martedì 10 febbraio 2026

Marina Berlusconi in campo. Parla di referendum, Corona, Trump, Meloni, Vannacci ( da Cult Web, di Francesca Fiorentino)

 In un’intervista al Corriere della Sera, Marina Berlusconi non le manda a dire. La presidente di Fininvest e Mondadori prende posizione netta sul referendum del 22-23 marzo che chiederà agli italiani se approvare la separazione delle carriere dei magistrati (giudici da una parte, pubblici ministeri dall’altra), stroncando nel frattempo il programma tv di Fabrizio Corona definendolo “falsissimo e noiosissimo”, e liquidando l’eventuale uscita del generale Vannacci dalla maggioranza come “non una gran perdita”. Ma è sulla riforma della giustizia e sul ruolo dell’Europa di fronte alla nuova amministrazione Trump che Marina Berlusconi si concentra maggiormente.

Sul referendum costituzionale, previsto tra poco più di un mese, Marina è categorica: voterà Sì. E spiega che non si tratta di rancore personale legato alle vicende giudiziarie del padre, ma di una necessità per il Paese. La riforma prevede due carriere completamente separate per giudici e PM, con due Consigli Superiori della Magistratura distinti (uno per ciascuna categoria) e l’istituzione di un’Alta Corte disciplinare. Non servirà raggiungere un quorum: l’esito dipenderà solo dalla maggioranza dei voti validi, a prescindere dall’affluenza.

Pur ribadendo di essere un’imprenditrice e non una politica, Marina mostra un legame forte con Forza Italia, il partito fondato dal padre. Sulla possibile uscita del generale Roberto Vannacci dalla maggioranza, Marina non usa giri di parole:

Per come la penso io, non sarebbe una gran perdita… Anzi, potrebbe essere una opportunità per liberare il centrodestra da pericolosi estremismi. Poi so benissimo che la politica deve anche fare i conti con le percentuali“.

Interrogata sul programma tv di Fabrizio Corona, che ha tirato in ballo la famiglia Berlusconi (qui trovate tutta la ricostruzione), Marina non nasconde il fastidio: “Mi hanno costretto a vederne una puntata: devo dire che, oltre che falsissimo, l’ho trovato davvero noiosissimo. Comunque se ne stanno occupando i nostri avvocati”.

Fabrizio Corona (fonte: YouTube)

È sul fronte internazionale che Marina Berlusconi mostra le preoccupazioni più forti. Su Donald Trump il giudizio è durissimo:

Sono sempre più preoccupata. Prima schierarsi con gli Stati Uniti significava stare dalla parte giusta della storia. Oggi non ci sono più certezze. L’unica regola di Trump è cancellare tutte le regole. E lui la chiama libertà“.

Di fronte all’incertezza americana, Marina lancia un appello all’Europa: serve più coraggio e meno attese. Bisogna integrare difesa, politica estera e debito comune, superando il principio dell’unanimità che blocca le decisioni.

Non ha senso aspettare che Trump passi, anche perché ci vorrà molto tempo prima che i suoi veleni svaniscano. È una antica regola di buon senso: possiamo ragionare all’infinito sugli altri, ma alla fine è su noi stessi che dobbiamo agire“.

Sul governo Meloni, Marina si dice fiduciosa ma realista. Apprezza la gestione dei conti pubblici che ha restituito credibilità all’Italia, ma avverte:

Ora si apre la sfida più difficile: crescere». Riconosce l’impegno della premier nel mantenere saldi i rapporti tra Europa e Stati Uniti in un momento complicato, e conclude con un auspicio: «Io tifo per l’oro. Perché se vince la Meloni, vince il Paese“.

Chiudendo l’intervista, Marina Berlusconi torna sul tema delle riforme come strumento tipicamente democratico. «Oggi essere ottimisti è un atto temerario, quasi di fede. Però non dobbiamo dimenticare che il mondo in cui abbiamo avuto la fortuna di nascere e vivere, quello libero e democratico, può contare su un punto di forza che le autocrazie non avranno mai: la capacità di mettersi in discussione e di correggersi. In sintesi, di fare riforme».

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