martedì 10 febbraio 2026

Caso Pucci. Cerno: la Sinistra vuole spegnere le voci scomode! No, caro Cerno, semmai le voci TRUCIDE( da Baritalia News, di Lorenzo Costantino)

 

Caso Pucci, Cerno attacca, “La sinistra vuole spegnere le voci scomode”

Tommaso Cerno denuncia la censura Pucci, accusa la sinistra di incoerenza culturale e richiama pluralismo, libertà artistica e rispetto delle regole democratiche nel dibattito pubblico.

La censura Pucci e il doppio standard della sinistra

Secondo Tommaso Cerno, il caso che coinvolge Andrea Pucci rappresenta il punto di caduta di un lungo percorso di contraddizioni. Il giornalista parte da un episodio simbolico, ricordando il bacio tra Fedez e Rosa Chemical sul palco del Festival di Sanremo.

C’era una volta il bacio tra Fedez e Rosa Chemical a Sanremo. Nell’era della sinistra tutto si poteva fare, e chi criticava era un fascista”, osserva Tommaso Cerno, sottolineando come quella scena fosse stata presentata come un atto politico e culturale, non come semplice spettacolo.

Secondo Cerno, quell’episodio venne giustificato come rottura delle convenzioni, un segnale di libertà e provocazione artistica. Oggi, però, quel racconto appare svuotato di significato.

Dal palco dell’Ariston alla morale woke

Nel suo ragionamento, Tommaso Cerno evidenzia come anche Fedez abbia successivamente preso le distanze da quella narrazione e dai sostenitori che lo avevano celebrato, salvo poi abbandonarlo. “Ci spiegarono che non si trattò soltanto di gossip, ma di un segnale politico”, ricorda, per poi liquidare quella lettura come “balle. Retorica politica”.

Il passaggio centrale arriva quando Cerno collega quella stagione al presente: “Si capisce oggi, di fronte alla censura verso Andrea Pucci, quando la sinistra italiana sarebbe chiamata a una verifica di coerenza e si presenta con il suo vero volto”.

Secondo il giornalista, emerge una morale selettiva, fatta di parole d’ordine legate al woke e alla censura, che tollera la provocazione solo quando è allineata a un determinato interesse politico. Il riferimento al palco dell’Ariston diventa simbolico di un controllo che va oltre lo spettacolo.

Pluralismo, democrazia culturale e libertà di parola

Tommaso Cerno arriva quindi al nodo politico e culturale della questione. “È paradossale vedere chi si è fatto paladino dei diritti civili trasformarsi in censore quando la provocazione non si allinea al proprio interesse politico”, afferma.

Nel suo intervento, sostiene che la sinistra non possa ergersi a difesa di libertà e pluralismo decidendo, allo stesso tempo, quali voci meritino spazio e quali debbano essere escluse. “La stessa sinistra che ha governato senza vincere le elezioni prova a sottrarre al giudizio degli italiani anche il palco dell’Ariston, il pluralismo nella tv pubblica, le regole del dibattito politico italiano”.

La conclusione è affidata a un principio netto: “Censurare Pucci sarebbe un atto che indebolisce la democrazia culturale”. Per Cerno, la risposta corretta resta il confronto, l’argomentazione, persino la critica aspra, ma mai il silenziamento. “La sinistra italiana deve tornare a essere bastione della pluralità, non guardiano della satira o del giornalismo libero”.

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