lunedì 25 dicembre 2023

Amadeus lascia Presta e forse casca con Caschetto. Il quale potrebbe riempire con i gli artisti della sua scuderia un intero palinsesto. ( da Corriere Adriatico). NOSTRO COMMENTO

 Sul book fotografico degli artisti dell'agenzia che fa capo alla famiglia di Lucio Presta, Arcobaleno tre, la faccia sorridente di Amadeus non c'è più. Una conferma oggettiva del divorzio più clamoroso di questi ultimi anni nello spettacolo italiano, fra il pluriconduttore di Sanremo e il super agente.

 

Il divorzio

Il loro sodalizio è stato uno degli ingredienti dei Festival di Sanremo made in Amadeus e forse proprio Sanremo, la forza che ha dato ad Amadeus con il successo delle sue edizioni ha reso difficile continuare il rapporto con Presta. E proprio sul prossimo Sanremo potrebbero ricadere dei 'danni collaterali' del divorzio: lo show vive di ospiti e concorrenti e nel book di Presta ci sono tante altre foto. Comunque sia la regola aurea è che lo show deve continuare, quindi la domanda è: cosa, o meglio chi c'è nel 'dopo Presta' di Amadeus.

La lista di nomi

In cima alla lista ci sono tre nomi, uno è quello di Giuseppe 'Beppe' Caschetto, piazzatissimo sul fronte televisivo con nomi del calibro di Bruno Vespa e Fabio Fazio, soprattutto con una tale varietà di attori, registi, autori, conduttori e giornalisti che potrebbe coprire un intero palinsesto.

Un pò meno televisivo ma molto più musicale è Ferdinando Salzano, impresario, agente, organizzatore di eventi live, discografico e via elencando. In sostanza l'uomo che sul fronte della musica in Italia brilla con più sfaccettature di un diamante. Un ottimo 'partner' per Sanremo.

L'ipotesi "tecnico"

Oppure, come è successo anche alla politica italiana in momenti difficili, Amadeus potrebbe rivolgersi a un tecnico e in questo caso il nome che spicca è quello dell'avvocato Cesare Patriarca: il suo studio è specializzato in diritto d'autore e dello spettacolo ed ha la fiducia di molti personaggi Rai che hanno molto da amministrare, fra gli altri Mara Venier ed Alberto Angela. Patriarca potrebbe tranquillamente curare l'esistente, per ora, e poi 'sommarsi' a un nuovo agente. Magari non nuovissimo: un ritorno di Presta? Mai dire mai. Infine, o forse in cima a tutti gli altri, c'è il fattore Fiore, come lo chiama Amadeus: cosa gli consiglierà il fraterno amico Fiorello?

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COMMENTO


Quello degli agenti , non di polizia purtroppo mentre sarebbero necessari, ma di artisti, giornalisti, autori, è un vecchio annoso problema che molti hanno promesso regolarmente di voler risolvere.

 L'ultimo è stato Fuortes, in Rai, e si sa quale fine ingloriosa abbia fatto, per saltare sul carro dei vincitori ( politici) che ora gli a hanno assicurato un posto al sole, magari a Firenze.

 Lo strapotere degli agenti dello spettacolo - il problema riguarda anche la musica, anche quella cosiddetta 'classica'- è sempre stato indicato come un male del sistema che tanti guai ha recato e molti soldi spesi.

 Perchè, sia ben chiaro, gli agenti che possono fare il buono e cattivo tempo, agiscono in regime  di 'monopolio' e possono alzare la posta, alla richiesta di un certo artista o autore o giornalista.

 E una istituzione come la Rai è impotente? Impotente non lo sarebbe se avesse un management con i cosiddetti... slegata dal potere politico, una fucina di teste pensanti che  inventano programmi e possono benissimo con la forza delle loro idee, fare a meno di questo o quell'artista o conduttore o star o ospite ecc... ecc...

 Nel campo della musica, anche noi in prima persona abbiamo tante volte denunciato l'anomalia di quell'agente,  Valentin Proczynski, che aveva residenza nel Principato e che si faceva pagare gli artisti quanto decideva lui. Adesso la sua agenzia non sembra avere più lo stesso strapotere, a ma a lui si è sostituito un altro, USA, che ha una scuderia ricca e di prestigio e che agisce allo stesso modo. Si spiega in questo modo il fatto che certe istituzioni attingono per le loro stagioni a determinate agenzie, sempre le stesse, e mai, neanche per errore, ad altre.

In passato si sono trovate ragioni a giustificazione di tale anomalia, e la colpa è sempre ricaduta sulle istituzioni, mai sugli agenti. Sacrosanta verità: una istituzione debole, priva di prestigio, assoggettata a poteri extra ha colpa di tutto questo.

 E' il  caso di augurare ciò che, senza senso Giorgia Meloni ha augurato agli italiani per questo Natale: l'0rogoglio. Che le grandi istituzioni italiane musicali e non avrebbero, se i vertici non fossero finiti, troppo spesso,  nelle mani di mezze calzette. ( Pietro Acquafredda)

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