domenica 10 settembre 2023

Irina Osipova, trentacinquenne russa, filoputiniana, assunta al Senato italiano (da Open) -Meloni tace, la candidò alle Comunali a Roma, senza successo. Ora che è al governo è in evidente imbarazzo. Contento Salvini

 Una passione per la politica italiana, o meglio per la destra italiana, l’entusiasmo per Vladimir Putin e la vicinanza a gruppi neonazisti russi affiliati alla Wagner. L’identikit della 35enne Irina Osipova lo restituiscono foto e commenti che la stessa ha disseminato sui profili social. A completare il curriculum, dal prossimo primo novembre, ci sarà un nuovo impiego: la donna, nata a Mosca nel 1988 e che ha ottenuto anche la cittadinanza italiana, sarà assunta dal Senato. Osipova è arrivata 78esima al concorso, bandito nel 2019, per l’incarico di coadiutore parlamentare. Contattata dall’Adnkronos per commentare l’assunzione, ha replicato: «Non voglio parlare con i giornalisti». Le procedure di selezione, che mettevano a bando 60 posti, si sono concluse lo scorso anno. A quanto apprende Open, Osipova avrebbe ottenuto comunque il lavoro perché, per sopraggiunte esigenze di personale, Palazzo Madama avrebbe deciso di assumere non solo i 60 vincitori del concorso, ma anche i candidati risultati idonei, fino alla 124esima piazza.


Tra le mansioni, dovrà svolgere funzioni amministrative e contabili, consultare le banche dati e procedere alla classificazione e archiviazione della corrispondenza del Senato. Il nome della neo dipendente di Palazzo Madama non è sconosciuto alle cronache. Figlia di Oleg Osipova, a lungo direttore del Centro russo di scienza e cultura di Roma, la donna ha avuto rapporti molto stretti sia con la Lega sia con Fratelli d’Italia. Per il partito di Giorgia Meloni si è candidata, nel 2016, al Consiglio comunale di Roma. Poco meno di 200 voti, tanto chiacchiericcio per la reiterata esaltazione del putinismo. Le politiche dello zar, «un modello per l’Italia per difendere gli interessi nazionali». Il capo del Cremlino, «un leader che non ha pari al mondo». Ma la frequentazione degli ambienti della destra italiana erano iniziati ben prima della propria candidatura. Dopo aver fondato, nel 2012, l’associazione Rim, con lo scopo di riunire «giovani attivi e creativi italo-russi», Osipova ha iniziato a collaborare con l’associazione Lombardia-Russia, nel 2014.


Si tratta dell’ente guidato dal leghista Gianluca Savoini che, per molto tempo, ha lavorato a fianco di Matteo Salvini. La donna, e lo testimoniano alcuni scatti pubblicati sui social, ha persino accompagnato il leader del Carroccio nelle trasferte in Russia. Una foto, in particolare, è stata al centro di molte attenzione mediatiche: scattata nel 2014, ritrae Osipova sorridente, al centro tra Salvini e Savoini. In quello stesso periodo, la sovranista russa ha partecipato a diverse iniziative di protesta contro le sanzioni europee a Mosca, scattate in seguito all’annessione della Crimea. Molteplici le accuse che la donna indirizza ai «politici nazisti» di Kiev, rei a suo dire di discriminare la popolazione russofona nei territori del Sud-Est ucraino. Altre polemiche l’hanno riguardata dopo aver pubblicato alcune foto che la inquadrano assieme a Yan Petrovsky, leader del gruppo neonazista russo Ruisch, affiliato alla Wagner. Qualche settimana fa Petrovsky, accusato di crimini di guerra compiuti in Ucraina, è fuggito in Finlandia e si è fatto arrestare.

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