martedì 10 febbraio 2026

Cerno, direttore de Il Giornale, escluso da un secondo impegno in Rai, difeso da Feltri. ( da Baritalia News, di Claudia De Napoli) Dio prima li fa e poi li accoppia. La Rai non è abbastanza meloniana per come è già senza il secondo Cerno? (P.A.)

 

Cerno escluso dalla Rai, Feltri accusa: “Ormai la Sinistra si rende ridicola”

Vittorio Feltri interviene sul caso censura Cerno in Rai, denunciando pressioni politiche e difendendo il diritto del direttore del Giornale a lavorare senza ostacoli.

Vittorio Feltri sul caso censura Cerno in Rai

Le parole di Vittorio Feltri arrivano come un intervento netto nel dibattito sulla presunta esclusione di Tommaso Cerno da un programma della Rai. Il giornalista ed editorialista non usa mezzi termini nel commentare la vicenda che riguarda il direttore del Giornale, parlando apertamente di censura e di un clima che, a suo giudizio, sta assumendo contorni grotteschi.

La censura a Cerno? Ormai la sinistra è al ridicolo”, ha dichiarato Vittorio Feltri, puntando il dito contro quella che definisce una dinamica ormai ricorrente nel panorama mediatico italiano. Secondo Feltri, il caso non rappresenta un episodio isolato, ma l’ennesimo segnale di un atteggiamento ostile verso figure considerate scomode.

Le accuse al potere e il ruolo della Rai

Nel suo intervento, Vittorio Feltri individua una responsabilità precisa nel rapporto tra informazione e potere. “Evidentemente, quelli bravi danno fastidio al potere perché vogliono impedire al direttore del Giornale di fare un programma in Rai”, ha affermato, lasciando intendere che il problema non sia il profilo professionale di Tommaso Cerno, ma la sua autonomia e capacità di incidere nel dibattito pubblico.

Il riferimento alla Rai assume un peso centrale, perché l’emittente pubblica viene indicata come teatro di una decisione che, secondo Feltri, non sarebbe dettata da criteri editoriali o professionali, ma da valutazioni politiche. In questo contesto, la vicenda viene letta come un esempio di interferenza che limita il pluralismo informativo.

La protesta per il diritto di lavorare

L’intervento di Vittorio Feltri si chiude con un richiamo esplicito alla difesa del lavoro giornalistico. “Noi protestiamo perché gli vogliono impedire di fare il suo lavoro”, ha sottolineato, rivendicando una presa di posizione che va oltre il singolo caso.

Per Feltri, la questione riguarda un principio generale: la libertà di chi fa informazione di poter operare senza pressioni o veti. Il riferimento a Tommaso Cerno diventa così emblematico di una situazione più ampia, in cui il confine tra controllo politico e autonomia editoriale appare sempre più fragile.

Nessun commento:

Posta un commento