica ed economica è stabile: il riscaldamento invernale andrà avanti senza problemi. Insomma non c'è motivo di farsi prendere dal panico", ha detto il presidente.

Intanto, il presidente statunitense Joe Biden, nel corso di un incontro a Camp David, ha parlato della possibilità di inviare "truppe Usa nell'Europa dell'Est", sollevando una reazione prudente da parte del governo di Kiev, secondo il quale si tratterebbe di "una decisione prematura ed eccessiva".

 Di Ucraina parleranno anche i ministri degli Esteri dell'Unione europea in una riunione allargata al capo della diplomazia statunitense, Anthony Blinken.

Per Padellaro e Mentana. Due noterelle linguistiche

Avendo seguito per tutto il pomeriggio la diretta de La 7 , la  'maratona Mentana' per intenderci, sulla elezione del presidente della repubblica, ci sia concesso di correggere alcune espressioni di due dei protagonisti.

 Cominciamo da Padellaro che ha commesso un errore  nel quale molti altri sono incorsi in questi giorni. Padellaro per dire che la giornata elettorale si concludeva senza che nulla fosse accaduto, ha detto 'senza un nulla di fatto' , dimenticando che due negazioni  affermano, e che perciò avrebbe dovuto dire  'con un nulla di fatto'.

 E finiamo con Mentana, che pur  usando sempre un linguaggio appropriato, anche quando dispensa citazioni latine - gli dobbiamo  riconoscere una assoluta padronanza se non della lingua delle frasi fatte entrate nell'uso comune - oggi alla fine della lunga 'maratona' -  stremato come tutti - ha annunciato che lui, con una seconda maratona seguirà anche domani  'passo per passo' le operazioni di voto, mentre invece avrebbe dovuto dire 'passo passo' oppure 'passo dopo passo'. 

 A domani.