martedì 17 ottobre 2023

Il ministro Sangiuliano prosegue con la 'sostituzione appartenenza', nominando Buttafuoco alla Biennale

L'unica differenza,  non da poco, rispetto alla schifezza attuata al Teatro San Carlo,  è che alla Biennale di Venezia, il mandato di Cicutto presidente sta per scadere, e dunque la sua sostituzione, seguendo il criterio della appartenenza, avviene nei termini normali della sostituzione a fine mandato, come del resto già accaduto al MAXXI di Roma, dove il fedelissimo Giuli sostituì la presidente Melandri alla fine del suo mandato (secondo?).

 Naturalmente nulla da eccepire sulle persone e sui profili professionali e culturali di Giuli e Buttafucoo. Finché ve ne sarà qualcuno come loro,  Sangiulinao, che nella scelta  ha seguito però il criterio dell'appartenenza,  si salverà dalle critiche dalle quali  non si è salvato nel caso del  vergognoso pasticcio creato al San Carlo, per assecondare il suo capo Meloni che voleva per sè la Rai  e la voleva presto. 

Per mandare avanti l'operazione di sostituzione, Sangiuliano adotta per la Biennale la tecnica messa in atto nel caso del San Carlo. Prima 'gela' i rapporti con i sostituendi - perchè non ci prova anche con  la Scala? - poi critica la loro gestione, senza averne le competenze specifiche, come nel caso di Cicutto e di Lissner da tutti apprezzati, qualificandosi 'vox clamantis in deserto', e poi sferra il colpo della sostituzione.

 Ora sia nel caso di Giuli come  di Buttafuoco  gli va abbastanza bene, anche se Buttafuoco non  ha esperienza alcuna nella  guida/gestione di un istituzione (se la farà!). I problemi li avrà, procedendo di questo passo, quando avrà esaurito quell'altro paio di nomi 'di pregio' (Veneziani, Guerri)  da poter spendere con onore.

Quando anche loro saranno sistemati (  ma Giordano Bruno Guerri, si è accasato da tempo al Vittoriale  e  non intende schiodare) con quali altri nomi procederà nella sostituzione, che in quel caso sarà anche etnica, perchè guarderà soltanto il colore 'della tessera', unica differenza con il suo compagno di gabinetto Lollobrigida che paventava la sostituzione in base al colore 'della pelle'.

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