giovedì 7 dicembre 2023

S'alza il sipario per il 'Don Carlo' di Giuseppe Verdi alla Scala

Ha tenuto banco in queste ultime ore - ma per fortuna ora rientrata - la polemica sugli occupanti il 'palco reale', dal quale si vede bene l'opera, e dal quale ci si deve anche far vedere e forse -  pia illusione -  farsi ben volere. Se così non fosse la polemica non sarebbe neppure nata.

 Mattarella  non ci sarà e neppure Meloni, ma ci sarà  La Russa - che c'era anche l'anno scorso  senza che nessuno facesse  l'opposizione ideologica che gli si sta facendo quest'anno: La Russa non ha mai rinnegato il fascismo; e dunque c'è chi in quel palco ci sta di diritto ( il presidente sindaco Sala)  ma preferirebbe non sedere al fianco di uno come La Russa che, non va dimenticato, è la seconda carica dello Stato di un paese democratico. E perciò fa sapere che siederà in platea, per  non stare al fianco di La Russa, al fianco, invece, di Liliana Segre, al cui fianco decide di sedere anche La Russa  (all'altro fianco), che non ha diritto di stare nel palco reale, e perciò sta in platea; ma che a salirvi è costretta per metter pace fra La Russa e Sala. Santa meravigliosa donna, senatrice a vita Segre!

 A proposito ci viene sempre in mente la dichiarazione di quella gran politica che è Elisabetta Casellati, a proposito dei senatori a vita dei quali non riconosceva meriti (fra quei senatori c'era anche la Segre, oltre Rubbia, Piano, Abbado ecc... - chi sono costoro? ) e perciò nella riforma  costituzionale  da Lei proposta, d'accordo con l'amica Meloni, i senatori a vita saranno aboliti. Offrendo, senza vergogna, una ragione  tutta politica: hanno sempre votato e salvato i governi di sinistra!

 Ricomposto il dissidio - triste modo per guadagnarsi la platea -  e ripopolato il palco reale, resta la polemica delle maschere a 'tempo determinato' che hanno manifestato nei giorni scorsi in teatro, e resta - ahimè - il teatrino di sempre  degli annunciatori fuori luogo, fra i quali si è fatto coinvolgere, non disdegnandolo, il nostro amico Vespa, al fianco della Carlucci ( ha degli autori, lei la regina di Ballando, che le fanno dire un cumulo di tragiche banalità e che anche noi paghiamo!), la quale più che Vespa, si vede bene che non sa dove sta, ma che evidentemente piace a Rai Cultura e Rai 1, ai quali - viene da dire - ci vuole pochissimo per piacere, in un campo come questo, dal quale loro sono AVULSI.

E poi c'è tutto il ciarpame della bella società in mostra, nella vetrina milanese pagata profumatamente, che i telespettatori sono obbligati a sentire e guardare, senza poter tirare una ciabatta contro lo schermo, sperando che arrivi a segno.

 Ha fatto riflettere Almodovar, che, senza pudore ha detto alla intervistatrice, nel foyer: 'sono qui alla Scala per la tv, per voi'.

 Gli unici applausi se li meritano quei loggionisti, amanti dell'opera, che hanno sfidato il freddo di questi giorni, per mettersi in fila ed accaparrarsi un biglietto. E che si sono quindi guadagnati il diritto di fischiare se cantanti e spettacolo se lo meritano.

 Nei giorni scorsi si è letto degli ultimi biglietti di platea  rimasti al costo di  1900-2000 Euro circa. Spiccioli. Che, in altre casi, come per i concerti di Capodanno da Vienna e Venezia) sono serviti a Valerio Cappelli ( Corriere della Sera) per valutare, in proporzione diretta, il valore e la qualità dei due concerti.  Per la cronaca, la serata inaugurale ha portato nelle casse del teatro l'ingente somma di  2.580.000 Euro

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